#RassegnatiStampa sulla Macrostruttra #Atac

Nuovo bordello - Dunque l'unica cosa sicura è che la Macrostruttura ha scontentato tutti: Esponenti del PDL ce l'hanno col sindaco e vogliono parlare col Governo (peccato, trovano chiuso) - quel...

01 ottobre 2013 15:30
#RassegnatiStampa sulla Macrostruttra #Atac -
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Nuovo bordello #Atac - Dunque l'unica cosa sicura è che la Macrostruttura ha scontentato tutti: Esponenti del PDL ce l'hanno col sindaco e vogliono parlare col Governo (peccato, trovano chiuso) - quelli del PD strappano le tessere di partito che credo servano come i badge aziendali all'Atac, SEL non vuole privatizzare, gli autisti pensano che la nuova dirigenza sia formata da cialtroni, per cui o si migliora perchè scontentando tutti vuol dire che si va della direzione giusta, oppure si entrerà in modalità mai na gioia illimitatamente...




TreninoReport


Dunque l'unica cosa sicura è che questa nuova Macrostruttura è temporanea, come tutti noi su questa terra, e, sopratutto, ha scontentato tutti, per cui è possibile che sia temporaneamente valida.


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Nell'ordine: Gli esponenti del PDL (o Forza Italia, come preferite) urlano il loro dissenso, come già riportato nel post di ieri, e vogliono parlare subito con i ministri competenti di quello che sta accadendo, peccato troveranno chiuso, vista la crisi di governo di queste ore, con dimissioni di massa... 


Mentre gli esponenti del PD paiono incazzati poichè non hanno ottenuto la loro quota di dirigenti nei posti chiave, infatti come prova di forza 200 dipendenti Atac iscritti al PD hanno restituito la tessera, e anche qui ci sarebbe da riflettere sia sul fatto che dipendenti si incazzino col partito politico per fatti aziendali e sopratutto lo facciano per difendere i dirigenti.


Allora contro chi cazzo stanno scioperando proprio in questi momenti? No, sono io un povero ingenuo, scusate, che la giuria non tenga conto delle frasi appena dette.


Esponenti di SEL avvertono che se questa macrostruttura è l'inizio di un processo di privatizzazione, dovranno fare i conti con loro...


Poi chi manca... ah autisti e macchinisti sono disgustati dalla scarsa competenza del nuovo vertice, che invece viene presentato come "tecnico" e non "politico".


In pratica tutti sono incazzati e solo il Tempo, che è noto essere un gran bastardo, sopratutto se stai ad aspettare un treno che non arriva mai, potrà dirci chi avrà avuto ragione...


RASSEGNATI STAMPA


Da Affaiitaliani.it


Rivoluzione Atac, dal vangelo secondoIgnazio Marino. Via il direttore generale Antonio Cassano e spazio aPietro Spirito nuovo “direttore centrale operazioni”. Al suofianco, ad avviare il processo di alleggerimento della società dalla“nuvola” di dirigenti e impiegati, dal primo ottobre arrivaGiuseppe De Paoli, direttamente da Alitalia e senza alcun concorso.


Ecco la nuova macrostruttura di Atac,già anticipata da Affaritaliani la scorsa

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settimana e ufficializzatavenerdì 27 settembre. Nero su bianco c'è scritto chi saranno iprotagonisti e i responsabili di ciò che accadrà in via Prenestinanei prossimi anni. E se nell'azienda più politicizzata della città,in duecento restituiscono la tessera del Pd per protestare contro lamancata “colonizzazione di sinistra”, il nuovo Ad Danilo Broggisembra aver avviato un processo di de-politicizzazione della società.Via gli “alemanniani” (quasi tutti) e spazio ad un ritorno delgruppo di ferrovieri voluto da Maurizio Basile, non a caso cacciatovia dall'ex sindaco. Ciò che emerge con grande chiarezza è che ilnuovo management prende le distanze dalla politica, in particolaredal gruppo del Pd che aveva protestato a gran voce contro lapromozione di Pietro Spirito e la nuova assunzione.

Secondo quanto risulta adAffaritaliani.it, il via libera alla nuova riorganizzazione sarebbearrivato direttamente dall'assessore Improta che avrebbe avuto il vialibera del sindaco per affermare la linea esclusivamente manageriale.E così sarebbe nata la nuova “macro” ma con l'obiettivo chiarodi essere provvisoria e di transizione, verso un nuovo modello diazienda. Nel progetto complessivo c'è un'Atac con stipendi piùleggeri e meno dirigenti e amministrativi. Per la cura il pianoprevede due anni. La nuova macro è il primo atto.


Macrostruttura


Da: romacapitalenews.com


Ferri corti fra Atac e il sindaco diRoma. Circa 200 dipendenti iscritti al Pd questa mattina,rappresentati dal coordinatore Pd dell’atac Ruggero Piccolo, hannoconsegnato in Campidoglio la loro tessera di partito a Ignazio Marinoe al capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio.


Il gesto risponde alla polemica controla riorganizzazione della macrostruttura dell’azienda del Trasportopubblico locale.


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“Questa storia della macrostruttura –ha detto Piccolo al termine dell’incontro in Campidoglio – altronon è che il preludio al processo di acquisizione dell’Atac daparte di un’altra azienda: un’ipotesi che non possiamoaccettare”. Piccolo ha anche fatto sapere che, “il sindaco ci harassicurati che l’Atac resterà pubblica”.


Nonostante ciò, il gruppo di“dissidenti” è pronto a “riprendere la tessera di partito solouna volta che questa storia sarà finita”, cioè quando realmentescomparirà ogni ipotesi di privatizzazione dell’Atac. Nel meritodella privatizzazione delle aziende del Trasporto pubblico locale inEuropa, Piccolo sottolinea come “a Londra, Capitale che ha giàprivatizzato l’azienda del Trasporto pubblico locale, il sindacovuole fare causa al Governo perchè l’operazione ha comportato soloenormi costi e un peggioramento del servizio metropolitano.


Da: Il Tempo


Temono privatizzazione Atac: 200dipendenti riconsegnano tessera Pd Protesta di un gruppo didissidenti su un totale di 680 iscritti. Si dichiarano pronti asciogliere il circolo Pd aziendale


Circa 200 dipendenti dell'Atac iscrittial Pd questa mattina, rappresentati dal coordinatore Pd dell'atacRuggero Piccolo, hanno consegnato questa mattina in campidoglio laloro tessera di partito al sindaco Ignazio Marino e al capogruppo delPd in Campidoglio Francesco D'Ausilio, in polemica contro lariorganizzazione della macrostruttura dell'azienda capitolina delTrasporto pubblico locale. «Questa storia della macrostruttura - hadetto Piccolo al termine dell'incontro in Campidoglio - altro non èche il preludio al processo di acquisizione dell'Atac da parte diun'altra azienda: un'ipotesi che non possiamo accettare». Piccolo haanche fatto sapere che, «il sindaco ci ha rassicurati che l'Atacresterà pubblica». Nonostante ciò, il gruppo di «dissidenti» èpronto a «riprendere la tessera di partito solo una volta che questastoria sarà finita», cioè quando realmente scomparirà ogniipotesi di privatizzazione dell'Atac. Nel merito dellaprivatizzazione delle aziende del Trasporto pubblico locale inEuropa, Piccolo sottolinea come «a Londra, Capitale che ha giàprivatizzato l'azienda del Trasporto pubblico locale, il sindacovuole fare causa al Governo perchè l'operazione ha comportato soloenormi costi e un peggioramento del servizio metropolitano».


La protesta del gruppo dei «dissidenti»Pd dell'Atac (200 su un totale di circa 680 iscritti al Pd tra idipendenti dell'azienda capitolina del Trasporto pubblico locale) nonsi fermerà alla riconsegna delle tessere del partito. «Siamo prontia sciogliere il circolo Pd dell'Atac, se non riceveremorassicurazioni convincenti contro la privatizzazione dell'azienda»,minaccia Piccolo. Tra le altre azioni, il gruppo scriverà «unalettera al segretario del Pd Guglielmo Epifani - aggiunge Piccolo -per capire qual è la posizione del partito sulla vicenda Atac, dalmomento che il destino di questa azienda ha una rilevanza nazionalenon solo locale». Piccolo ha comunque tenuto a ribadire la sua«fiducia al sindaco Ignazio Marino, un sindaco in cui crediamo.Siamo fiduciosi - conclude - che voglia confermare la linea contro laprivatizzazione dell'Atac che era stata alla base della campagnaelettorale e che abbiamo sostenuto con forza». Il timore di unaprivatizzazione dell'Atac si sta facendo strada in un parteconsistente del sindacato e del Pd. Il consigliere comunale PierpaoloPedetti ha chiesto che l'assemblea capitolina si esprima con un votocontro l'ipotesi di privatizzazione dell'azienda di trasporti. E trai nomi più ricorrenti per rilevare Atac, come confermano ambientidel sindacato e alcuni parlamentari Pd, ci sarebbe Busitalia,l'azienda del Gruppo FS Italiane, già capofila dell'Ati che harilevato una parte consistente dell'azienda di trasporti a Firenzecon il sindaco Matteo Renzi.


Da: AgenParl


ATAC: CESARETTI-PECIOLA(SEL), NESSUNO PENSI DI FAVORIRE OSCURE OPERAZIONI DI PRIVATIZZAZIONE


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Roma, 30 set - “L’attualemacrostruttura di Atac è distante anni luce da quanto condivisoall’interno della maggioranza capitolina. Sono state confermate aivertici dell’azienda di trasporto pubblico figure che rappresentanoil volto dell’amministrazione Alemanno e che hanno contribuito apeggiorare le condizioni economiche e finanziarie di Atac. Nessunopensi di favorire oscure operazioni di privatizzazione, come èavvenuto a Firenze e come sta facendo la Regione Umbria. L’obiettivodell’amministrazione del centrosinistra deve essere quello dirilanciare un’azienda strategica per Roma Capitale e garantire lagestione pubblica del trasporto locale. Siamo convinti chel’assessore Improta vorrà operare in linea con la maggioranza chesostiene il Sindaco Marino per il rilancio di Atac come aziendapubblica”. Lo dichiarano in una nota congiunta Anna Maria Cesarettie Gianluca Peciola, consiglieri comunali di Sel


Da: il Velino


“Non vorremmo che il mandato a tempodell’assessore Improta, paventato oggi da uno noto quotidianoromano, si riferisca ad operazioni di difficile condivisione da partedella maggioranza e dell’Assemblea Capitolina. In questi giorni,infatti, si fanno sempre più insistenti voci circa ipotesi diprivatizzazione di Atac. Interventi questi che hanno preoccupantitratti di somiglianza e continuità con quelli proposti dalla passatagestione, targati

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Alemanno-Basile, e bloccatidal Partito democraticoe dal centrosinistra con dure battaglie d’aula. Su questo ritengoche l’assessore Improta debba pronunciare parole chiare. Iltrasporto pubblico rappresenta, infatti, un servizio strategico perla città, e l’obiettivo dell’amministrazione di centrosinistradeve essere rilanciarlo, tagliando gli sprechi, a partire da alcunieccessivi stipendi dei dirigenti, e potenziarlo evitando così ilfallimento. È necessario inoltre tutelare il patrimoniodell’azienda, attraverso il mantementimento del controllo e lagestione da parte di Atac Patrimonio e valutando nelle sedicompetenti, la commissione consiliare e l’Assemblea Capitolina,ipotesi di valorizzazione”. Così in una nota Pierpaolo Pedetti,consigliere Pd di Roma Capitale.

Da: romatoday.it 


Il nuovo organigramma non piace asindacati, dipendenti ma sprattutto a diversi esponenti dellamaggioranza capitolina. Peciola e Cesaretti (Sel) e Pedetti (Pd)denunciano troppa continuità


Redazione · 30 settembre 2013Tweet Ancora polemiche sulla nuova macrostruttura di Atac. Il giro di viteai vertici dell'azienda capitolina, partito con l'intento di voltarepagina, scatena le polemiche di quanti ci vedono un ritorno alpassato. Da un lato le nomine di molti ex manager legati all'examministratore delegato Maurizio Basile, ex ad dell'azienda conAlemanno. Dall'altro il rischio che si vada in contro a unaprivatizzazione. La decisione di tornare a personalità che hannolavorato nella municipalizzata con il centrodestra non è piaciutaper niente a sindacati e dipendenti, ma nemmeno ad alcuni esponentidella maggioranza in Campidoglio.


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Oltre alle polemiche della Filt Cgilche, contestando la mancanza di risposte alla drammatica situazionedel Tpl romano, ha tuonato “si assiste alla quasi totale riconfermadi quel gruppo dirigente che si è reso protagonista (negativamente)nella precedente amministrazione”, tornano ad esprimere il propriodissenso anche i consiglieri di Sel Gianluca Peciola e Anna MariaCesaretti e il democratico Pierpaolo Pedetti.


Al centro delle preoccupazioni ilritorno di molti 'basiliani'. La nomina più osteggiata anche dallostesso Pd e dai sindacati, è quella di Pietro Spirito, nominatodirettore centrale delle operazioni. Seguono Giuseppe Alfonso Cassinoalla Divisione superficie, Antonio Abbate agli Affari Legali,Vincenzo Saccà alle Relazioni Istituzionali, Vincenzo Pesce adAmministrazione e Finanza, Roberto Cinquegrani al Marketing. Fadiscutere anche l'assunzione, senza concorso pubblico, dell'exAlitalia Giuseppe Depaoli. Insomma, la linea Broggi non piace. E lapaura è quella che si aprano le porte alla privatizzazione.


“L’attuale macrostruttura di Atac èdistante anni luce da quanto condiviso all’interno dellamaggioranza capitolina” commentano Peciola e Cesaretti. “Sonostate confermate ai vertici dell’azienda di trasporto pubblicofigure che rappresentano il volto dell’amministrazione Alemanno eche hanno contribuito a peggiorare le condizioni economiche efinanziarie di Atac”. Poi il monito contro la privatizzazone:“L’obiettivo dell’amministrazione del centrosinistra deveessere quello di rilanciare un’azienda strategica per Roma Capitalee garantire la gestione pubblica del trasporto locale. Siamo convintiche l’assessore Improta vorrà operare in linea con la maggioranzache sostiene il Sindaco Marino”.


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Della stessa linea d'onda anche ilconsigliere democratico Pedetti: "Non vorremmo che il mandato atempo dell''assessore Improta, paventato oggi da uno noto quotidianoromano, si riferisca ad operazioni di difficile condivisione da partedella maggioranza e dell''Assemblea Capitolina” afferma. “Inquesti giorni, infatti, si fanno sempre più insistenti voci circaipotesi di privatizzazione di Atac. Interventi questi che hannopreoccupanti tratti di somiglianza e continuità con quelli propostidalla passata gestione, targati Alemanno-Basile, e bloccati dalPartito Democratico e dal centrosinistra con dure battaglie d''aula”afferma chiedendo chiarezza all'assessore Improta. “E' necessarioinoltre tutelare il patrimonio dell'azienda, attraverso ilmantementimento del controllo e la gestione da parte di AtacPatrimonio e valutando nelle sedi competenti, la commissioneconsiliare e l'Assemblea Capitolina, ipotesi di valorizzazione".


La posizione di Pedetti rispecchiaanche il sentimento di molti lavoratori di Atac iscritti al Pd. Incirca 200 e rappresentati dal coordinatore Ruggero Piccolo sabatomattina hanno riconsegnato al sindaco Marino e al capogruppo Pd inCampidoglio Francesco D'Ausilio le proprie tessere di partito.“Questa storia della macrostruttura altro non è che il preludio alprocesso di acquisizione dell’Atac da parte di un’altra azienda:un’ipotesi che non possiamo accettare” dichiara Piccoloaggiungendo che il gruppo di dissidenti è pronto a “riprendere latessera di partito solo una volta che questa storia sarà finita”.


La questione è stata commentata anche dall'ex assessorealla Mobilità dell'amministrazione Alemanno, Antonello Aurigemma,oggi consigliere Pdl alla regione Lazio: “Su quanto sta avvenendoin questi giorni in Atac abbiamo preso atto dei comunicati dicontrarietà, sia di centrodestra che di centrosinistra, delle siglesindacali e addirittura dei militanti del Pd” scrive in una nota.“Non possiamo far prevalere interessi di parte ostrumentalizzazioni politiche per interessi di bottega, che spessosono anche trasversali, a danno del bene comune della città e deicittadini di Roma. Per questo motivo mi farò promotore di unincontro con le forze sane della città, ossia lavoratori, sindacati,ed esponenti di tutti gli schieramenti politici”.



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