Roma, tutti in fila in metropolitana


Dalla linea A alla C assembramenti e niente distanziamento, un’odissea quotidiana indegna di una capitale europea, che con una pandemia fuori controllo può diventare anche molto pericolosa





La situazione dei trasporti pubblici a Roma non sembra cambiata rispetto all’era pre-Covid ed ecco che, ancora una volta, nelle ore di punta i passeggeri si ritrovano ammassati sui vari mezzi pubblici, tra corse saltate, frequenze ridotte e fermate della metro chiuse per manutenzione. Caos totale sulle tre linee metro.

Ha fatto scalpore la foto pubblicata da Barbara Saltamartini, deputata della Lega, con i passeggeri della Metro B accalcati all’interno dei treni, in pieno orario di punta mattutino: «Invece di chiudere alle 18 bar e ristoranti, bisogna decongestionare il trasporto pubblico locale. 

La sindaca Raggi dovrebbe abolire le Ztl in centro e le strisce blu, mentre Zingaretti dovrebbe chiamare aziende private che hanno pullman per metterli a disposizione di Atac e Cotral».

Senza una rimodulazione delle corse mai avvenuta, specie negli orari di punta, la riduzione delle lezioni in presenza per gli studenti delle superiori e l’incentivo allo smart working sembrano solo dei palliativi. 

Dal Campidoglio e da Atac, però, tutto tace. Una decina di giorni fa l’amministratore unico Giovanni Mottura, aveva dichiarato: «La capienza ridotta all’80% rispetta tutte le normative anti-Covid di Governo e Comitato tecnico scientifico, anche se l’utente a bordo può avere la percezione di essere troppo vicino agli altri». 

Virginia Raggi, dal canto suo, si limita sui canali social a pubblicizzare, per l’ennesima volta, l’iniziativa ‘+ ricicli, + viaggi’. 

I pendolari, a questo punto, preferirebbero essere invasi dalla plastica rispetto a risparmiare pochi centesimi sul prezzo del biglietto col rischio di venire contagiati dal virus.

da Leggo




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