MetroC - La prima talpa arriva a piazza Venezia

La prima delle due TBM (Tunnel Boring Machine, le talpe meccaniche che scavano le gallerie ndr) è arrivata sotto piazza Venezia. Gli scavi erano ripartiti il 23 luglio scorso e sono terminati il 3 agosto: 12 giorni per 200 metri di scavo a testimonianza che il problema è tutto politico.



Riportiamo parzialmente il comunicato del General Contractor MetroC che indica anche una data per l’inizio dello scavo della seconda galleria, dopo ferragosto.

A partire da questi giorni sono in corso le attività di sigillatura della testa fresante della prima TBM. I lavori di scavo della galleria binario pari riprenderanno presumibilmente il giorno 18 agosto 2020, a seguito del completamento delle suddette opere di sigillatura e messa in sicurezza e dell’ulteriore Ordine di Servizio alla ripresa delle attività.

Successivamente, a scavo terminato, le componenti più piccole delle talpe verranno fatte viaggiare all'indietro verso la stazione di Amba Aradam per poi essere estratte. Gli scudi invece verranno lasciati sotto piazza Venezia e saranno estratti durante la realizzazione dell’omonima stazione. Per quest’ultima sarà presentata entro l'anno la domanda per accedere ai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La vicenda del prolungamento dello scavo delle gallerie sotto piazza Venezia, che porterà notevoli benefici (e minori costi) per la prosecuzione della linea verso Roma nord, sottolinea come i problemi della costruzione MetroC siano perlopiù politici ed amministrativi.

Le due talpe meccaniche, giunte sotto i Fori rispettivamente a fine ottobre 2019 ed a metà dicembre 2019, hanno subito uno stop di circa 7 mesi, causando anche ritardi sull’intera tratta T3, nonostante i comitati avessero già iniziato dal 2018 a lanciare appelli per evitare un loro tombamento sotto i fori ed il 5 luglio 2019 il sindaco Raggi avesse twittato che "le talpe sarebbero PRESTO ripartite" per prolungare lo scavo delle gallerie sino a piazza Venezia.

I 9 milioni necessari erano già stati finanziati (con un iter davvero rapido) a dicembre 2019, anche se la pubblicazione della delibera CIPE in Gazzetta Ufficiale arrivò a marzo 2020. Il Comune di Roma ha poi impiegato ben 3 mesi per l’approvazione della delibera per il via libera alla prosecuzione degli scavi.

È inutile nascondere che questi ritardi squisitamente politico-amministrativi si sarebbero tranquillamente potuti evitare.






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