A Roma serve una metro sotto il Grande Raccordo Anulare?
Parliamo di una linea della quale non c’è un grande bisogno,anzi.
Nella cornice della discussione sul tracciato della linea D,la quarta metropolitana che chiuderà il ciclo delle metropolitane “pesanti”nella Capitale si moltiplicano le proposte di aggiungere al disegno del PUMSulteriori linee, fantasiose quanto sensate.
Tra queste c’è sicuramente la vulgata che sostiene lanecessità di una metropolitana circolare all’interno di Roma, il cui percorsocoincida con il Grande Raccordo Anulare. A sostenere questa necessità sarebbe l’ingentetraffico veicolare già esistente sul GRA, oggi simbolo dell’immobilità nellaCapitale.
Una proposta, dicevamo, fantasiosa quanto sensata. Ben 68,2km di metropolitana per 33 fermate, quante sono le uscite numerate da AntonelloVenditti Guzzanti nella canzone dedicata all’anello autostradale, che tuttaviaservirebbero poco o niente a decongestionare la Capitale.
L’errore di un tracciato del genere sta nella valutazionedella funzione che svolge il Raccordo, così come quella che sarebbe svoltadalla potenziale metropolitana.
Il GRA non è infatti un luogo aggregatore, così come sono ivari quartieri della Capitale che ospitano case, uffici o luoghi del settoreterziario (monumenti, spazi espositivi, ecc…) ma è un “non luogo”, il cui unicoscopo è connettere un luogo A ad un luogo B.
Gli spostamenti che affollano il Raccordo, conseguentemente,non sono originati per la gran parte dai quartieri che sorgono a ridosso dell’autostrada(quartieri, è opportuno dire, che sono presenti solo in alcuni tratti della Circonvallazione),ma da zone più popolose della Capitale e al di fuori della Capitale.
A differenza di una metro sotto il GRA, l’Autostrada stessasvolge una funzione comunque utile della città, visto che i mezzi che laattraversano (le automobili) sono ad uso individuale e consentono di arrivaredirettamente a destinazione.
Viceversa una metropolitana sotto il GRA non avrebbe alcunsenso di esistere, visto che i treni partirebbero da luoghi disabitati perarrivare in altrettanti luoghi lontani dai quartieri e dal centro cittadino, ameno di ricorrere ad ulteriori cambi con altri mezzi.
Insomma, la metro sotto il GRA è un oggetto che tanto piacee affascina, ma di cui Roma non ha assolutamente bisogno.
Altre linee di carattere tangenziale sono urgenti e giàteorizzate dagli studi di trasporto del PUMS: il completamento dell’Anello Ferroviarioe la tramvia tangenziale Fidene-Ponte Mammolo-Subaugusta-Laurentina per citarei due esempi più rilevanti.