#LaCometa2016 - The Day After

Viaggio nella storia della ferrovia Roma-Lido. Un tuffo tra passato e presente, lungo 92 anni, insieme con le associazioni dei pendolari Trenino Blu e a Odissea Quotidiana.

07 novembre 2016 14:34
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Viaggio nella storia della ferrovia Roma-Lido. Un tuffo tra passato e presente, lungo 92 anni, insieme con le associazioni dei pendolari Trenino Blu e a Odissea Quotidiana.

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Sono loro che ieri hanno organizzato un tour storico, dalla stazione Porta San Paolo ino a quella di Lido Centro, con soste anche ad Acilia e Ostia Antica, da dove si può facilmente raggiungere gli scavi romani. La partenza è dal museo storico dell’Atac.

Il blogger Carlo Tortorelli illustra le tappe fondamentali fino a oggi. Un presente nel quale i pendolari “subiscono ritardi – sottolinea - e una linea non all’altezza per 90mila utenti al giorno”. Per una volta, però, i passeggeri si sono riuniti per scoprire la storia della ferrovia, per la quale il primo progetto, non finanziato, risale al 1868.

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Poi, nel 1901 venne presentato dalla Stefer un nuovo progetto ma anche questo non venne accolto. Ostia, allora, era un borgo di appena 100 abitanti. Il 10 agosto del 1924 la Roma-Lido venne inaugurata e segnò l’avvio dell’espansione di Roma verso il mare. I treni erano a vapore e il tempo di percorrenza era di 50 minuti sull’interatratta. L’anno dopo si passò all’esercizio elettrico e al doppio binario.

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La velocità massima passò prima a 60 poi a 100 km/h e il tempo di percorrenza venne ridotto a soli 30 minuti. Nel 1933, con la trasvolata oceanica, la ferrovia arriva a punte di 160 mila passeggeri. Poi, la Roma-Lido uscì dalla Seconda GuerraMondiale. “Nel dopoguerra - spiega Tortorelli - si puntò sul mezzo privato a discapito della ferrovia”.

Al termine del tour, i blog dei pendolari hanno lanciato il #ProgettoMR, curato da Sferragliamenti dalla Casilina, Odissea Quotidiana e Romanderground: rimettere in circolazione il primo treno che entrò in servizio sulla ferrovia, ora abbandonato presso le oficine di Magliana Nuova

Di PAOLO PETRUCCI per Leggo

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