Storie del Trenino - Il rispetto per l'altro
L'avevo previsto, la copertina di oggi l'avevo già preparata ieri.Mi aspettavo una situazione come quella di stamattina, per quello sono uscito un pò più tardi, non è bastato.Non è che avessi sfiducia...
L'avevo previsto, la copertina di oggi l'avevo già preparata ieri.
Mi aspettavo una situazione come quella di stamattina, per quello sono uscito un pò più tardi, non è bastato.
Non è che avessi sfiducia nella comunicazione dell'ATAC, ma dopo due giorni di guasto, ovviamente qualche disservizio era possibile, è andata peggio.
Non è colpa dell' ATAC, ma di noi utenti, di noi persone individualmente ed in forma collettiva, in generale si può scherzare su quasi tutto, si possono denunciare disservizi in maniera più o meno forte, ma non si possono ammettere le scene che ho visto oggi.
È vero che ci sono stati problemi, che, almeno a Casal Bernocchi la banchina era stracolma, come penso ad Acilia, a Vitinia a Tor di Valle… ma il rispetto per le altre persone non dovrebbe mancare.
Tutti noi abbiamo un orario da rispettare, oppure un appuntamento a cui proprio non possiamo mancare ma se non c’è posto non c’è posto: spingere via le persone per guadagnare quei centimetri che ci servono per il nostro posto al sole (!?) oppure calpestare chiunque, bambini compresi, per non fare “tardi al lavoro” è ingiustificabile, soprattutto perché quando sei dentro non tolleri che lo facciano con te.
L’altro non è e non può essere un nemico da abbattere per arrivare al lavoro puntuale, non può, è solo un’altra persona come te che sta andando al lavoro o a un colloquio o a un appuntamento, come te appunto.
Il rispetto per le persone viene prima di tutto, pure dell’orario di lavoro.