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Un meraviglioso sperpero chiamato Stazione di Porta San Paolo



In questa puntata 'illuminata' tralasciamo la comunicazione dell'infoatac per portarvi in una stazione della Roma Lido ove si è perpetrato più volte uno sperpero di risorse che abbiamo provato pure a quantificare



La stazione di Porta San Paolo, capolinea della Roma Lido nonchè corrispondenza con la stazione Piramide della linea B di Roma, è una meraviglia degli anni 20 che, a differenza della sua gemellina di Ostia Lido, è uscita indenne ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.


Tutti coloro che sono stati in questa stazione, pendolari, turisti diretti agli scavi di Ostia Antica e bagnanti diretti al mare, avranno sicuramente notato i numerosi fanali che illuminano le banchine...ed è di questi fanali che vogliamo parlarvi.




La stazione conta 4 banchine, su cui sono installate su 2 file circa 50 fanali, per un totale di due centinaia (abbondanti) di lampadine.



Fino a qualche anno fa le lampadine erano ad incandescenza e, per ovvi motivi di risparmio energetico si è deciso di sostituirle con le risparmiose lampadine a gas incandescente (vedi figura seguente): una scelta ragionevole che probabilmente la fatto storcere il naso a qualche 'esteta', affezionato alle forme curvilinee della vecchia 'bombetta'. 


Se dobbiamo dirla tutta tale cambiamento fu dettato anche dal fatto che presto la legge avrebbe bandito per sempre la lampadina ad incandescenza.



Arrivò l'epoca dei led, molto più ecologici, affidabili, economici e con dimensioni tali da poter essere venduti in lampadina di qualsiasi forma. 

Il gas contenuto nelle lampade a risparmio energetico se liberati nell'aria (es. rottura lampadina) sono altamente inquinanti e la lampada funziona finchè il gas è intrappolato in uno spazio a tenuta stagna. 

Atac decise per il risparmio energetico spinto e le forme arrotondate che richiamavano la prima lampadina vennero ripristinate.

Un primo sperpero che, seppur parzialmente giustificato dal fatto che i led riescono a consumare un po' meno, nel tempo sarebbe stato ampiamente ammortizzato. 

Ma, a quanto pare, per qualcuno con il pallino del decoro di stazione questa scelta non era abbastanza.


Ci spostiamo a qualche giorno fa, raccontandovi l'ultima sostituzione, un vero e proprio sperpero di risorse fatto da una società (atac) che essendo con l'acqua alla gola dovrebbe fare atteinzione alle spese inutili. 

Tutte le lampadine a led con vetro bianco sono state sostituite da quelle con vetro trasparente che ricordano di più la lampada a tungsteno.

Questa volta la giustificazione del risparmio economico no c'è: si tratta palesemente di una motivazione estetica. Facciamo dunque un po' di conticini della serva, togliendo dal conto i costi di installazione, le altre lampadine sparse per la stazione e le eventuali sostituzioni di lampadine guaste:

  • passaggio a lampade a basso consumo: 5 euro (circa) x 200 lampade = 1000 euro
  • primo passaggio a lampade a led: 5 euro (circa) x 200 lampade = 1000 euro
  • secondo passaggio a lampade a led: 7 euro (circa) x 200 lampade = 1400 euro


Un totale che va dai 1400 ai 2400 euro di spesa che si sarebbe potuta evitare. 

Se proprio si voleva spendere, perchè non utilizzare quella somma per installare cartelli con divieto di fumo più grandi, visto che quelli attuali (microscopici) appesi sulle banchine non li nota nessuno? 


Forse l'azienda non vuole togliere il piacere della sigaretta ai propri dipendenti, da tempo "vessati e obbligati a turni di lavoro massacranti in nome del pareggio di bilancio e del salvataggio dell'azienda" (fonte: sindacatucci vari). 

Non di rado, se siete assidui frequentatori di questa stazione, vi capiterà di vedere dipendenti atac, personale delle pulizie e perfino le guardie giurate, fumare beatamente ad ogni angolo della stazione, magari anche intenti in conversazioni telefoniche private.


O ancora, perchè non usare quelle risorse per delle fioriere/paletti per impedire la sosta selvaggia davanti l'ingresso della stazione e preservare ulteriormente il decoro della stessa?

La frittata ormai è fatta e i soldi sono stati spesi...chissà se qualche 'illuminato' in azienda avrà il coraggio di punire gli autori di questo sperpero o se il tanto sbandierato risparmio e la razionalizzazione dei costi resterà uno slogan.

Di @ATtACcatiAlBus Laureato in Cialtroneria delle telecomunicazioni si è autoproclamato organismo certificatore unico degli alti standard comunicativi di atac e infoatac, presso l'accademia delle belle arti. Fondatore del MoMatac









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