Atac raddoppia i premi e poi chiede un prestito al Comune


È inutile parlarvi di quanto stia andando male il servizio di trasporto pubblico a Roma, dei continui guasti su qualsiasi cosa gestita da ATAC, delle stazioni Metro chiuse, delle decine e decine di scale mobili e ascensori fermi, dei 45 filobus a marcire in deposito da Maggio scorso, del tram 2 fermo da inizio dicembre per fine vita tecnica dei binari, e delle restanti linee tram con limitazione a 5 km/h, per non parlare degli autobus a fuoco e del servizio in superficie che resta molto al di sotto degli obiettivi del Concordato, nonostante l’arrivo di centinaia di bus nuovi (perché altrettanti bus vecchi vanno in rottamazione).





Il giudizio dei cittadini negli anni è andato sempre più crollando verso lo zero (38/100 nel 2019).


Si scoprono però, da documenti ufficiali, dei simpatici “altarini”. 

Di più. Dal 2017 si sono iniziati a riconoscere PREMI produzione (MBO) a Dirigenti e Quadri. 

Mentre nel 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 risultavano ZERO, ad un tratto il registro cambia: compaiono 3,1 Milioni€ nel Concordato da riconoscere per l’anno 2017 più gli arretrati per gli anni precedenti.

Nel 2018 i premi pagati sono 0,98 Milioni€, che nel 2019 diventano quasi il doppio, 1,86 Milioni€.


Grazie al meccanismo dei “bonus covid”, c’è da scommettere che anche nel 2020 ci sia stata cospicua elargizione di premi MBO, e su questo vorremmo fosse ATAC stessa a fare chiarezza.

Fatto sta che proprio la pandemia ha inferto un pesante colpo ad ATAC, le perdite per mancata vendita di biglietti ammontano a 150 Milioni€, ed in attesa che lo Stato ristori questo importo, ATAC per sopravvivere al Concordato è costretta a chiedere un prestito urgente di 40 Milioni€, a interessi zero, con restituzione a partire dal 2° semestre 2022, cioè dopo il triennio previsto per il pagamento concordato dei debiti.

La richiesta ovviamente è un tantinello eccessiva, e così viene poi rimodulata nella richiesta di un’anticipazione di 40 Milioni€ da restituire in maniera imprecisata entro i 12 mesi successivi. Il Comune rassicura quindi ATAC che l’anticipazione verrà concessa.

Nulla da eccepire, se non fosse che ATAC a fronte di tutti questi soldi, dovrebbe anche erogare un servizio, servizio che sta andando sempre peggio sotto tutti i fronti.









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