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Roma, protesta dei pendolari alla Regione: "Vagoni stracolmi e corse soppresse, ora basta"


Gli utenti delle ferrovie Roma Nord e Roma Lido sul piede di guerra a causa dei continui disservizi su entrambe le tratte extraurbane



Una manifestazione congiunta e pacifica quella che si è svolta stamattina, a partire dalle 11, davanti alla Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo. 

Ad organizzarla i pendolari delle ferrovie Roma Nord e Roma Lido, da mesi sul piede di guerra a causa dei continui disservizi su entrambe le tratte extraurbane: vagoni stracolmi, treni guasti o soppressi, corse saltate. 

Gli utenti sono scesi in piazza, armati di fischietti, megafoni e striscioni, "per ribadire all'ente regionale la necessità di mettere in campo e da subito tutte le energie necessarie per migliorare il servizio erogato da Atac, ormai da mesi ai minimi termini - spiega Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Roma Nord - Abbiamo bisogno di soluzioni concrete e immediate, di annunci ne abbiamo sentiti troppi in questi anni".



Intanto, Cintia Bitacola e Michele Tartaglia, di Dragona, tengono in mano due cartelloni con su scritto "Acilia Sud - Dragona : che fine hanno fatto il ponte e i parcheggi? Lo chiediamo a Roma Capitale", "È sempre la stessa musica". 

A pochi passi, Giorgia Cirelli, 20 anni, anche lei di Dragona, racconta la sua odissea quotidiana: "Viaggio sulla Roma Lido da 7 anni, da 5 anni prendo il treno che porta da Acilia ad Ostia, mentre da 2 anni quello che da Ostia arriva a Roma. Il risultato è sempre lo stesso: caos e disservizi. Inoltre, la stazione di Acilia Sud è ancora bloccata".

Come Cirelli, anche un altro utente, Valerio, 28 anni, di un collettivo territoriale di Ostia: "Prendo il treno da Ostia a Roma nell'ora di punta, dove si verificano la maggior parte dei guasti. Gli utenti sono costretti a viaggiare come sardine. C'è anche chi accusa malori a causa del sovraffollamento", spiega il 28enne che rivendica "un 'altra occupazione dei binari ( dopo quella avvenuta a Vitinia lo scorso novembre, ndr) come pratica di lotta per chiedere treni subito e maggiori risorse economiche".


E mente c'è chi aspetta di essere ricevuto in Regione, altri manifestanti continuano la protesta davanti al Palazzo: "Basta cemento, vogliamo i servizi", si legge in uno degli striscioni. "Come ci arriviamo alla stazione senza sovrappasso?". Firmato Acilia Sud.

"Tagli maggiori di corse e di orari, un progressivo smantellamento della tratta, sostituzione su gomma e conseguente inquinamento oltre al deprezzamento degli immobili residenziali". Sono questi alcuni dei motivi che hanno convinto Claudia Lodolo, di Castelnuovo di Porto, a partecipare al sit-in di protesta. 

Tra i manifestanti c'è anche chi non è più un viaggiatore abituale. Eppure conosce "benissimo i disagi" e ha deciso di partecipare "per solidarietà". Come Giuliana Gentili, di Acilia : "Fino a 4 anni fa viaggiavo quotidianamente da Dragona a Roma. E ogni giorno era un'odissea. Ma a distanza di anni la situazione è sempre la stessa. Oggi sono qui per sostenerli", dice.

Sul piede di guerra e con il megafono in mano, Nica Annibaldis del Comitato Roma Lido: Chiediamo un cronoprogramma alla Regione -dice - Gli ascensori a Castel Fusano sono rotti da due anni e mezzo. 

È un indecenza. Anche perché i disabili non possono spostarsi in libertà. Molti di loro, infatti, non hanno potuto partecipare alla manifestazione per paura di restare bloccati in stazione".

Oltre alle persone con disabilità, sono "esclusi" dal servizio anche i non vedenti: "I tabelloni orari e l'avviso vocale non funzionano - continua Annibaldis - I ciechi non possono prendere il treno. Mentre chi riesce a prenderlo, invece, è costretto a viaggiare in veri e propri carri bestiame. 

Quello che chiediamo è una frequenza garantita di 7 minuti e mezzo", conclude Annibaldis.

Come se non bastasse: "Sul sito Atac c'è scritto "servizio regolare" anche quando così non è - raccontano gli utenti - Inoltre, ci sono giovani che hanno rinunciato agli esami universitari".

Intanto, Tomaso Pascucci di Labaro, ricercatore universitario, tiene in bella vista un cartellone con su scritto "Atac no ad appropriazione indebita". "Prendo tutti i giorni il treno che da Labaro porta a Flaminio per andare a lavoro- dice Pascucci - La scorsa settimana sono arrivato a casa alle 22,30 dopo aver aspettato oltre un'ora e mezza alla stazione. Sono esausto". 

Maria Grazia Greco, di Ostia, invece, tiene a sottolineare i disagi anche economici: "Pago all'anno 250 euro di abbonamento per avere un servizio pessimo. Arrivare nel centro di Roma è impossibile. Basta un treno in ritardo o una corsa saltata e la mia giornata va in frantumi".

"C'è chi pensa di trasferirsi perché è impensabile dover partire da casa alle 5 per arrivare alle 8 a lavoro - dicono i pendolari - Sabato scorso, ad esempio, sono stati 30 i treni soppressi sulla Roma Nord. Vogliamo fatti. Basta parole".

da Repubblica - Foto e video di @coluicheveglia



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