Una grossa tegola si abbatte su Roma Tpl

Una grossa tegola si abbatte su Roma Tpl


Un'altra tegola si abbatte sull'Amministrazione a 5stelle, che prometteva di revocare il contratto a RomaTPL mentre glielo sta prorogando di anno in anno: ora i vertici di Roma Tpl sono indagati per associazione a delinquere e corruzione



Per l'esattezza: Pompili, Presidente di RomaTPL e Cotri, firmatario del contratto con il Comune di Roma da 110 Mln€/anno, prorogato (per ora) di 2 anni e mezzo quando l'Assessore era Linda Meleo e Cialone, Direttore Generale di RomaTPL

Da Anagnia

Auto di lusso e sponsor fittizi affossano due importanti aziende umbre di trasporto pubblico locale; tra gli indagati anche Vittorio Ficchi e Marco Cialone, imprenditori ferentinesi

I militari della Guardia di Finanza di Perugia agli ordini del colonnello Danilo Massimo Cardone hanno attuato il decreto di sequestro preventivo a beni mobili e immobili il cui valore complessivo si aggira attorno agli otto milioni di euro; tale provvedimento – spiegano dal comando provinciale delle Fiamme Gialle di Perugia, “è in corso di svolgimento nei confronti dei componenti di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, all’induzione indebita a dare o promettere utilità ed alla bancarotta fraudolenta, ritenuta responsabile della grave crisi finanziaria che ha colpito Umbria Tpl e Mobilità”.

Sotto accusa sono finiti Paolo Paduano, marchigiano, già presidente di Apm e “Um“ che avrebbe ottenuto “lauti” (circa 2 milioni di euro) compensi derivanti da due contratti di collaborazione “incurante degli ingenti danni patrimoniali causati a Umbria Tpl e Mobilità”, Marco Cialone, imprenditore di origini ciociare; Antonio Pompili, romano e il cugino di Cialone, Vittorio Ficchi. I quattro, che ricoprivano incarichi di rilievo, si sarebbero associati al fine di realizzare una serie di reati. E’ quanto riportato oggi i quotidiani locali umbri.

Secondo quanto si legge nel provvedimento, “gli interessi pubblici” di Umbria TPL e Mobilità, le due aziende di trasporto, erano “stabilmente asserviti” agli interessi delle società romane Cotri e Roma Tpl, “quali espressioni degli interessi personali di Antonio Pompili, Marco Cialone e Vittorio Ficchi” per il tramite dell’ex direttore generale Paolo Paduano, che, “in cambio ha ricevuto lauti compensi derivanti dalla stipula di due contratti di collaborazione, incurante degli ingenti danni patrimoniali causati” a Umbria TPL e Mobilità.

I destinatari del provvedimento, individuati tra coloro che hanno rivestito ruoli chiave all’interno della società umbra e di due società consortili della Capitale, che gestiscono, tuttora, parte del trasporto pubblico romano. Lo stesso settore in cui Umbria Tpl E Mobilità si è trovata catapultata nel 2010, per effetto dell’eredità ricevuta dall’allora Azienda Perugina della mobilità (Apm).

L’operazione è scattata ieri mattina quando le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro per otto milioni di euro firmato dal gip del tribunale di Perugia, Lidia Brutti. Agli indagati è stato notificato l’avviso di garanzia e conti correnti e immobili sono stati bloccati. Il 13 dicembre davanti alla Sezione di appello è prevista l’udienza dopo che, in primo grado, i giudici avevano stabilito il difetto di giurisdizione





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