L'esordio dei minibus elettrici, una buona idea con qualche pecca

L'esordio dei minibus elettrici, una buona idea con qualche pecca


Come annunciato da lunedì 13 maggio sono in circolazione sulla linea 119 i minibus elettrici, quelli recuperati dall'oblio dove erano caduti in questi ultimi anni. Tuttavia avremmo qualche perplessità


Dopo tanto aspettare, ecco che finalmente i minibus elettrici sono in circolazione per le strade di Roma, per la precisione, come anticipato da Enrico Stefàno, la linea 119 su Via del Corso.

La prima impressioni a caldo che ci viene da dire è bene, ma non benissimo e spieghiamo il perchè.

@TplRoma, dopo poche ore dall'uscita dei minibus, si è chiesto come mai i minibus Gulliver recuperati da Atac non siano monitorati sulle App? In pratica ai minibus, così come agli autobus a noleggio - quelli bianchi, perchè quelli di Tel Aviv sono ancora bloccati a Guidonia - non è stato installato il GPS.

Ci chiediamo: Ma non si potevano installare gli impianti di localizzazione durante il recupero?

Almeno si può rimediare mettendo gli orari di transito alle fermate...

L'ennesima occasione persa fa eco @Franz6081 e parla dell'infelice capolinea a Piazza Venezia, proprio sotto il famoso balcone, unito ad un percorso che si snoda per vie secondarie rispetto a Via del Corso, che ne depotenzia fortemente la carica attrattiva. 

La scelta, poi, di avere come unica fermata a Piazza del Popolo l'impianto nei pressi dell'omonima porta la rende quasi invisibile ai turisti, a differenza di quando effettuava capolinea all'imbocco di Via del Corso.

Insomma una buona scelta quella di riattivare i minibus elettrici, meno questa prima uscita col 119




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Commenti

Anonimo ha detto…
Sarà almeno la terza volta che ribadisco il concetto che ho già espresso in alcuni miei precedenti commenti: questo tipo di servizio e questi veicoli vanno bene in una situazione economica diversa. Il loro problema è il costo di esercizio rapportato al costo del conducente: portando ciascun veicolo poche persone, la produttività del personale è troppo bassa; di conseguenza, il costo di esercizio di questo tipo di servizi (e veicoli) è automaticamente alto (anche perchè, oggi, ben l'80 per cento dei costi complessivi in una azienda di trasporto è dovuto alle retribuzioni spettanti al personale). Qui c'è, piuttosto, l'urgenza di acquisire (o noleggiare) altri autobus da 12 e 18 metri, perchè il grosso del parco attuale, formato dai CityClass Cursor del 2001-2003 (vetture serie ATAC 3721-3954, 5001-5500 e 5901-6000) è duramente provato dagli anni ma, soprattutto, dall'intenso servizio e dalla scarsità di manutenzione. I minibus a batterie potevano aspettare.