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Conducente minacciato di morte, accusa malore e ferma il bus

Conducente minacciato di morte, accusa malore e ferma il bus



Conducente minacciato di morte, accusa malore e ferma il bus: li aveva rimproverati perché senza biglietto - Fortunatamente il conducente del mezzo, un 41enne, se la caverà in pochi giorni, per lui solo un forte stato di agitazione causato dall'atteggiamento dei due passeggeri incivili


Stavano viaggiando a bordo del bus ATAC linea 649 senza avere il biglietto e quando l’autista se n’è accorto, li ha rimproverati chiedendogli di scendere dal mezzo in via Don Orione.

I due passeggeri, un 21enne e un 31enne, hanno però pensato bene di reagire al dipendente dell’ATAC e di minacciarlo di morte. Il loro comportamento ha fatto sì che l'autista interrompesse la sua normale corsa, provocando un ritardo su tutta la linea.

All’arrivo dei carabinieri di piazza Dante, allertati da altri testimoni e passeggeri preoccupati che la situazione potesse degenerare, i due uomini hanno proseguito nelle loro minacce nei confronti dell’autista, il quale, fortemente scosso, è stato portato in ospedale dopo aver manifestato un malore.

Fortunatamente il conducente del mezzo, un 41enne, se la caverà in pochi giorni: per lui solo un forte stato di agitazione. I responsabili sono stati denunciati a piede libero per interruzione di pubblico servizio e minacce.





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5 Commenti

Anonimo ha detto…
A parte il fatto che sul 649 non mi pare spetti all'autista controllare i biglietti, peccato che non c'era come conducente un certo mio zio, ex autista ATAC ed esperto di arti marziali...
Anonimo ha detto…
Qui c'è una cosa che non mi è chiara in questa vicenda. Come avrebbe fatto l'autista ad accorgersi che i due soggetti viaggiavano senza biglietto? Perchè attualmente, a Roma, non mi risulta che gli autisti ATAC provvedano alla verifica dei titoli di viaggio durante la guida all'atto della salita dei viaggiatori, compito che spetta solamente al personale di verifica. Sì, possono teoricamente farlo i conducenti che hanno ricevuto la qualifica di Polizia Amministrativa, ma comunque, per quanto sarebbe intendimento farlo, l'ATAC non applica ancora questo sistema di controllo da parte dei conducenti all'atto della salita degli utenti (e, secondo me, mai lo applicherà, per tutta una serie di motivi), come invece fa la COTRAL (...). Quindi mi pare una versione dei fatti un po' confusa.
Anonimo ha detto…
Queste cose succedono perchè siamo a Roma. A Londra, se solo ti azzardi a salire su un autobus senza pagare il biglietto, "ti fanno nero", ossia non la spunti proprio; figuriamoci poi se ti azzardi a minacciare l'autista, il quale non solo non si spaventerebbe minimamente, ma è anche munito di un apposito manganello, che comunque usa raramente, perchè in un baleno, se chiamati, arrivano i Bobbies londinesi, che non sono molto teneri con i balordi...A parte poi che, in quella città, è la stessa gente che ti darebbe addosso di brutto, se ti comporti male. Qui abbiamo i pizzardoni che, al calar delle ombre della sera, si dissolvono nel nulla (come pure i verificatori dei biglietti, del resto: il buio fa loro paura...), e la sindaca che è buona solo a scandalizzarsi quando sente questi fatti, ma non fa nulla di concreto per prevenirli.
Anonimo ha detto…
Comunque va anche detto che il personale andrebbe opportunamente addestrato anche a saper affrontare situazioni come questa, purtroppo ormai sempre più frequenti. Ma, su questo, non vedo fare assolutamente niente: i corsi di formazione del personale mi sembrano sempre più superficiali rispetto a quelli di una volta (questo mi viene raccontato anche da un paio di autisti in pensione che conosco), e quindi la gente non è preparata adeguatamente al riguardo. A parte poi il fatto che, obiettivamente, a tutela di utenti e personale, servirebbero maggiori controlli a bordo dei bus, specialmente nelle ore serali e notturne, cosa che non avviene affatto.
Anonimo ha detto…
Beh, io ricordo che, quando ero ragazzino, negli anni settanta, il personale si faceva rispettare e come. Mi ricordo che, alla rimessa Vittoria, c'era un autista che più che un uomo sembrava un gorilla: alto due metri, con due mani che sembravano due badili, e se qualcuno sul suo autobus si comportava in maniera scorretta certo non esitava a richiamarlo, senza avere alcuna paura. Del resto, gli autisti di quei tempi erano di tutta un'altra generazione, che proveniva dalla guida di autobus che richiedevano forza fisica sul volante e perizia nei cambi di marcia (gli autobus dell'epoca non erano certo gli attuali giocattoloni stra-automatizzati che guidano quelli di oggi), quindi era gente di caratteristiche fisiche (e psicologiche) e di formazione completamente diversa, più avvezza alla fatica rispetto all'attuale generazione di autisti.