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Fase 2, sui trasporti è scontro tra Comune e Regione

Fase 2, sui trasporti è scontro tra Comune e Regione

Così, la ripartenza dei trasporti romani finisce nell'ennesima lotta politica; Alessandri: Raggi dice il falso su limitazione mezzi pubblici, l'assessore della Regione Lazio smentisce quanto dichiarato dalla sindaca in un'intervista: l'ordinanza non limita il numero di bus che possono circolare, il Sindaco confonde il dato





Nessun limite al numero di bus in strada nella fase 2 appena partita. Lo dice l'assessore ai Trasporti della regione Lazio Mauro Alessandri, in risposta ad alcune dichiarazioni della sindaca Raggi in un'intervista rilasciata ieri a Il Fatto Quotidiano. 

Così, la ripartenza dei trasporti romani, da oggi alle prese con contingentamento dei flussi, bus a capienza dimezzata e mascherine obbligatorie, è segnata dall'ennesima lite tra Comune e Regione.

Cosa ha detto la sindaca? "L'ordinanza regionale sui trasporti mi procura dispiacere, anche perché prevede che potremmo tornare fino a un massimo dell'80 per cento dei bus attivi. 

Ora circola meno della metà dei nostri 1400 mezzi, e noi avremmo voluto rimetterli tutti in strada". 

L'ordinanza citata, tra l'altro frutto di una trattativa tra gli enti locali coinvolti, però non prevede niente del genere. 

E l'assessore della giunta Zingaretti interviene a smentire.

"I numeri sulla disponibilità della flotta di Atac sono stati consegnati da Atac stessa, all'attenzione del tavolo tecnico a cui la stessa azienda, Roma Capitale, Cotral e gli assessori competenti, hanno partecipato" ha spiegato Alessandri. A fornirli è stato lo stesso amministratore delegato Paolo Simioni. 
"Se Atac può incrementare i dati del servizio comunicati a Regione e Comune, ben venga, anzi più mezzi verranno utilizzati e meglio sarà per i romani".  

Forse Raggi ha sbagliato dato. "La sindaca confonde il dato totale della flotta a disposizione, su cui l'ordinanza, ripeto, non entra assolutamente in merito, con la capienza massima consentita per ogni mezzo, che abbiamo fissato, questo si, per garantire l'indispensabile livello di sicurezza sanitaria del personale e dell'utenza".






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