Il tombamento della speranza di un futuro per Roma


Salviamo la Metro C: La Giunta del "cambiamento", della "lotta agli sprechi" e della "mobilità come prima priorità", potrebbe essere alla fine ricordata come la Giunta che ha permesso, con la sua inerzia, il tombamento non solo delle talpe della Metro C, ma della speranza nel futuro



La Giunta del "cambiamento", della "lotta agli sprechi" e della "mobilità come prima priorità", potrebbe essere alla fine ricordata come la Giunta che ha permesso, con la sua inerzia, il tombamento non solo delle talpe della Metro C, (l'unico grande investimento di mobilità in città), non solo un ormai quasi certo nuovo ritardo di un anno e mezzo sui cantieri accumulato in tre anni, non solo un conseguente aggravio di decine di milioni di euro (cifra non precisata sopra la sessantina) per i mancati atti seguiti agli annunci dello scorso inizio estate ma anche il sostanziale blocco di ogni progetto di mobilità in città.

Il tombamento della speranza di un futuro per Roma.

Vogliamo usare il condizionale per scaramanzia, perché il fatto sarebbe talmente grave e dalle conseguenze così nefaste che ci rifiutiamo di credere che alla fine possa davvero succedere.

Tuttavia, data la annunciata messa in liquidazione di Roma Metropolitane, il tombamento delle talpe sarebbe solo la punta dell'iceberg di una reazione a catena che porterà non solo al blocco di tutti i cantieri e i progetti delle opere da sbloccare (linea D, tratta T2 della MC, prolungamenti altre metro e tram) ma anche di ogni ipotesi di cantierizzare e realizzare metropolitane nei prossimi anni.

C'è il concretissimo rischio che si blocchino anche i cantieri della tratta fino a Colosseo, stante la mancata approvazione delle varianti per la stazione Amba Aradam e Venezia/Fori Imperiali, attese da anni, annunciate più volte e mai consegnate.

Poi, tutti vi ricorderete l'annuncio farsa di Luglio della Sindaca, dove dichiarava il concreto sblocco della vicenda:


Non c'è una parola vera di questo tweet. Il progetto di Venezia era già stato consegnato al MIT nel 2014 ma la variante della Raggi non è mai partita. Le talpe sono ripartite non per lo sblocco dei cantieri ma per non pagare penali. 

E comunque la realizzazione di Venezia non era proprio in considerazione.

Poi ricorderete la comica vicenda della project review, ovviamente mai realmente partita (a parte il documento preliminare che risale a prima della giunta Raggi e redatto da Roma Metropolitane)

L'ultimo atto di questa indegna telenovela è l'intervista di Enrico Stefàno di ieri a Repubblica dove, accampando scuse che insultano la sua intelligenza e quella dei romani, conferma di fatto il tombamento degli scudi delle talpe della Metro C sotto il Foro di Traiano

L'analisi (impietosa) continua su Salviamo La Metro C



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