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Roma Lido. Fase 1.5.2

Roma Lido. Fase 1.5.2

Comitato Pendolari Roma-Lido: Abbiamo ribattezzato la cosiddetta Fase 2 del Covid retrocedendola ad una versione più old, con una codifica presa a presto dall’informatica. Cosa significa?





Fase 1.5.2 vuol dire che ci troviamo a metà fra la Fase 1 (quella denominata Lockdown dal nostro governo) e quella denominata Fase 2 (sblocco parziale) e che siamo a due settimane dalla riapertura o, se si preferisce, al secondo decreto dopo la riapertura.

A parte questi sofismi scherzosi, ci pare che la situazione si stia evolvendo ed abbiamo serie preoccupazioni. Dopo ben tre incontri in una settimana con la Regione a fine aprile, di cui abbiamo dato conto, abbiamo richiesto un nuovo incontro di verifica, come concordato, che però ancora non ci è stato accordato. Nel frattempo abbiamo continuato un’attenta opera di monitoraggio quotidiana sull’andamento del servizio e soprattutto sul rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza della Regione del 26 aprile scorso.

E proprio da questo monitoraggio che sorgono le nostre preoccupazioni.

Siamo passati  da una situazione tutto sommato tranquilla dal punto di vista dell’affollamento dei treni, anche durante le ore di punta mattutine, come testimoniato


Dalle foto riportate, ad una situazione di progressivo riempimento dei treni, specialmente nelle ore di rientro a casa del pomeriggio, con i pendolari che si ritrovano a viaggiare quasi gomito a gomito.


Ovviamente ci aspettiamo che il flusso di viaggiatori cresca con il crescere delle riaperture delle attività produttive e questo, in assenza di interventi mirati della Regione e da parte del gestore del servizio Atac, procurerà grosse criticità, come avevamo già denunciato.

Ancora la situazione tiene, ma fino a quando? 


Dobbiamo evidenziare che non si è vista l’ombra di alcune iniziative annunciate dalla Regione, o comunque evidenza, quali: 
  • separazione dei flussi di entrata e uscita dai treni e nelle stazioni,
  • presenza di personale operativo in banchina per agevolare i flussi di viaggiatori e per verificare il rispetto dell’obbligo di portare le mascherine, 
  • presenza di segni di posizionamento dei viaggiatori in banchina,
  • presenza di segni di posizionamento in piedi all’interno dei treni,
  • installazione di contapersone all’interno dei mezzi,
  • installazione di dispenser all’interno delle principali stazioni,
  • utilizzo di tutti i mezzi di comunicazione possibili per informare correttamente i viaggiatori (ci sono display non funzionanti in alcune stazioni e quelli che funzionano riportano solo l’orario di passaggio dei treni), 
  • garanzie in tema di igiene e sanificazione dei mezzi,
  • agevolazione per la circolazione dei diversamente abili o con problemi di deambulazione. 


E invece, per esempio:
  • i viaggiatori entrano ed escono dal treno e dalle stazioni come meglio credono,
  • si collocano dove ritengono più opportuno sia in banchina che in piedi sul treno,
  • possono entrare anche se il treno è già sufficientemente pieno, perché non si conosce il numero dei viaggiatori saliti,
  • respirano l’aria “chiusa” del vagone, senza sapere se esce qualcosa dai canali della climatizzazione,
  • se hanno difficoltà deambulatorie non possono transitare in stazioni prima accessibili (ad es. Piramide) per le modifiche all’entrata/uscita.
Abbiamo chiesto uno studio sulle tipologie di lavoro in città per spalmare i picchi delle ore di punta in un periodo di tempo più ampio, ma questo sarà pronto a settembre.

Abbiamo chiesto di inserire i pendolari nei test a campione, ma ci hanno detto di no.

Abbiamo chiesto il rafforzamento del servizio con la messa in esercizio di tutti i treni possibili e il reperimento di altri treni ovunque sia possibile, nonché il raddoppio del servizio su alcune tratte con bus, ma spesso girano solo quattro treni e quindi l’orario non può essere rispettato. Solo ieri sono stati messi a disposizione dei bus denominati “Linea S”, senza peraltro indicare che possono essere utilizzati.

Non sappiamo se in Regione dormano sonni tranquilli. Noi no. Non confidiamo nella logica “Io speriamo che me la cavo”, vorremmo avere la sicurezza di poter viaggiare senza rischi per la nostra salute. Chiediamo troppo?






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1 Commenti

Anonimo ha detto…
a pensar male si fa peccato...., il problema non è gestire i flussi ma rendere le corse regolari,nella fase 1 con orario estivo ho preso ogni giorno il trenino, treni regolari,max 3 persone per vagone, i treni non si rompevano,le porte si chiudevano, non aveva senso far saltare le corse,non avrebbe creato disagi comunque; fase 2 sempre orario estivo, ora non ci sono più 3 persone per vagone, i treni stranamente si guastano, le porte non si chiudono,guasti improvvisi, almeno 1 treno della mattina direzione roma salta sempre tra le 7:38 e le 8:15, stesso film la sera dopo le 17:30, ora se crei il disagio fa eco sui giornali, è una storia vecchia che si ripete, si continua a dare la colpa ai treni, questi sono treni intelligenti che sanno quando rompersi, in che fase devono rompersi e in quale orario, tanto la colpa è dei flussi, degli utenti.... storia vecchia come il mondo,chi controlla il controllore....