Sicurezza stradale: i lavori sulla Nomentana mandano in tilt il traffico

Il nuovo assetto sta causando lunghe code: richiesto un tavolotecnico per migliorare l’intervento.

06 settembre 2025 07:00
Sicurezza stradale: i lavori sulla Nomentana mandano in tilt il traffico -
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Continua a far parlare di sé l’intervento per la messa insicurezza in via Nomentana all’altezza di San Basilio. Dopo le proteste deiresidenti, sfociate in un ricorso al TAR che è stato respinto poche settimane fa,il Comune ha deciso di tirare dritto con il progetto in essere non senzaconseguenze.

Da giorni, infatti, si stanno verificando lunghe code conmacchine incolonnate in via Fabbri, che spesso sfociano in sorpassi contromanopericolosi.

Il progetto, ricordiamo, prevede la realizzazione dellarotatoria tra via Nomentana e via Diego Fabbri (quasi completata) e la modificadi quelle tra via Fabbri e via Checchi e tra via Fabbri e via Buazzelli con lacreazione di un nuovo senso unico su via Nomentana, che è accessibile soloverso il centro da via Casale di San Basilio a via Diego Fabbri. Viceversa, andandoverso il GRA le macchine sono costrette a svoltare da via Nomentana su via Fabbri,via Buazzelli e via Casale di San Basilio per riprendere via Nomentana, creandoun vero e proprio sistema rotatorio.

Attualmente a mancare è solo l’istituzione del senso unicosu via del Casale di San Basilio.

I lavori erano partiti già in polemica da giugno, con ipareri contrari dal III e dal IV municipio. Adesso, con la viabilità alcollasso anche la consigliera Meleo (M5S), già assessora alla mobilità e ailavori pubblici in epoca Raggi, è intenzionata a chiedere una commissione permigliorare il progetto in itinere.

Sappiamo bene che il black point è uno strumento importanteper il controllo della velocità e per garantire sicurezza stradale, ma crediamoche il progetto vada migliorato con ulteriori soluzioni tecniche in grado difluidificare il traffico, soprattutto in direzione del Grande Raccordo Anulare.Solo così potremo rendere questo intervento realmente efficace al 100%,rispondendo alle esigenze di sicurezza e di mobilità dei cittadini.

Ha dichiarato Linda Meleo in una nota.

La posizione dell’Assessorato

L'Assessorato ha diramato un comunicato in cui Patanè ha ribadito la disponibilità a modificare il progetto qualora i risultati della sperimentazione non fossero positivi, fino a ripristinare l’assetto viario precedente. 

L’approccio è quindi flessibile e partecipato, con il coinvolgimento di cittadini, comitati di quartiere e Presidenti di Municipio:

“In riferimento alle polemiche sollevate nei confronti dei lavori sul black point di San Basilio, mi preme precisare innanzitutto che stiamo parlando di un cantiere appena avviato i cui effetti dunque potranno essere giudicati solo dopo la conclusione dell’opera e l’opportuna sperimentazione”: lo dichiara l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè.

“Il black point in questione – prosegue Patanè – che riguarda gli incroci pericolosi tra Via Nomentana, Via Casal Boccone, Via del Casale di San Basilio, Via Diego Fabbri, Via Tino Buazzelli, Via Nicola Maria Nicolai è un progetto sperimentale che mira a ridurre drasticamente il numero di sinistri mortali verificatisi in quell’area: basti pensare che in un solo triennio, il complesso delle tre intersezioni ha comportato costi sociali per circa 5.200.000 euro, a causa di 53 incidenti, 2 morti e 39 feriti”.

“Come abbiamo detto e ribadito più volte insieme ai Presidenti di Municipio, ai residenti e comitati di quartiere che abbiamo incontrato – precisa l’Assessore – solo al termine dei lavori, dopo l’apposizione della segnaletica e la realizzazione completa di tutti gli accorgimenti e miglioramenti che via via si potranno apportare - anche accogliendo proposte proattive -, inizierà la sperimentazione, che durerà fino a 6 mesi, e potremo valutare sul campo i risultati. Se verificheremo che l’opera non sta funzionando da un punto di vista dei flussi di traffico e della congestione, della sicurezza stradale e dell’inquinamento siamo pronti a modificarlo o a tornare direttamente al sistema di viabilità precedente. Oggi però, dopo aver realizzato neanche il 30% dei lavori previsti – conclude Patanè - è davvero impossibile giudicare se il sistema di viabilità potrà funzionare o meno una volta completata l’opera"


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