CENTODIECI: dal trenino Roma-Giardinetti alla tramvia Termini-Tor Vergata
Dalla Roma-Giardinetti alla tramvia Termini-Tor Vergata: il progetto da 252 milioni che raccoglierà l'eredità del trenino.
La tramvia Termini-Tor Vergata è l'opera che raccoglierà l'eredità del trenino della Casilina, aggiungendo nuove connessioni verso l'università e la linea C. Ma da dove nasce questo progetto?
Il seme della cosiddetta "metro G", questa è l'altro nome che identifica il progetto, fu piantato a dicembre 2014 all'indomani dell'apertura della metro C dall'ingegner Andrea Spinosa, uno dei maggiori trasportisti italiani e animatore del portale Cityrailways.
L'idea era quella di scongiurare una possibile chiusura del trenino, rivitalizzando l'infrastruttura con il rinnovo di tutta la linea ma mantenendone l'esercizio con il binario a scartamento ridotto. Personalmente ripresi questo progetto sul mio blog Sferragliamenti della Casilina presentandolo nel redigendo Piano della Mobilità della Regione Lazio.
La successiva limitazione a Centocelle del 2015 e il cambio della guardia al Campidoglio portarono il trenino nuovamente al centro dell'attenzione politica e mediatica. La Termini-Tor Vergata prevalse rispetto all'idea alternativa della tramvia "circolare sud", entrando come "opera invariante" del redigendo PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile - di Roma Capitale con DGCa 113/2017.
L'istanza di finanziamento fu inoltrata con DGCa 251/2018 a valere sull'avviso n.1 per il Trasporto Rapido di Massa, un bacino di risorse lo Stato aveva istituito con la Finanziaria del 2016 per dare seguito alle infrastrutture previste dalle diverse città italiane.
A settembre del 2019 l'istanza della Termini-Tor Vergata fu respinta, ma con riserva: il Ministero dei Trasporti rigettò il progetto a scartamento ridotto, però promettendo di valutare positivamente un progetto a scartamento ordinario interconnesso con la rete tramviaria esistente. Nel tempo record di 6 mesi l'amministrazione dell'epoca si adeguò alla prescrizione, ottenendo del DM 235/2020 pari a 213,8 milioni di euro, ai quali si sommeranno gli 11,2 milioni di euro provenienti dal DM 97/2022 per il deposito di Centocelle Est. Altre somme sono arrivate in tempi recenti a seguito del definanziamento delle funivie per Casalotti e Battistini.
Dopo la valutazione d'impatto ambientale e una conferenza dei servizi decisoria ripetuta due volte a causa dell'imposizione del passaggio in viadotto su viale della Sorbona da parte dell'Università di Tor Vergata, finalmente il 31 marzo 2026 è stata pubblicata la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell'opera.
L'appalto ha un valore complessivo di 252 milioni di euro Iva esclusa, di cui 185,5 milioni per il primo lotto funzionale più 37 milioni per un eventuale quinto d'obbligo e 29 milioni per il secondo lotto opzionale che comprende i soli lavori al deposito di Centocelle Ovest. Si prevede un tempo di realizzazione di 1.470 giorni - 4 anni - dalla stipula del contratto all'apertura dell'intera linea.
I termini per la presentazione delle offerte sono scaduti il 3 giugno, da qui il futuro è ancora tutto da scrivere.
La tramvia avrà una lunghezza di 13,3 chilometri, ottenuti dalla trasformazione della ex Roma-Giardinetti più un prolungamento su via Giolitti, fino all'altezza di via Gioberti, e l'allungamento di 3,8 chilometri verso l'università di Tor Vergata.
Da Giardinetti il tram riprenderà il suo tracciato fino alla metro C, costeggiando via Casilina fino a via Ingegnoli, dove il tram svolterà per proseguire su via della Tenuta di Torrenova, passaggio in viadotto su viale della Sorbona, quindi si affincherà a via Columbia e via Cambridge fino al capolinea oltre la rotatoria con via Montepellier.
L'offerta sarà organizzata sui servizi Termini-Giardinetti ogni 4 minuti e Termini-Tor Vergata ogni 8 minuti con 22 tram che Atac ha acquistato nel perimetro della maxi gara del 2023 aggiudicata a CAF con il modello Urbos. Tutti i mezzi saranno accessibili e dotati dei confort di bordo, oltre che di un radar anticollisione.
Tra le Laziali e Porta Maggiore i tram circoleranno senza alimentazione elettrica, spinti dalle batterie di bordo.
È del tutto evidente che la tramvia Termini-Tor Vergata non sarà il trenino, ma sarà qualcosa di profondamente diverso, in meglio per chi lo utilizzerà. Probabilmente il futuro incerto preoccupa più di quanto fosse fragile il presente: il trenino era vecchio, malmesso, torrido d'estate e gelido d'inverno. Non era perfetto, anzi, era graffiato, rovinato, ma era nostro.
Era nostro nonno quando ci portava a mangiare un gelato, era nostra mamma quando ci prendeva a scuola, era un primo bacio rubato, era una corsa a perdifiato per non perderlo, era nessuno ed era tutti noi. Forse è proprio questo il punto: col trenino non stiamo lasciando soltanto un mezzo di trasporto, ma anche una parte di noi. Il trenino non era immortale nonostante sperassimo lo fosse, ma anche città millenarie come Roma crescono e cambiano, lasciandosi qualcosa indietro.
E che ogni tanto, per andare avanti, bisogna trovare il coraggio di salutare ciò che ci ha accompagnato fin qui.