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Una proposta per il distanziamento sociale sui bus

Una proposta per il distanziamento sociale sui bus


Come si riesce a far rispettare il distanziamento sociale sui bus ai tempi dell’emergenza coronavirus? È una delle domande che assilla i responsabili della mobilità di tutto il mondo. La possibile soluzione del blogger AttaccatialBus e l’esempio di Alitalia





Come si riesce a far rispettare il distanziamento sociale sui bus ai tempi dell’emergenza coronavirus? È una delle domande che assilla i responsabili della mobilità di tutto il mondo, che in questi giorni si stanno scervellando per coniugare la funzionalità del mezzo di trasporto pubblico con la sicurezza di autisti e passeggeri. 

Una questione che assume una rilevanza particolare a Roma, dove le calche sui bus sono accompagnate da una totale indisciplina dell’utenza, sorda a rispettare le indicazioni sulle porte di entrata e di uscita e non abituata a fare la fila alle fermate sui bus come in Inghilterra (almeno un tempo).

Atac ha diramato delle linee guida condivisibili nelle intenzioni ma di difficile realizzazione: un metro di distanza e posti alterni:


Interessante la proposta del blogger AttaccatiAlBus, che tra il serio e il faceto – dalle sue pagine – canzona la municipalizzata ai trasporti di Roma e offre spunti di riflessione. Uno di questi riguarda proprio l’assetto dei bus romani nella fase 2 dell’emergenza. 

“Qualcuno forse ricorderà il famoso bus a chiamata che, sperimentato diversi anni fa su alcune linee atac periferiche, venne immediatamente dismesso perchè inefficace ed inefficiente. 

Oltre ai tempi di attesa dal momento della chiamata (il bus deve partire dal capolinea) c’è anche da considerare i casi in cui la gente abbandona la fermata e si arrangia in altro modo o decide di usare un’altra linea o ancora chiama ‘a buffo’ un bus che non è sicura di utilizzare. 

Se poi parliamo di prenotare il posto la cosa si complica ancora di più viste le migliaia e migliaia di fermate sparse per il territorio della capitale” spiega il blogger.

Un possibile suggerimento potrebbe arrivare da Alitalia, che ha ridotto il numero di voli da Roma alla Sicilia per l’emergenza Covid ma – per accontentare una domanda importante – ha utilizzato i velivoli destinati alle tratte intercontinentali. 

Così, anche per il trasporto pubblico romano, si potrebbe fare un maggior ricorso ai Jumbo-Bus, i mezzi snodabili e più capienti. Il problema è il numero esiguo e l’esigenza di noleggiarne o acquistarne altri con la prospettiva di un periodo lungo di distanziamento sociale.



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