Metrebus: nessun aumento dal 1° luglio, ma gli abbonati sarebbero d'accordo
Biglietti Atac, l'aumento da 2 euro è rinviato. Tra elezioni, conti pubblici e opinioni dei cittadini il confronto continua.
Come ampiamente prevedibile, dal 1° luglio non ci sarà - per il momento - nessun aumento al costo dei biglietti Metrebus del trasporto pubblico locale a Roma e nel Lazio.
La previsione, ricordiamo, era contenuta nel Piano Industriale Atac 2025-2027 pubblicato lo scorso gennaio ed era considerata essenziale per mantenere l'equilibrio economico-finanziario dei flussi cassa dell'azienda.
La manovra prevedeva in particolare l'aumento del costo di corsa singola da 1,50 a 2,00€ e un possibile ritocco dei titoli giornalieri/plurigiornalieri e settimanali proporzionale (+33%) lasciando invariati il costo degli abbonamenti mensile e annuale.
Perchè serve aumentare il costo del biglietto
Il continuo incremento del costo dei carburanti e dell'energia, culminato qualche mese fa con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha infatti piegato i conti aziendali.
Di contro gli incassi da bigliettazione non sono ancora tornati ai livelli precovid, anche a causa di misure strutturali come lo smart working che ha cambiato inevitabilmente il mondo del lavoro.
Se da una parte Atac continua ad investire in nuovi canali digitali, come il Tap&Go e la recente app MaaS che consente di accedere ai rimborsi in caso di ritardo, dall'altra non è in grado da sola di mantenere in equilibrio l'economia dell'intera rete di trasporto pubblico locale.
Il rinvio e le elezioni
Dall'assessorato alla mobilità di Roma Capitale ci è stato confermato che l'aumento del costo del biglietto non è attualmente all'ordine del giorno e non lo sarà - aggiungiamo noi - almeno fino alle elezioni amministrative che si terranno presumibilmente durante la primavera del 2027 per ragioni facilmente intuibili.
Anche la Regione Lazio ha più volte ribadito la contrarietà alla manovra tariffaria e ha cercato di compensare il disequilibrio economico aumentando la quota del Fondo Nazionale Trasporti a disposizione per il Campidoglio. Nonostante i 10 milioni aggiuntivi, più volte l'assessore capitolino Patané ha sottolineato che servono ulteriori fondi da trasferire ad Atac anche e soprattutto in vista dell'attivazione delle nuove tramvie.
L'opinione dei cittadini
Lo scorso gennaio, quando il dibattito era all'apice delle polemiche, abbiamo chiesto ai cittadini cosa ne pensassero della manovra tariffaria. I risultati sono piuttosto sorprendenti.
Su 683 intervistati ben il 21,2% è fortemente d'accordo con l'aumento del costo del biglietto singolo. Una percentuale che cresce sugli intervistati che hanno dichiarato di possedere un abbonamento annuale o di utilizzare prevalentemente il Tap&Go.
È del tutto evidente che chi possiede un abbonamento tende ad accettare l'aumento del biglietto singolo per due ragioni specifiche: 1) perché non ne sarà colpito e 2) perché ritiene che sia giusto che chi usa regolarmente i mezzi pubblici da abbonato paghi in proporzione di meno di chi li utilizza saltuariamente.
Chi usa il Tap&Go invece é disposto a sopportare un incremento della tariffa a seguito delle innovazioni tecnologiche di pagamento introdotte da Atac.
Tra le prioritá del trasporto pubblico secondo i cittadini resta prioritario l'aumento di frequenza e puntualitá delle corse, seguiti poi da maggiore velocitá e sicurezza percepita.
Scarica qui il report completo
Un indirizzo politico
Con questo sondaggio Odissea Quotidiana lancia un guanto di sfida alla politica, che finora ha alimentato un dibattito spaccato tra visioni Guelfe e Ghibelline: tendenzialmente il centrodestra, attraverso l'assessore alla mobilitá Ghera, si dice contrario perché la manovra colpirebbe "le fasce deboli", dall'altra il centrosinistra rappresentato dall'assessore Patané ha spesso definito l'aumento "inevitabile" per salvaguardare i conti pubblici.
La rilevazione di Odissea Quotidiana apre una visione sulle sfumature di vedute che i cittadini hanno e ai quali non era mai stato chiesto un parere.
Nel complesso, i risultati evidenziano come il tema dell’eventuale aumento del BIT si collochi all’intersezione tra sostenibilità economico-finanziaria del TPL e percezione sociale del servizio da parte dell’utenza.
Solo con un mix corretto tariffario, distinguendo tra utilizzatori sistematici e non, tra city users e residenti, sarà possibile produrre una manovra tariffaria equa per tutti.