Cara Roma Lido - Storia di una lettera scritta ad agosto (e mai spedita)
Sai scrivere una lettera, non è mai stato facile... - Lettera di addio alla Roma-Lido da parte di Federico 18 anni di pendolarismo militante, preparate i fazzoletti: In primo liceo, forte della mia te...
Sai scrivere una lettera, non è mai stato facile... - Lettera di addio alla Roma-Lido da parte di Federico 18 anni di pendolarismo militante, preparate i fazzoletti: In primo liceo, forte della mia tessera intera rete pensavo di poter arrivare ovunque insieme a te - E quanti treni lasciavo passare davanti per aspettare “casualmente” di prendere il vagone con la ragazza che mi piaceva - Su di te ho preparato esami, letto chili di fumetti e copiato versioni di latino - Con estremo rispetto per te, ma non per chi ti amministra ti saluto mentre salgo su una navetta sostitutiva - È stato un bel viaggio, ma alla fine manco troppo.
Da http://ilcanedaguardia.blogspot.it
Di Federico Vergari
Cara Roma Lido,dopo un rapporto quotidiano durato 18 anni è arrivato il momento di salutarci e tra 29 giorni ci diremo addio. In realtà se conto i week end e i giorni di ferie, manca ancora meno e forse non sono pronto a fare questo calcolo. In primo liceo, forte della mia tessera intera rete pensavo di poter arrivare ovunque insieme a te.
La prima volta che ti presi, abituato soltanto allo 04barrato, ricordo il senso di smarrimento nel non trovare il tasto per prenotare la fermata. Mi vergognavo di chiedere aiuto e dentro di me pregavo che in qualche modo il treno si fermasse ad Acilia. E quanti treni lasciavo passare davanti a me alla stazione di Ostia per aspettare “casualmente” di prendere il vagone con la ragazza che mi piaceva? Oggi si chiamerebbe stalking, ma all'epoca era solo il rimprovero di mia madre che si preoccupava non vedendomi tornare per pranzo. Per te mi sono buttato dal treno, qualche mese fa a marzo, quando sei morta tra Magliana e San Paolo e siamo dovuti scendere da soli.
Con te ho fatto tardi al mio primo esame all'università perché a Casal Bernocchi durante uno scavo ti avevano trovato dentro una bomba della seconda guerra mondiale.
Su di te ho preparato esami, letto chili di fumetti e copiato versioni di latino.Tante sere ti ho tradita il notturno, ma nel mio cuore c'eri sempre e solo tu. Quanti ragazzini oggi vorrei picchiare perché non si levano lo zaino e mi spaccano le costole... lo stesso rimprovero che facevano a me i “vecchi”, ricordi? Me negli anni 90 non eri così affollata. Sto diventando vecchio, e anche per questo ti lascio. Ti lascio nelle pessime mani della classe politica del XIII municipio e dell'ATAC che a occhio e croce ti avranno presa un paio di volte per fare qualcosa di strano in qualche noioso sabato pomeriggio. Tu appartieni a noi guerrieri delle 6 del mattino che se ci dice bene torniamo a casa alle 20 baciando i militari della stazione perché non sono capitati imprevisti. Appartieni agli immigrati che ti popolano il sabato e la domenica e ai centometristi che dopo una giornata di lavoro corrono, manco fossero Bolt, per prenderti prima che tu chiuda le porte.
Con estremo rispetto per te, ma non per chi ti amministra ti saluto mentre salgo su una navetta sostitutiva.
È stato un bel viaggio, ma alla fine manco troppo.
Tuo Federico