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Metro C: Next stop, piazza Venezia

Metro C: Next stop, piazza Venezia


La linea C andrà avanti, ancora un po’, fino a piazza Venezia. Questo è in breve ciò che è emerso dalla commissione mobilità di oggi, riunitasi accanto agli scavi in corso vicino a piazza Madonna di Loreto.



Dopo l’interlocuzione col MIT e la consegna del progetto delle gallerie a luglio, oggi il CIPE si è riunito per deliberare il finanziamento di 10 milioni di euro a favore del proseguo dello scavo delle gallerie. 


Le talpe meccaniche, attualmente anestetizzate sotto via dei Fori Imperiali, proseguiranno dunque fino a piazza Venezia dove termineranno definitivamente la loro corsa.

Il vantaggio di questo spostamento di 190 metri sta nel fatto che con il cantiere della stazione, per la quale si sta stanno compiendo oggi le indagini geotecniche, si potrà eseguire l’estrazione degli scudi senza gli extra costi di 60 milioni di euro preventivati qualche mese fa.

Lo scavo delle talpe e lo scavo della stazione stanno correndo dunque su due binari paralleli ma distinti, al fine di avere la massima flessibilità del progetto.



La stazione Venezia in particolare avrà la configurazione del progetto presentato da Metro C scpa nel 2014, con uno binario di scambio semplice prima dell’ingresso che consentirà comunque una frequenza fino a 4 minuti. Prevista anche un’area museale nell’area dell’Ateneo di Adriano, che sarà valorizzato e integrato nel complesso. Durante la commissione qualcuno si è spinto nell’ipotizzare una serie di cunicoli di collegamento verso il Vittoriano e palazzo Venezia, per trasformare la piazza in una e vera moderna Louvre romana.

Tempi e costi?

Per le gallerie si comincerà con i 10 milioni disponibili per proseguire lo scavo delle gallerie a rustico, che si completerà entro pochi mesi.

Per quanto riguarda la stazione, che è intrinsecamente più complessa, molto dipenderà dalla struttura che si vorrà dare allo scambio con la linea D: se a stazioni semplicemente attaccate, ipotizzando la fermata linea D sotto piazza San Marco, o a stazioni compenetrate similarmente a Termini. 

I 150 milioni già disponibili dall’ex “decreto del fare” forse potrebbero non bastare. In ogni caso dopo le indagini geotecniche il progetto andrà istruito e consegnato a Metro C scpa che ne curerà lo sviluppo esecutivo. Dalla posa della prima pietra all’apertura della stazione passeranno almeno 7 anni. Next stop Venezia, ma non prima del 2027 almeno.

Questo allungamento dello scavo delle talpe sarà anche pagato con un ritardo sulla linea in costruzione da San Giovanni a Fori Imperiali. In particolare, essendo posizionato il campo di alimentazione delle talpe all’Amba Aradam, per poter smobilitare e completare lla tratta T3 bisognerà aspettare lo spegnimento dei macchinari sotto piazza Venezia. Concretamente, a causa della titubanza che la politica ha avuto in questi tre anni, la tratta fino ai Fori Imperiali non aprirà prima della seconda metà del 2024.

Altri lavori in corso avranno impatto sulle linee A e B, nonché sulla stessa linea C.

In ordine di tempo da gennaio a giugno 2020 riprenderà, come già anticipato su questo blog, la chiusura alle 21:00 della linea B a causa dei lavori di interconnessione ai Fori Imperiali. Ci saranno anche dei week end di sospensione totale del servizio.

Con la consegna del pozzo e della croce di inversione treni di via Sannio, prevista per il 2021, cominceranno le prove tecniche di questo piccolo prolungamento della linea C, con una possibile chiusura in orario anticipato per 7 mesi.

Infine la sospirata connessione diretta tra le due fermate San Giovanni, che richiede tra gli 8 e i 10 milioni di euro, necessiterà 24 mesi di lavori con chiusura totale del nodo per circa un mese. La commissione ha espresso la volontà di aprire tali cantieri entro il 2020, ma mancano ancora le coperture finanziarie.

Per queste e altre notizie sulle metropolitane e sulla tratta T2 della linea C oltre piazza Venezia bisognerà aspettare l’anno nuovo. Intanto oggi è doveroso riconoscere lo sforzo che è stato fatto per salvare capra e talpe.

Resta l’amara consapevolezza che tale operazione si sarebbe potuta fare già tre anni fa, con meno ritardi, disagi e stress per tutti.


Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni carloandrea.tortorelli@odisseaquotidiana.com









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1 Commenti

Anonimo ha detto…
Sulla metro C consiglierei pure di leggere qui:

http://www.tramroma.com/common/letteratura/docs/pietrini_rmetro.htm