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La Roma surreale di chi guida i bus

La Roma surreale di chi guida i bus


La Roma surreale di chi guida i bus: "Mai visti mezzi così vuoti. Il virus? Fa paura, a proteggermi solo una sciarpa" Il racconto di Federico, autista da 20 anni. Nel suo ultimo turno ha trasportato una media di due persone l'ora



La Roma surreale di chi guida i bus: "Mai visti mezzi così vuoti. Il virus? Fa paura, a proteggermi solo una sciarpa"

Si avvia a lavoro tutte le mattina con uno zainetto Federico, nome di fantasia per proteggerne la privacy, autista Atac da 20 anni. Con l'emergenza coronavirus in corso una piccola borsa è diventata indispensabile per avere sempre con sè soluzioni disinfettanti e un rotolo di scottex. Armato di carta e spray, ogni mattina, prova a tutelarsi per quel che può. "Il posto guida me lo pulisco da solo, l'azienda non sempre lo fa come dovrebbe, non ci fidiamo". 

Igienizza tutto con estrema precisione. Il sedile, il volante, il cambio. Poi sale sul bus e lo porta in giro per strade deserte da giorni. E pensare che nessun romano, abituale fruitore dei mezzi pubblici, ha forse mai preso una vettura senza restare spiaccicato nella calca, almeno nelle ore di punta. Ricordi lontani. "Ora l'atmosfera è surreale - racconta a RomaToday Federico - non avevo mai visto niente del genere. Guidiamo mezzi quasi vuoti". 

"Due utenti l'ora in un turno di sei ore"

Ieri notte ha attaccato alle 4 del mattino e in sei ore di turno, muovendosi nel quadrante est della città, ha fatto salire 12, 13 persone. Due utenti l'ora. Venerdì era sull'85, il bus che collega Arco di Travertino alla stazione Termini. Via del Corso, piazza Venezia, via del Tritone, piazza Barberini. Trentasette fermate, una dietro l'altra, senza quasi mai fermarsi. Paline deserte, non è salito nessuno. 

"Noi autisti senza mascherina"

I pochi romani che usano i bus per lavoro, ridotti a orario estivo non oltre le 21, salgono dalle porte posteriori, una catenella li separa dalla cabina guida. Hanno spesso la mascherina, "ma ho notato - spiega ancora Federico - che le persone sono più protette quando mi avvicino al centro". Lui invece, autista in prima linea a garantire il servizio di tpl della Capitale, nei giorni del blocco totale anti covid, la mascherina non ce l'ha. 

"L'azienda non ci ha fornito nessun dispositivo di sicurezza e protezione. E io in farmacia non l'ho trovata". E allora ha adottato qualche rimedio casalingo. "Mi metto una sciarpa ripiegata due volte che mi copre la faccia. Lo so che però forse non funziona". Prova a sorridere ma non nasconde la paura. "Perché poi torno a casa dalla mia famiglia, per i lavoratori non è stato fatto abbastanza. Forse dovevano muoversi con più anticipo".


Le richieste all'azienda

Già, la lista delle richieste avanzate dai dipendenti e intercettate dai rappresentanti di categoria è corposa. Su tutte una sanificazione completa delle vetture. Il Campidoglio l'ha promessa e sostiene sia in corso a tappeto, ma i sindacati stanno alzando la voce: non è abbastanza. "Abbiamo chiesto che vengano favoriti i turni rimessa-rimessa" spiega Federico. In pratica: iniziare e finire il turno nel deposito e non ai capolinea, così da ridurre gli spostamenti degli stessi dipendenti - che poi devono raggiungere la rimessa di partenza con altri mezzi pubblici - e da garantire più operazioni di pulizia. "E' importante per ridurre anche i passaggi della vettura tra più colleghi".

"I dirigenti? Vengano a farsi un turno con noi"

Fare il proprio lavoro in sicurezza, non chiede altro Federico e con lui gli autisti Atac. Come ha accolto le parole di vicinanza e incoraggiamento arrivate dal presidente Paolo Simioni con una nota interna? "I messaggi vanno bene, ma vorremmo che venisse a fare un turno con noi. Si renderebbe conto". 

Da Roma Today








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