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Riflessioni ad alta voce: scuola e incapacità tecnologica.


Puntata straordinaria di ragionamenti ad alta voce sulla scuola a distanza: croce e delizia di molti genitori ai tempi del Covid-19.





Parliamo oggi di una esperienza "negativa" vissuta da diversi genitori, costretti ad adeguarsi alle scelte poco oculate di un dirigente di un istituto comprensivo. 

Non faremo nomi, perchè il caso che vi proponiamo credo sia una via di mezzo tra le varie situazioni che si sono verificate nelle varie scuole: ci sono stati segnalati casi in cui i docenti dopo pochi giorni hanno speso soldi propri per comprare licenze software e mettere in piedi rapidamente le videolezioni, ci sono casi invece in cui i genitori erano sprovvisti addirittura di smartphone o di collegamento ad internet. 

L'impressione complessiva (il caso "medio") è che la scuola ha arrancato tantissimo nell'adeguarsi dimostrando spesso incompetenza tecnica.


Da anni il registro elettronico e la pagella online sono una realtà obbligata per tutte le scuole: il giorno del ritiro della pagella a scuola è una tradizione che si è ormai trasformata in un semplice incontro genitori-docenti. 

I vari istituti comprensivi in Italia hanno avuto la libertà, grazie all'autonomia, di scegliere il prodotto "migliore" per erogare questi servizi digitali a studenti e famiglie e, ovviamente, i vari dirigenti scolastici, in ordine sparso, si sono buttati su applicazioni gestite da aziende diverse.

I nodi al pettine sono arrivati con il Covid-19: l'obbligo di rimanere a casa e la necessità di portare avanti, nei limiti del possibile, il programma scolastico. Alcune scuole sono state fortunate in quanto, oltre al registro elettronico, il prodotto da loro scelto offriva anche le funzionalità di scaricare i compiti e di caricare i compiti svolti.


Ma la vita in classe non è fatta solo di compiti ma anche di lezioni, spiegazioni, interrogazioni e interazioni umane che molti dei prodotti a disposizione delle scuole (tra cui quella di cui vi parliamo) non avevano. A questo punto scuole, dirigenti e in alcuni casi insegnati, sempre in ordine sparso, hanno deciso di adottare dei prodotti valutando l'economicità da un lato, l'efficacia dall'altro.




Sono nate le chat whatsapp genitori-insegnanti, già odiose quando si trattava solo di gruppi genitori: da un lato gli insegnanti hanno cominciato ad "assegnare compiti" in chat, obbligando tutti i genitori a scorrere la lista dei messaggi alla ricerca del messaggio giusto, dall'altro i genitori hanno cominciato a postare cose non attinenti alla chat (dall'immaginina del ca**o che augura buongiorno a tutti, alle faccine e ai messaggi stupidi frutto di copia e incolla da altri gruppi di cazzeggio).

Aggiungete alla ricetta esplosiva di cui sopra gli stessi insegnanti che si cimentano in questi messaggini inutili.
(Continua...purtroppo!)


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