Via Ottaviano e via Indipendenza: due strade, due tram, due storie diverse
Roma e Bologna, due pedonalizzazioni e due scelte opposte: perché via Ottaviano perde il tram mentre via Indipendenza lo integra.
Articolo realizzato in collaborazione con Pillole di Tram.
Negli ultimi quarant'anni il tram è tornato protagonista nelle città europee. Non solo come mezzo di trasporto, ma come strumento di riqualificazione urbana capace di ridisegnare interi quartieri, restituendo spazio ai pedoni senza rinunciare alla mobilità pubblica.
Da questa filosofia nasce anche un concetto relativamente nuovo: la possibilità di realizzare aree pedonali attraversate dal tram. Un modello che l'associazione Utenti Trasporto Pubblico (UTP) ha definito "trampedonalizzazione", ovvero la convivenza tra pedoni e servizio tranviario all'interno dello stesso spazio urbano.
Il Codice della Strada consente infatti la realizzazione di aree pedonali percorse dai tram, purché siano rispettate precise prescrizioni in termini di segnaletica e delimitazione della sede tranviaria, garantendo la sicurezza dei pedoni.
Eppure, di fronte allo stesso principio, Roma e Bologna hanno fatto due scelte diametralmente opposte.
Il caso di Roma: via Ottaviano senza tram
La riqualificazione di via Ottaviano rientrava tra gli interventi previsti per il Giubileo 2025. I lavori, avviati nel febbraio 2024 e conclusi nel novembre dello stesso anno, hanno trasformato completamente l'asse viario, rendendolo un'ampia area pedonale.
Nel frattempo, però, il servizio della linea 19 era già sospeso tra Valle Giulia e Risorgimento a causa dell'incendio della galleria dei sottoservizi di via Brofferio. Una sospensione che si inseriva in un contesto più ampio di progressiva riduzione dell'offerta tranviaria romana.
Con la conclusione di altri cantieri sulla rete, era atteso anche il ritorno del 19 sull'intero percorso. Tuttavia, già all'inizio del 2025 sono emersi i primi segnali di un possibile ridimensionamento della linea, poi confermati con l'annuncio ufficiale: il tram non sarebbe più arrivato a piazza Risorgimento.
La motivazione fornita dall'amministrazione è stata l'incompatibilità con i futuri cantieri della stazione Ottaviano della Metro C. Una spiegazione che ha suscitato numerose perplessità, considerando che il progetto della stazione prevede comunque lo spazio necessario per una corsia che avrebbe consentito di raggiungere Risorgimento attraverso itinerari alternativi.
C'è poi un altro elemento che fa discutere. Durante la riqualificazione di via Ottaviano non sono stati sostituiti i binari, risalenti al 1975, segno che il progetto è stato sviluppato senza una reale pianificazione del futuro esercizio tranviario.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la strada è stata inaugurata come area pedonale, priva della segnaletica prevista per la convivenza con il tram. Modificare oggi quanto realizzato richiederebbe nuovi interventi, che costerebbero caro alla collettività e all'immagine del sindaco Gualtieri.
Il caso di Bologna: la pedonalizzazione che integra il tram
L'approccio seguito a Bologna è stato completamente diverso.
La trasformazione di via Indipendenza è stata progettata fin dall'inizio prevedendo il passaggio del tram all'interno dell'area pedonale. Non si è scelto tra pedoni e trasporto pubblico: si è deciso di far convivere entrambi.
Per questo motivo sono stati installati nuovi binari con tecnologia Embedded Rail System, che riduce in maniera significativa vibrazioni e rumore grazie all'impiego di materiali elastomerici e di un tappeto antivibrante.
Anche sotto il profilo della sicurezza il progetto è stato sviluppato pensando alla condivisione degli spazi. Il servizio tranviario sarà effettuato a velocità ridotta e la sede dei binari sarà chiaramente riconoscibile grazie a una specifica pavimentazione e a una delimitazione luminosa con LED, nel rispetto delle disposizioni previste dal Codice della Strada.
Due città, due visioni
Via Ottaviano e via Indipendenza raccontano due modi profondamente diversi di intendere il rapporto tra riqualificazione urbana e trasporto pubblico.
A Roma la pedonalizzazione si è tradotta, almeno per ora, nella rinuncia al tram, senza che l'intervento fosse progettato per consentirne un futuro ritorno.
A Bologna, invece, il tram è stato considerato parte integrante del progetto urbano fin dalle prime fasi di progettazione, dimostrando come mobilità sostenibile e spazi pedonali possano convivere senza escludersi a vicenda.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24