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Il futuro della Roma-Lido si deve chiamare Metro E


A seguito della notizia di nuovi treni per la Roma-Viterbo e soprattutto per la Roma-Lido, il comitato Metro X Roma non la prende benissimo e denuncia, oltre allo scollamento tra Regione e Comune, anche la sparizione dal PUMS della Linea E



Oggi qualsiasi prospettiva di miglioramento del servizio è impantanata nel fango generato da un lato dal disorientamento totale della Regione e dall'altro da un Comune lento e farraginoso, anch'esso senza guida.

Da Ostia a Jonio, la trasformazione della Roma-Lido in metropolitana: Il progetto della Linea E

In particolare, la Metro E (insieme con la Metro F, che approfondiremo in un articolo ad hoc) è finalmente apparsa nelle tavole del PUMS redatte dal Comune a ottobre 2018, salvo poi scomparire, nelle tavole di dicembre presentate in Commissione Mobilità. Perché?

Il parere dei pendolari: Roma Lido, la "Linea E" può attendere



Noi ribadiamo cosa occorre fare per salvare capra e cavoli.

Da Metro X Roma




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2 Commenti

Anonimo ha detto…
Come ho già avuto modo di scrivere, il futuro delle tre ex concesse laziali lo vedo nero, se veramente passeranno sotto la giurisdizione, in tema di regolamenti e sicurezza, di ANSF anzichè dell'attuale USTIF, la quale agenzia finirà con l'imporre sistemi di sicurezza analoghi a quelli già in uso sulle ferrovie gestite da RFI, tipo SCMT e quant'altro. E se non si applicheranno, altro che metro E...
Anonimo ha detto…
Mah, secondo me per la Roma-Lido ci sono due possibili scenari futuri:
1) Lasciarla così com'è, ossia ferrovia regionale ex concessa. A questo punto, i sistemi di sicurezza tipo SCMT diverranno però obbligatori, quindi bisognerà procedere alla loro applicazione. Chiaramente, i nuovi treni, a questo punto, possono benissimo essere realizzati a sagoma ferroviaria, ossia tipo i convogli MR, chiaramente in versione suburbana;
2) Trasformarla in metropolitana vera e propria (metro E o come la si voglia chiamare), eventualmente cedendola al Comune di Roma, e modificando la sagoma da ferroviaria a metropolitana, rendendola uguale a quella della metro B. Ma andrebbe parimenti modificato anche il segnalamento, rendendolo analogo anch'esso a quello della linea B, e credo che, a questo punto, non occorra applicare il sistema SCMT, essendo metropolitana. In questo caso, si potrebbe pensare anche alla possibilità di riattivare un collegamento diretto tra Jonio/Rebibbia ed il Lido di Ostia, come una volta esistevano (tra il 1956 ed il 1986) i rapidi Termini-Lido. Chiaramente, i nuovi treni dovrebbero, a questo punto, essere a sagoma metropolitana e con un equipaggiamento ed un numero di porte e di posti a sedere intermedio, ossia adatto sia ad un servizio metropolitano che ad uno suburbano, e si potrebbero anche mantenere in servizio, tutto sommato, i treni CAF e le MA200, delle quali ultime però, stante la loro affidabilità non elevatissima, converrebbe cominciare a pensare ad una loro sostituzione, seppure non in tempi brevissimi. Spetta alla Regione Lazio ed al Comune di Roma questa scelta.
Per la Roma-Giardinetti, a mio avviso l'unica soluzione sarebbe la conversione in tramvia e la parallela cessione al Comune di Roma, eventualmente mantenendo anche lo scartamento ridotto. In questo modo, resterebbe sotto competenza USTIF ed i vari sistemi di sicurezza tipo SCMT non sarebbero resi obbligatori.
Infine, per la Roma Nord, credo che la si debba mantenere con il suo asset giuridico di ferrovia regionale ex concessa, prevedendone però alcuni ammodernamenti in termini di tracciato, con eventuali raddoppi del binario della tratta tra Montebello e Sant'Oreste. Si reputa necessaria anche la sostituzione della linea aerea nella tratta Catalano-Viterbo, che è ancora praticamente quella di origine del 1932, seppure un po' rifatta. Inoltre, credo che per questa ferrovia l'SCMT sarà prima o poi obbligatorio, come pure un Blocco Conta-Assi nel tratto Montebello-Viterbo. Occorrerebbe anche un rilancio dell'intera ferrovia a fini turistici, date anche le località che attraversa. Ma anche qui la decisione spetta alla Regione Lazio, che spero prenderà decisioni logiche e sensate.