Metro D: la Giunta verso l'approvazione del DOCFAP, riparte la quarta linea di Roma

La Giunta capitolina si appresta ad approvare il DOCFAP della Metro D: storia dell'opera, tracciato scelto, stazioni e prossimi passaggi per il finanziamento.

06 novembre 2026 09:00
Metro D: la Giunta verso l'approvazione del DOCFAP, riparte la quarta linea di Roma -
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La Giunta capitolina si appresta ad approvare il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) per la realizzazione della linea D della metropolitana. Ad annunciarlo é stato l'assessore alla mobilitá Eugenio Patané con un video.

Con questo passaggio, la Capitale riavvia ufficialmente l'iter procedurale della quarta linea su ferro, un'infrastruttura inserita da oltre vent'anni nel Piano Regolatore Generale ma rimasta bloccata per oltre un decennio.

Dalla finanza di progetto allo stallo: 24 anni di iter procedurale

Il procedimento per la linea D muove i primi passi nel 2002, traducendosi nel 2003 con l'inserimento formale nel Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma Capitale. Nel 2005 si scelse la strada del project financing, individuando nel 2007 come raggruppamento promotore la cordata guidata da Condotte.

La procedura si incagliò gravemente nel 2009, quando la Giunta dell'epoca approvò il progetto preliminare da 3,415 miliardi di euro senza tuttavia iscrivere la relativa copertura di contributo pubblico nel piano triennale degli investimenti, ignorando contestualmente gli allarmi inviati da Roma Metropolitane sulle imponenti criticità archeologiche del centro storico. L'intervento dell'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) nel 2010 svelò un profondo squilibrio del Piano Economico-Finanziario (PEF) a danno della parte pubblica.

In assenza di chiare direttive politiche, Roma Metropolitane revocò il bando di gara per la seconda fase nell'ottobre 2012, congelando l'iter e lasciando aperta una complessa scia di contenziosi giudiziari culminati con la sentenza del TAR Lazio del 2020, che ha imposto un totale ripensamento tecnico ed economico dell'opera.

Il tracciato scelto: le alternative del DOCFAP e le ragioni dello Scenario 3A

Per superare l'impasse, la Giunta Gualtieri ha affidato a Roma Metropolitane la redazione del DOCFAP, ponendo a confronto sei diverse opzioni progettuali valutate congiuntamente con il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica (PAO). La scelta finale è ricaduta sullo scenario 3A, individuato come la soluzione ottimale per massimizzare la domanda di trasporto e costruire una maglia di rete integrata.

La linea si svilupperà per circa 30 chilometri con 26 stazioni, su un layout d'esercizio a guida automatica driverless:

  • Prima Fase Funzionale (Nord): Capolinea e deposito principale a Ojetti/Nomentana, con fermate a Talenti, viale Adriatico, nodo di scambio a Jonio (metro B1), Val d'Ala (Anello Ferroviario), Villa Chiggi e asta di manovra/inversione a Nemorense.

  • Tratta Centrale: Stazioni a Buenos Aires, Fiume, nodo di scambio a Barberini (metro A) — scelta in sostituzione dell'ipotesi piazza di Spagna per insormontabili problemi idrogeologici — e piazza Venezia/San Marco (nodo di scambio con la metro C).

  • Tratta Ovest e Sud: Sottoattraversamento del Tevere con fermata Mastai, deviazione verso largo Oriani (interscambio con FL3 a Stazione Quattro Venti), Stazione Trastevere (nodo di scambio con ferrovie, bus e tram), Fermi (viale Marconi), servitù dell'asse ospedaliero San Camillo-Forlanini-Spallanzani-Morelli, Montalcini, Magliana Nuova, nodo di scambio ad EUR Magliana (metro B e Roma-Lido), Agricoltura, Tintoretto e capolinea/deposito sud a Roma 70.

Le motivazioni trasportistiche alla base dello Scenario 3A rispondono a precisi criteri di pianificazione:

  1. Soddisfacimento della domanda potenziale: Il tracciato attraversa i quadranti a più alta densità abitativa (Trastevere, Marconi, Portuense, Talenti) registrando stime di traffico superiori ai 10.000-25.000 passeggeri/ora, soglia indispensabile per sostenere i costi di esercizio e giustificare l'infrastruttura pesante su ferro.

  2. Accessibilità al polo sanitario: La linea intercetta direttamente il compendio ospedaliero della Portuense, offrendo un'alternativa su ferro a migliaia di operatori sanitari, pazienti e visitatori quotidiani.

  3. Chiusura della rete: La linea D incrocia tutte le altre metropolitane della Capitale (A, B/B1 e C) e si connette direttamente con l'infrastruttura ferroviaria RFI (FL1 e FL3), realizzando il cosiddetto "quadrilatero" delle metropolitane nel Centro Storico.

  4. Doppio deposito alle estremità: La presenza di due depositi distinti (Nomentana e Roma 70) garantisce un'elevata flessibilità d'esercizio, velocizza i tempi di manutenzione ed evita le strozzature operative riscontrate nelle manutenzione delle linee esistenti.

Cosa succede nei prossimi mesi: risorse, gare e visione di lungo periodo

L'importo complessivo stimato per l'intera linea si attesta tra gli 11 e i 12 miliardi di euro, da realizzarsi mediante scavo profondo con TBM (talpe meccaniche) per minimizzare l'impatto superficiale dei cantieri, circoscritti ai pozzi di calata e ai corpi stazione.

Nelle prossime settimane a seguito della delibera formale di Giunta sul DOCFAP, l'amministrazione avvierà i passaggi operativi:

  • Richiesta di finanziamento al MIT: Invio dell'istanza al Ministero delle Infrastrutture per ottenere 174 milioni di euro destinati alla Progettazione di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) della prima fase funzionale (Nomentana-Nemorense), inclusi 27 milioni di euro per indagini geologiche e archeologiche preventive.

  • Procedura ad evidenza pubblica: In linea con la giurisprudenza europea che ha superato il diritto di prelazione per il promotore, l'affidamento delle fasi successive la volontá é quella di avviare una gara aperta del nuovo Codice degli Appalti. Questo solo a patto che lo Stato finanzi la linea.

La ripresa della linea D evidenzia come l'infrastrutturazione su ferro richieda una programmazione seria ed esaustiva, dove la valutazione della sostenibilità economica preceda la fase di cantiere per evitare i fallimenti procedurali del passato.

Tornare a pianificare la quarta linea metropolitana significa restituire a Roma una visione strutturale di lungo termine, indispensabile per dotare la Capitale di una rete di mobilità sostenibile all'altezza delle grandi metropoli europee.

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