Roma e l’allergia alla tecnologia

Una città che non sa adattarsi ai tempi che cambiano e che non è mai leader del cambiamento.

A cura di Lorenzo
23 dicembre 2024 11:00
Roma e l’allergia alla tecnologia -
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Una città che non sa adattarsi ai tempi che cambiano e che nonè mai leader del cambiamento.

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Il Giubileo si avvicina e Roma si prepara ad accoglieremilioni di pellegrini in arrivo da tutto il mondo. Si prepara attraversonumerosi cantieri e investimenti che promettono di migliorare il servizio, mac’è un settore del trasporto pubblico romano che non viene mai preso inconsiderazione come elemento cruciale per un servizio migliore: la tecnologia.

Neglianni, si è investito poco e non è stato compreso cheattraverso un grande sviluppo tecnologico si sarebbe potuta ottenere una maggioresoddisfazione dell’utenza, grazie ad un aumento della qualità del trasporto pubblico.

È servita la piccola grande rivoluzione del Tap&Go per intuire quanto gli strumenti tecnologici possano rivoluzionare la fruizione del pubblico servizio a partire, per l'appunto, dalla facilità nell'acquisto del biglietto. Poi, si è arrivati finalmente a riattivare gli schermi sugli autobus, ma la strada da fare è ancora lunga.

Restando sul tema, basterebbe iniziare usando ciò che si ha già come i monitor a bordo dei treni CAF MA300 circolanti sulle linee A e B e sulla ferrovia Metromare. Dopo quasi 20 anni di servizio in cui non hanno mai mostratoaltro oltre alla pubblicità e qualche piccola informazione diramata da RomaServizi per la Mobilità, questi dispositivi potrebbero essere usati per mostrare con maggiore dettaglio le corrispondenzecon altre linee, le partenze dai capolinea delle linee disuperficie. Potrebbero essere anche utili per indicare le successive stazioni in cui la metro fermerà, propriocome già avviene sui più recenti CAF MB400 in circolazione sulla metro B. Cotral, forse, ci sta provando, visto che recentemente ha attivato questi monitor proprio per comunicare la prossima fermata a bordo dei treni della Metromare.

Sempre restando nelle gallerie dalle metropolitana, c'è voluto il Giubileo e i finanziamenti dei privati per portare il 5G nelle metropolitane dove il segnale telefonico già c'era e non funzionava più bene (A e B), oppure dove non c'è mai stato (B1 e C).

C’è anche una persistente disattenzione sulla comunicazione dei tempi d’attesa in superficie, quando ci sono guasti al sistema AVM di Atac, Troiani/SAP e BIS/Tuscia, dei quali non si ha quasi mai una comunicazione istituzionale. Lo stesso protocollo GFTS per la trasmissione dei dati in app risulta fortemente instabile, con mezzi "fantasma" che non vengono visti da remoto o, viceversa, vengono segnalati in servizio su altre linee.

E infine il MaaS, la Mobility as a Service per la quale è stato fatto un investimento da 5 milioni di euro che tarda ancora da dare frutti: anziché sviluppare una app integrata "Metrebus", ci si è affidati ancora una volta ai privati, con tutti i limiti del caso.

In assenza di un'app decente di Atac (uscita dagli store), Troiani/SAP e BIS/Tuscia (inesistenti), di Cotral (malfunzionante) e di Roma Servizi per la Mobilità, al povero utente non resta scaricare che Moovit, che fornisce solo alcune informazioni nella sua versione gratuita ed è colma di pubblicità che ne rende snervante l’utilizzo.

È chiaro che in assenza di un’app unica integrata, anche l’acquisto diun biglietto in formato digitale è difficoltoso ai poco esperti. Anche l’abbonamentoMetrebus da quando è stata introdotto è sempre rimasto nella sua forma di tesserafisica: in un mondo sempre piùdigitalizzato e che vede l’entrata della GenZ nel mondo degli adulti, sarebbeutile che anche la Metrebus card venga digitalizzata consentendo agli utenti diaggiungerla ai wallet digitali dei propri smartphone, come già avviene in tantissimecittà del mondo.

La direzione da seguire per un trasporto pubblico più vicinoalle esigenze dei cittadini è quella data dalla digitalizzazione e dai sistemi smart. Tap&Go non può e non deve restare l’unica iniziativa, ma è necessario proseguire lastrada verso il futuro investendo sempre più risorse nella tecnologia.


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