La Roma-Lido ed il passaggio da Atac a Cotral


Avviso i viaggianti: Mancano ormai pochi giorni alla fine del 2020 e dal 1 gennaio 2021 le ferrovie concesse Roma-Lido e Roma-Viterbo dovrebbero passare dalla gestione Atac a Cotral. Ma tutto tace. Cerchiamo di capire perchè questo passaggio è importante




Il Comitato pendolari Roma-Viterbo lancia l'allarme, il fatto che la gestione non passi da Comune di Roma a Regione nemmeno quest'anno, creerebbe ulteriore confusione: 

Mancano poche settimane al 2021 e non si sa ancora nulla di ufficiale sul subentro di #Cotral a #Atac per la gestione della nostra linea e della Roma Lido. 
Abbiamo quindi il presentimento che non ci sarà alcun avvicendamento l'anno prossimo

Le due Ferrovie Concesse sono nelle condizioni in cui le vediamo ogni giorno proprio per la confusione di responsabilità tra l'Amministrazione Regionale e Comunale, si auspica che questo passaggio porti benefici a noi utenti, almeno nel medio termine.

Per chi fosse nuovo di questi argomenti, propongo un rapido riassunto.

Di chi è la Roma-Lido? La ferrovia è di proprietà della Regione Lazio.

Chi la gestisce? Viene gestita da Atac Spa, società di trasporto di Roma Capitale.

Pertanto c'è un proprietario e un gestore, due entità completamente diverse, che hanno interessi diversi e modalità di dialogare con gli utenti differenti, come si è potuto vedere negli ultimi anni.

Tempo fa ci fu l'idea di trasformare la ferrovia in linea metropolitana e la cosa fu affrontata con superficialità e poi scartata, proprio perchè proprietà e gestione sono due entità differenti.

Questioni tecniche e dinamiche politiche si intrecciano nella definizione di un obiettivo che sembra condiviso da tutti, cittadini, utenti e amministratori locali. È da qualche hanno che si parla della necessità di trasformare la ferrovia Roma-Lido in linea metropolitana.

Le motivazioni più stringenti riguardano l’esplosione demografica che ha coinvolto il litorale romano, caratterizzata dalla nascita e dallo sviluppo di quartieri come Madonnetta, Malafede, Casalpalocco, Centro Giano, Vitinia-Acilia, Dragona e Dragoncello.

L’esplosione demografica dei quartieri che affacciano sulla Roma-Lido, necessitano naturalmente di un netto miglioramento del servizio della linea 

Una stima dice che la popolazione del litorale e zone limitrofe si attesterà, a breve, sui circa 700 mila abitanti. A fronte di numeri come questi è più che ovvio pensare che vadano rafforzate le infrastrutture di collegamento esistenti, se si pensa che, per esempio, la ferrovia Roma-Lido ha una portata media giornaliera di circa 90 mila utenti.

La Regione Lazio aveva stanziato finanziamenti che sarebbero dovuti andare nella direzione di un adeguamento della linea, propedeutico alla trasformazione della Roma-Lido in metropolitana.

Gli interventi avrebbero dovuto riguardare sia l’infrastruttura, sia il materiale rotabile. I treni in servizio sarebbero dovuti passare, entro il 2013, da 10 a 18 (…e non è andata proprio così oggi ce ne sono 12 in vare condizioni…).

Se si pensa che la metro B di Roma, lunga circa 18 km, effettua il suo servizio, nei giorni feriali, con circa 27 convogli; alla linea Roma-Lido, lunga circa 28 km, sarebbero serviti altri treni per garantire frequenze da servizio metropolitano.

Un progetto, mai realizzato, avrebbe dovuto portare la flotta della Roma-Lido a 18 treni, anche se per portare la frequenza a 3 minuti, ne servirebbero molti di più

Del resto la necessità della trasformazione della Roma-Lido in metropolitana ha portato, negli anni, a diverse proposte. Una era quella di un comitato utenti che nel 2007 proponeva anche la realizzazione di uno stralcio della linea che, dalla futura stazione Acilia Sud, (sorgerà forse un giorno o l’altro…), andasse verso i quartieri di Dragona, Nuova Fiera di Roma e Comune di Fiumicino.

Solo con l’unificazione, attraverso acquisizione della linea da parte di Roma Capitale o, in alternativa, la riconsegna della gestione della tratta alla Regione, sarà possibile avere maggiori possibilità di azione, in pratica rompendo lo status quo, si può solo migliorare






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