Sciopero: basta con il mito del week-end lungo

Ecco perché gli scioperi del trasporto pubblico locale sonosvolti di venerdì (o lunedì).

23 ottobre 2024 07:00
Sciopero: basta con il mito del week-end lungo -
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Scioperano di venerdì (o di lunedì) pe' fasse er week-endlungo.

Questo è il mito che è entrato negli ultimi anni nella collettività deiromani sulle agitazioni sindacali che colpiscono il trasporto pubblico locale.In questo approfondimento smonteremo questa falsa credenza, dando ulterioriinformazioni su come funziona il lavoro dell’autoferrotramviere e la rigidanormativa degli scioperi del trasporto pubblico locale in Italia.


IL LAVORO SU TURNI

Come è ben noto e evidente, i servizi pubblici locali sicontraddistinguono per la continuità: al fine di realizzare questa coperturah24/7, il lavoro degli autoferrotramvieri è organizzato su turni che variano diazienda in azienda a seconda degli accordi sindacali di secondo livellostipulati nel corso degli anni.

In Atac, per esempio, l’autista, il tramviere e il filovierelavorano 6 giorni a settimana con riposo "a scalare": una settimana non si lavoradi sabato, quella successiva di venerdì, poi giovedì e via discorrendo. Scalatitutti i giorni feriali, l’autoferrotramviere di Atac effettua tre domenicheconsecutive di riposo, infine per le successive due settimane riposa sia ilsabato che la domenica (parliamo dei cosiddetti “riposoni”, dove uno dei duegiorni è di ferie obbligatorio), dopodiché il ciclo ricomincia col ripososingolo a scalare.

Per i macchinisti delle metro A e B, nonché della ferroviaTermini-Centocelle, il riposo è a scalare semplicemente su 6 giorni, senzadomeniche consecutive o "riposoni" come concesso agli operatori di superficie.Tutto ciò avviene fermo restando il monte ore di lavoro settimanale di 39 oree, quindi, con differenze sulla durata del turno giornaliero.

Analogo discorso si applica agli operatori di BIS/Tuscia,che scalano il riposo settimanale, quindi effettuano cinque domeniche di riposo(senza "riposoni") e ricominciano il ciclo.

Per Troiani, invece, il riposo a scalare prevedel’effettuazione di un solo "riposone" domenica/lunedì, quindi il riposo per 4domeniche consecutive, infine il ciclo ricomincia coi giorni feriali da sabato a martedì.


WEEK-END LUNGO: UN FALSO MITO

In questo contesto di estrema variabilità del giorno diriposo, a cui si somma l’ulteriore variante di quando è programmato il turno dilavoro – che può interessare per tutto o in parte le fasce di garanzia – risulta del tutto evidente che agganciare lo sciopero per fare il finesettimana lungo può interessare una quota decisamente minoritaria diautoferrotramvieri, che scende a zero per quelle categorie dove il riposo nel week-end non è neanche previsto.

L’esercizio del diritto allo sciopero avviene inoltre aproprio danno, in quanto l’autoferrotramviere non percepisce la retribuzioneprevista per la giornata lavorativa, con ulteriori indotte sul lungo periodo:tredicesima, quattordicesima, TFR e altre forme di retribuzione differitavengono decurtate proporzionalmente ai giorni di astensione dal lavoro.


E ALLORA PERCHÉ SEMPRE DI VENERDÌ?

L’obiettivo dello sciopero è quello di creare il maggiordanno possibile, col fine di rivendicare le motivazioni per le quali è statoproclamato. Per cercare di rivolgere questo danno all’azienda e non all’utenza,storicamente si è privilegiato il venerdì in quanto si tratta della giornata(assieme al lunedì) di minor utilizzo del trasporto pubblico. Venerdì e lunedìsono infatti le giornate dove i lavoratori con il fine settimana liberoagganciano preferibilmente un giorno di ferie: una tendenza che si è ulteriormenteaccentuata negli ultimi anni con la nuova consuetudine dello smart working.

A corollario, aggiungiamo che è falso anche il mito deiristori ad Atac da parte del Comune in caso di sciopero. In base all’art. 10comma 9 dell’attuale contratto di servizio, la diminuzione dei servizi in casodi scioperi prevede il riconoscimento solo del 50% del corrispettivochilometrico: considerando che il corrispettivo è inteso a copertura del 65%dei costi, mentre il restante 35% deriva dalla bigliettazione (di cui il 40%sono abbonamenti e il 60% biglietti di corsa singola), Atac può arrivare a perderein una giornata di sciopero ben piazzata anche oltre la metà dei propri incassi.


PERCHÉ NON FARE POCHI SCIOPERI PIÚ LUNGHI?

In Italia gli scioperi riguardanti il comparto del trasportopubblico locale sono regolamentati dalla Legge 146/1990 e ssmmii e dalla approvata dalla Commissione di Garanzia, in accordo con le associazionidatoriali ASSTRA, ANAV e AGENS e i sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL Reti,Uiltrasporti ed UGL-FNA.

A tal proposito l’art. 12 lett. A del Regolamento prevedeche:

Il primo sciopero per qualsiasi tipo di vertenza non potràsuperare le quattro ore di servizio. Eventuali scioperi successivi relativialla stessa vertenza non potranno superare la durata dell’intera giornatalavorativa.

Andare oltre la giornata lavorativa, pertanto, non èmaterialmente possibile, a meno di incappare nel reato di interruzione dipubblico servizio (art. 340 del Codice Penale).

L’intensificarsi negli ultimi tempi degli scioperi, al qualeil Garante sta cercando di porre un argine mediante dei bonus economici, è daricercarsi nelle rivendicazioni dei sindacati: rinnovo del CCNL scaduto a fine2022, aumento delle buste paga, maggiore sicurezza per gli operatori delservizio, misure di conciliazione vita privata-lavoro.

Tutti obiettivi per iquali i lavoratori del trasporto pubblico d'Italia chiedono legittimamente risposte daparte della politica nazionale.

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