Roma-Lido: Privatizzazione si, privatizzazione no

Condividi con gli amiciTweet Foto di AndrebozContinua lo scambio di opinioni sul tema privatizzazione della Roma-Lido, abbiamo visto i pareri favorevoli e pareri contrari. Oggi ho voluto pubblicare l'...

22 dicembre 2015 15:06
Roma-Lido: Privatizzazione si, privatizzazione no -
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Foto di AndrebozContinua lo scambio di opinioni sul tema privatizzazione della Roma-Lido, abbiamo visto i pareri favorevoli e pareri contrari. Oggi ho voluto pubblicare l'opinione di Matteo, che parte dalla proprietà, passando per l'interesse pubblico. Mi sembra un pensiero ben articolato e da leggere fino in fondo. Sei d'accordo? Non sei d'accordo? Commenta anche tu, anche mandandomi una mail a [email protected].

 

Di matbarile

 

Buongiorno a tutti/e,


approfitto dell'"odissea quotidiana" per buttare giù qualche impressione sull'argomento privatizzazione. Sono nuovo del gruppo,quindi scusatemi se propongo temi già affrontati e discussi dal comitato.


La situazione mi sembra molto complicata con molti nodi:se si tratta di privatizzazione del servizio secondo la logica del project financing è un conto, se si tratta, come capisco, anche di vendita della linea dopo investimenti per 180 milioni da parte dello stato è un altro.


In ogni caso mi piacerebbe condividere con voi alcuni punti, partendo dal soggetto che gestisce la linea.

 
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A questo proposito personalmente non ho pregiudiziali sull'eventuale affidamento a un'azienda privata. Secondo me non è la proprietà del capitale del soggetto che gestisce a fare la differenza, ma la volontà e la capacità economica della proprietà (si auspica pubblica!) a tenere un servizio in efficienza.

 

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La Roma-Lido vista da PandakoalaSe la Regione stipula un contratto di servizio adeguato (in cui siano fissati livelli minimi garantiti, penali, garanzie facilmente escutibili), paga regolarmente e si impegna in un controllo strutturato, ritengo che il servizio di trasporto possa funzionare bene a prescindere dal fatto che il gestore sia una società a capitale pubblico o a capitale privato.

 

Anzi l'eventuale affidamento a una società "indipendente" avrebbe il vantaggio di eliminare quel rischio di commistione tra controllore e controllato che indubbiamente non aiuta.

 

Di contro una gestione pubblica come quella di atac (senza contratti di servizio adeguati e lasciata senza controllo) è approssimabile a una gestione "privatistica" in cui le scelte sono fatte da singoli centri di potere in nome di interessi di certo non pubblici!


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Una Roma-Lido a Novembre
Foto di Guida_EmilianoPer i lavoratori il discorso potrebbe essere diverso ma sul tema non ho elementi per esprimermi.

Quello che, sempre a mio parere, conta è l'"Interesse pubblico": se la proprietà lo vuole tutelare lo può fare anche con il project financing. Non è detto che con una gestione privata il biglietto debba aumentare o che le corse debbano diminuire: dipende da cosa prevede il contratto/convenzione tra regione e gestore.

 

Anche adesso il servizio (specie nelle ore non di punta) non si ripaga con i biglietti: la regione deve coprire i costi pescando dalla fiscalità generale. Allo stesso modo ("pescando dalla fiscalità generale") potrà riconoscere al gestore la copertura degli oneri necessari a calmierare il biglietto e garantire i treni in fasce orarie non remunerative.

 

A mio avviso non è il gestore a garantire l'interesse pubblico ma la proprietà. Anche per quanto riguarda il project financing ritengo che non sia un "male in se":se applicato bene può aiutare a erogare servizi e a controllarne l'efficacia e l'efficienza in situazioni di difficoltà finanziarie. Per quella che è la mia limitata esperienza so che in alcuni casi ha funzionato in altri è stato un disastro:è uno strumento e la sua "bontà" dipende dagli obiettivi di chi lo applica.


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Diverso è il discorso dell'eventuale vendita della linea: se la linea diventasse privata, l'interesse pubblico non sarebbe più tutelato e i danni sarebbero rilevanti a prescindere da strumenti e modalità !la cessione a una società privata di un'infrastruttura ferroviaria così strategica a livello sociale,urbanistico ed economico sarebbe una scelta folle e suicida e andrebbe contrastata con forza a prescindere da contratti, tempi ,modi e prezzo di vendita.

In conclusione, nel primo caso (affidamento della sola gestione ai privati) non mi opporrei aprioristicamente alla scelta ma cercherei, come comitato, di monitorare la definizione del bando e del contratto/convenzione di affidamento: un buon contratto di servizio, sottoscritto da aziende che hanno dimostrato competenze tecniche e gestionali superiori a quelle di atac, potrebbe essere un'opportunità di miglioramento.



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Un treno pieno
Foto di Er_Conte

Il comitato ha al suo interno elevate competenze e si è dimostrato un interlocutore serio e credibile e ha tutte le capacità per controllare un processo,anche complesso, come quello previsto per l'affidamento a terzi della linea.

 

Nel secondo caso (vendita della linea a privati) non aspetterei nessuna bozza di contratto/convenzione, ma cercherei da subito di contrastare l'iniziativa.

Personalmente aspetterei l'ufficialità per muovermi ma se ritenete di mettere in campo qualche iniziativa da subito fatemi sapere!

Mi scuso per la lunghezza e la ripetitività ma l'argomento mi appassiona/preoccupa!

Matteo

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