Metro D: tramonta il vecchio project financing. Impossibile esercitare una prelazione

Metro D di Roma, stop definitivo all’ipotesi Condotte: la prelazione non è più valida.

A cura di Redazione Redazione
03 settembre 2026 09:00
Metro D: tramonta il vecchio project financing. Impossibile esercitare una prelazione -
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Per anni attorno alla linea D è rimasta in piedi l’ipotesi di un possibile ritorno della vecchia società promotrice, la Società Italiana per Condotte d’Acqua, con l’eventuale utilizzo del diritto di prelazione del project financing del 2008.

Ma oggi quello scenario appare definitivamente superato.

La sentenza n. 3805/2026 del Consiglio di Stato, recependo i principi della Corte di Giustizia UE, ha infatti di fatto cancellato il meccanismo che consentiva al promotore originario di pareggiare l’offerta vincente e ottenere comunque l’aggiudicazione.

In sostanza, secondo i giudici europei, quel sistema viola i principi di concorrenza e parità di trattamento.

Per la linea D il tema è ancora più netto: nel 2015 Roma Capitale aveva già revocato ufficialmente il ruolo di promotore a Condotte, archiviando il vecchio project financing e indicando la necessità di ripartire con una nuova gara europea e un diverso modello economico.

Secondo il comitato MetroxRoma, il primo a rilanciare la notizia, si trattava di una teoria che ogni tanto riaffiorava nei dibattiti e, in ultimo, in un comunicato stampa della stessa società, che nell’apprendere le nuove proposte del Comun sul tracciato si era dichiarata pronta ad “esercitare il diritto di prelazione adeguando la sua offerta a quella eventualmente risultata migliore.”

Nulla di tutto questo sarà possibile, in quanto non esiste alcun diritto reale o morale nell’esercizio della prelazione.

MetroxRoma chiude esortando all’avvio di una campagna di indagini archeologiche preventive, indispensabile per la progettazione di fattibilità tecnico economica (PFTE). Tuttavia in questo momento non ci sono i presupposti: Roma Metropolitane continua ad essere in liquidazione, al di là delle promesse dell’amministrazione Gualtieri, e servirebbero almeno 350 milioni di euro per effettuare le indagini e redigere un PFTE.

Con i fondi per il trasporto rapido di massa di fatto azzerati dal Governo, la quarta metropolitana romana appare sempre più lontana.

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