Golf cart, oggi l’audizione in Regione: ma gli operatori non ci sono
La VI Commissione ascolta oggi le categorie sulla proposta di legge 302. Al tavolo taxi, NCC e associazioni, ma gli operatori della mobilità turistica non risultano rappresentati direttamente.
La legge arriva in Commissione
La proposta di legge regionale n. 302, dedicata al trasporto con navetta turistica nei centri storici, arriva oggi al primo vero banco di prova.
Alle 11:00 la VI Commissione del Consiglio regionale del Lazio ha ascoltato le categorie interessate a una norma che avrà conseguenze dirette anche sul servizio dei golf cart turistici a Roma.
Il provvedimento prevede la possibilità per i Comuni a maggiore densità turistica di disciplinare il servizio attraverso regolamenti che definiranno autorizzazioni, itinerari, orari, aree di sosta e soggetti ammessi. È previsto anche un Registro regionale degli operatori e dei mezzi, mentre nel testo attuale non compaiono né un tetto al numero dei veicoli né specifici requisiti professionali per chi lavora a bordo.
Ma chi fa questo lavoro non è stato chiamato
Il tema più singolare dell'audizione riguarda però proprio la composizione del tavolo. Sono presenti rappresentanti di taxi e NCC, bus turistici, associazioni del turismo, albergatori, enti pubblici e alcune aziende che operano con i golf cart.
Gli operatori della mobilità turistica elettrica, però, non risultano rappresentati come categoria direttamente audita dalla Commissione, mentre manca anche una rappresentanza specifica degli accompagnatori turistici.
Un paradosso evidente se si considera che la proposta interviene proprio su un servizio turistico che viene costruito e venduto quotidianamente da tour operator e aziende del settore. A partecipare sarà invece TourLeaderPro Network, che ha chiesto di essere ascoltato e ha ottenuto l'autorizzazione a intervenire: una presenza che arriva quindi su richiesta, e non perché la categoria fosse stata originariamente inserita tra gli interlocutori.
Il nodo degli itinerari e dei numeri
Uno dei punti più controversi della proposta è l'obbligo di utilizzare itinerari predefiniti autorizzati dall'ente proprietario della strada.
Per gli operatori si tratta di un'impostazione che rischia di trasformare un servizio costruito su misura per il turista in una sorta di linea turistica, concentrando i mezzi sulle stesse strade e negli stessi punti.
Sul fronte dei numeri, invece, le stime attualmente disponibili sono molto diverse: circa 400 mezzi secondo l'assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, circa 500 secondo alcune associazioni degli NCC e 92 appartenenti alle 14 aziende rappresentate da Metur.
Una legge sul trasporto o sul turismo?
La discussione rischia quindi di concentrarsi esclusivamente sulla natura del mezzo e sul suo impatto sulla circolazione, lasciando in secondo piano il servizio turistico che viene effettivamente svolto a bordo.
La proposta 302 demanda ai futuri regolamenti comunali anche la scelta dei soggetti che potranno operare e delle persone che dovranno essere presenti sul mezzo, ma non stabilisce oggi un requisito professionale preciso.
È qui che si inserisce il tema degli accompagnatori turistici: la normativa regionale già disciplina questa figura, mentre la legge 190/2023 riserva alle guide turistiche abilitate l'illustrazione dei beni culturali. Il problema, quindi, non è soltanto stabilire quanti golf cart possano circolare, ma anche stabilire chi può accompagnare un gruppo di turisti e quale servizio può essere venduto.
Ora la parola passa alla Regione
L'audizione di oggi dovrebbe servire proprio a raccogliere le osservazioni degli interessati prima della fase degli emendamenti e del successivo esame in Consiglio regionale.
Taxi e NCC chiedono una stretta sul fenomeno e un limite ai mezzi, mentre gli operatori del settore turistico chiedono regole che distinguano il trasporto abusivo dall'attività inserita in un vero servizio turistico.
Il punto di partenza, però, resta un'assenza: chi opera quotidianamente con i golf cart non è stato individuato come interlocutore principale dell'audizione. Sarà quindi importante capire quanto le proposte di chi lavora sul campo riusciranno a incidere sul testo, prima che la Regione trasformi in legge regole destinate a disciplinare un settore che, fino a oggi, è stato ascoltato solo in parte.
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