Roma, errori e pasticci nel bando: Tpl, scatta la quarta proroga


Dal Comune nuovo contratto in attesa del Consiglio di Stato sulla gara. Il primo contratto tra Comune e Roma Tpl, stipulato nel 2010, è scaduto il 31 maggio 2018. Da allora si procede tramite affidamenti diretti



Un’altra proroga, la quarta, per Roma Tpl, che assieme ad Atac gestisce il trasporto pubblico occupandosi, in particolare, delle corse in periferia, circa il 20% del totale. 

Il Campidoglio - sia l’ex assessora ai Trasporti Linda Meleo che già anni fa ipotizzò la risoluzione anticipata del contratto, sia il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefàno - avevano escluso questo epilogo, la conferma di un servizio giudicato spesso insufficiente, tra corse saltate e scioperi bianchi. 

Addirittura la sindaca Virginia Raggi, sul caso dei ritardi nei pagamenti dei dipendenti, aveva parlato di «ricatto sulla pelle di chi ogni giorno è costretto ad attendere un bus che non passerà mai». 

Era il 2016. Nel frattempo tante cose sono cambiate.

Il primo contratto tra Comune e Roma Tpl, stipulato nel 2010, è scaduto il 31 maggio 2018. 

Da allora si procede tramite affidamenti diretti. La nuova proroga - l’ultima da 123 milioni di euro è scaduta formalmente ieri - è necessaria per garantire la continuità di un servizio che, altrimenti, da un giorno all’altro, smetterebbe di esistere, lasciando a piedi tutta la periferia romana. 

In realtà i ritardi sono anche la conseguenza dei ripetuti errori contenuti nel bando originario del 28 novembre 2018 (da un miliardo), ripubblicato tre volte e ora all’esame del Consiglio di Stato. 

Nella prima versione della gara era sbagliato l’indirizzo del sito web del Comune; nella seconda alcune cifre (111 milioni anziché 11); nella terza il totale dell’importo era calcolato su un anno anziché sugli otto previsti dal contratto. 

Sviste e pasticci che hanno ritardato tutto l’iter prima della stroncatura definitiva del Tar, a cui si sono rivolti alcuni operatori: i giudici, tra gli altri punti, hanno ritenuto che la gara così come è stata formulata «comporta un ingiustificato vantaggio in favore del gestore uscente e una barriera all’ingresso per altri operatori, che subiscono una forte limitazione in quanto potrebbero ritenere più conveniente ricorrere ad altre modalità di acquisizione dei mezzi (leasing, noleggio…)». 

Appare singolare, cioè, l’idea di imporre all’acquirente il costo dei mezzi stabilito nel 2010 (60 milioni per 442 bus) senza considerare il grado di usura delle vetture, o peggio quelle nel frattempo andate a fuoco.

Il Comune, che ha poi fatto ricorso al Consiglio di Stato, dice di attenderne la pronuncia e intanto sta già lavorando alla nuova gara, che conta di pubblicare - forse - la prossima primavera. Nuove proroghe, fino alla prossima aggiudicazione. 

E a proposito di aggiudicazione si è conclusa in Atac la fase preliminare della gara per la fornitura (e la manutenzione) di cento bus ibridi da 12 metri. La società vincitrice dell’appalto avrà 240 giorni per consegnare i primi 15 mezzi, che verranno messi su strada, si prevede, agli inizi del 2021.

Da Corriere della Sera





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