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La Cgil: via Atac e Cotral, una sola azienda per gestire treni, metro e bus


Nella proposta anche mezzi gratuiti per gli studenti. «Vogliamo rivoluzionare le modalità di trasporto attraverso importanti investimenti sul ferro» ha spiegato Natale Di Cola, il segretario regionale del sindacato



Sognando «il trasporto pubblico gratuito per gli studenti, un’agenzia unica regionale e un’azienda unica per il trasporto pubblico del Lazio e del Comune di Roma», come ha detto Eugenio Stanziale, il segretario generale della Filt - Cgil di Roma e del Lazio, il sindacato di corso d’Italia ha convocato tutti coloro che si occupano di trasporto per un dibattito dal titolo «Una nuova idea di mobilità». 

Con qualche defezione dovuta al coronavirus, hanno risposto all’appello sia il presidente di Atac Paolo Simioni sia quello del Cotral Amalia Colaceci e inoltre il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola e l’assessore regionale Mauro Alessandri.


Snocciolando dati e numeri e analizzando l’attuale situazione di questa città-regione che «non si chiude all’interno del raccordo anulare, ma influisce in un’area più vasta» che deve competere efficacemente con le altre capitali europee, la proposta attentamente e a lungo studiata dalla Cgil parla di più treni sulle linee A e B della metropolitana con prolungamento fino a Bufalotta per la B1 e a Torre Maura per la C, che a nord dovrebbe arrivare fino a piazzale Clodio; della realizzazione della linea D e della più volte ripetuta chiusura dell’anello ferroviario, oltre che di nuove stazioni per incrementare l’utilizzo del trasporto pubblico. 

E si parla per la Roma-Lido del prolungamento fino a Torvaianica. Ma soprattutto la proposta punta su un sistema di «bus rapid transit», ovvero di corse su gomma di lunga percorrenza all’interno dell’area romana, con corsie protette e fermate chiuse.

«La nostra proposta è quella di rivoluzionare le modalità di trasporto attraverso importanti investimenti sul ferro - ha spiegato Natale Di Cola, il segretario regionale della Cgil di Roma e del Lazio. 


Noi proponiamo un’agenzia unica regionale per la programmazione delle attività e degli investimenti e un riconoscimento della specificità di Roma attraverso finanziamenti dedicati al trasporto pubblico locale e a Roma città-regione». 

Finanziamenti che oggi per il presidente di Atac non sono sicuramente «sufficienti per un serio piano di investimenti. Dal 2011 al 2016 abbiamo ricevuto in tutto 70,6 milioni», ha ricordato Simioni. 

Il capo della municipalizzata ha anche annunciato che «sarà rispettata la scadenza del 25 giugno 2020 per il pagamento del cento per cento dei creditori privilegiati». E «nel 2019 ci sarà un utile importante che conforta ancora di più la scelta che abbiamo fatto con il concordato preventivo». 

Quanto poi alle proposte del sindacato Simioni ritiene che «più che un’azienda unica del trasporto pubblico regionale è utile un’agenzia del trasporto regionale che possa pianificare nel lungo periodo. 

L’attuazione però dovrebbe rimanere affidata alle singole aziende». Posizione dalla quale non si discosta molto la presidente di Cotral Amalia Colaceci, secondo la quale «le aziende devono lavorare insieme con indicazioni precise dei soci». 

Quanto al trasporto pubblico gratis per gli studenti, Mauro Alessandri non è d’accordo: «Bisogna andare verso un sistema di gratuità per le fasce più deboli».

Da Corriere della Sera







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1 commento:

Lulio ha detto...

Se si vuole fare le cose alla grande,
si può puntare ad avere il trasporto pubblico gratuito per tutti.

Quello che cambia e che a bilancio scompare la voce proventi da abonamenti e biblietti, che per legge dovrebbe essere non inferiore al 35% del bilancio di ogni azienda di trasporto pubblico in Italia.

Questo implica che il servizio di trasporto pubblico dovrebbe essere finanziato interamente tramite tassazione ordinaria.

Dal punto di vista sociale si svilubberebbero questi benefici:

1) le persone che sono economicamente più in dificoltà avrebbero un problema in meno;

2) le persone avvrebbero maggiore possibilità di cercarsi opportunità lavorative;

3) si riduce il traffico su strada, e di conseguenza anche gli incidenti stradali.

Ovviamente i servizi andrebbero adeguati alla crescente domanda.

Dopo 5 anni di preparazione lo si potrebbe attuare.
Dal punto di vista tecnico non vi è un reale probblema economico, il problema è di visione politica della mobilita.

Per quanto riguarda la preparazione,
intanto sarebbe opportuno disegnare i progetti di ammodernamento delle decadenti linee su ferro esistenti, poi partecipare ai bandi di gara statali.

Dal mio punto di vista strategico, dato che le risorse economiche di solito non abbondano, e risistemare l'esistente avrà un posto veramente importante, il progetto della metro D e l'idea del "bus rapid transit" e meglio che rimangano nel cassetto.

Il "bus rapid transit" a Roma esiste nella versione del 90 express e del corridoio della mobilità dell'Eur; uno pensa che è più economico di un tram, ma la strada su cui gli autobus viaggiano la devi comunque costruire e mantenere, e se qualcosa non và non vedi piu gli autobus o la corsia riservata ritorna una normale corsia automobilistica.

Nel Medio-Lungo periodo una rete di linee tramviarie risolverebbero molti problemi, sia di mobilità che di gestione economica per L'ATAC.
Con i soldi che si avrebbero per la metro D si posso realizzare tranquillamente 100Km di rete tanviaria.

Citando solo il centro si potrebbe cosrtuire da:
1) Termini a Risorgimento, poi da Risorgimento a Valle Aureglia FL3. Cosi si aggira il "problema del tunnel" e si da un'alternativa a quelli che usano quel servizio.

2) Clodio - Manzoni MA, (via Lepanto MA - Rinascimento colosseo), in modo da avere un servizio forte di superficie a sostegno delle tre linne metopolitane.
Questa linea chiuderebbe l'anello tranviario, ed in oltre e prolungabile fino a Tiburtina.







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