Via libera dell'Ustif alla riapertura delle scale mobili. Atac ora attende che i tecnici del ministero dei Trasporti mettano nero su bianco il nullaosta



Sempre che non ci siano ulteriori intoppi, la stazione Barberini della metro A riaprirà al più tardi martedì 4 mattina. Ieri l'Ustif ha dato il via libera alla riapertura delle scale mobili. 

Atac ora attende che i tecnici del ministero dei Trasporti mettano nero su bianco il nullaosta e poi, allo scoccare del 319esimo giorno di chiusura, potrà finalmente celebrare il ritorno di una delle fermate più centrali della linea rossa.


Una festa amara, perché il Campidoglio 5S è infuriato con i vertici dell'azienda di via Prenestina. 

Ieri Pietro Calabrese, ultragrillino assessore alla Mobilità, si è scagliato contro il presidente Paolo Simioni (sotto esame anche per quanto riguarda il mancato raggiungimento degli obiettivi chilometrici del piano di salvataggio della partecipata) proprio sugli impianti di risalita. 

Come si legge nella lettera inviata ad Atac, Campidoglio pretende risposte entro e non oltre 10 giorni sul caos scale mobili.

Partenza, non a caso, da Barberini: "Si richiede una relazione sulle motivazioni che hanno condotto alla motivazione di non procedere alla manutenzione contemporanea dei 6 impianti di stazione" e "ad annunciare di volta in volta il rinvio della riapertura, specificando in ogni occasione nuovi e aggiuntivi requisiti di sicurezza". Novembre, dicembre, poi la notizia della riapertura soltanto in uscita. poi. 

In Comune il rimpallo di date brucia. Eccome, visto che le opposizioni lo hanno cavalcato in lunga e in largo per pungere la giunta Raggi.

Ancora: Calabrese vuole notizie anche sui "costi" della manutenzione. E sui motivi dietro una riapertura che, a distanza di quasi 11 mesi dall'incidente che ha chiuso Barberini, la prossima settimana sarà comunque parziale. Infine, altre due richieste. Un dossier sui guai registrati dalle scale mobili negli ultimi 10 anni e sui dirigenti che hanno supervisionato il disastro. 

Un altro su Baldo degli Ubaldi e Cornelia: "Perché gli interventi non sono stati effettuati nel secondo semestre del 2018? Perché non sono stati riprogrammati per tempo per evitare la chiusura delle stazioni?".

Domande che si pone anche Svetlana Celli, consigliera della lista di centrosinistra Roma torna Roma: "Bisognava chiederne conto ad Atac ben prima. 

Senza la nostra pressione, quella dei commercianti e dei residenti, in Campidoglio avrebbero continuato a dormire. Chiederò un altro appuntamento all'assessore, questa volta vogliamo risposte".

Da La Repubblica 



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