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La grande apertura di Baldo degli Ubaldi

La grande apertura di Baldo degli Ubaldi



Ennesima sfida persa da ATAC per dimostrare di essere capace di organizzarsi in termini comunicativi a seguito di cambiamenti all'ultimo minuto. Ma andiamo per ordine


A fine ottobre 2019 la stazione metro chiude perchè le scale mobili per legge devono essere revisionate e la stazione è dotata solo di impianti automatici per entrare ed uscire. 

Ieri, dopo l'esito parzialmente positivo da parte dell'ente che verifica le scale mobili, finalmente riapre la stazione.

Riapre a metà...perchè solo alcuni impianti hanno superato le verifiche. 

Riapre la sola parte vicina alla stazione di Valle Aurelia, quella che "non aiuta" gli utenti che sono stati privati della stazione Cornelia, chiusa a fine anno per lo stesso motivo.


Riapre in tutta fretta, con un paio di note ai giornali locali, l'annuncio ufficiale sul sito web e qualche tweet sui social.


Alle 9 del mattino (la stazione ha riaperto alle 5) sui convogli della metro a trovate ancora i foglietti con scritto che Baldo degli Ubaldi è ancora chiusa. 

L'annunciatore delle stazioni, arrivato a Valle Aurelia in direzione Battistini annuncia "prossima fermata: Battistini"


Se vi aggirate intorno alla stazione Baldo degli Ubaldi trovate le uscite (quelle di cui è stata annunciata l'apertura) aperte ma con il cartello "stazione chiusa". 

Ciliegina sulla torta della disinformazione di ATAC: Mariacosta chiede se le entrate sono tutte funzionanti e l'infoatac, presa dai festeggiamenti risponde con un "regolarmente attiva"


Tante piccole sviste che nel complesso ci fanno capire la qualità dei cialtroni-comunicatori superstipendiati che lavorano in ATAC e il poco rigore chiesto da chi controlla e amministra l'azienda (comune di Roma)



Di @ATtACcatiAlBus Laureato in Cialtroneria delle telecomunicazioni si è autoproclamato organismo certificatore unico degli alti standard comunicativi di atac e infoatac, presso l'accademia delle belle arti. Fondatore del MoMatac





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1 Commenti

Anonimo ha detto…
Beh, ma lo sappiamo da tempo che queste aziende non hanno come obiettivo l'efficacia del servizio, ma il "dare un posto a qualcuno". E infatti non mi stancherò mai di dire che uno dei problemi di fondo è anche nei discutibili criteri che, oggi, si applicano nella selezione del personale e nella sua formazione. Chi dirige queste aziende, poi, non ha niente in comune con la formazione dei dirigenti di una volta, che erano tecnici ed ingegneri veramente qualificati e competenti: si pensi ai grandi nomi del passato delle aziende di trasporto romane, come Roberto Saglio, Mario Urbinati, Giovanni Sirletti, Andrea Buranelli, Franco De Falco, Angelo Curci, Guido Ziccardi, Sergio Maestri ed altri.