Viaggio sui nuovi autobus Atac

Viaggio sui nuovi autobus Atac


Viaggio sui nuovi autobus Atac: macchinette per i ticket rotte e pezzi pericolanti. I 227 nuovi mezzi avrebbero dovuto rappresentare una ventata d’aria fresca per i cittadini, che ci avevano anche creduto, ma l'esperienza di Leggo non lascia speranze



Ore 17. Roma. Via del Tritone. L’autobus è in ritardo di 15 minuti. Non è una novità. Una fila di turisti attende, paziente, alla fermata. 

Una signora si tampona la fronte sudata con un fazzoletto. Controlla a destra e poi a sinistra, ma niente. Del bus nessuna traccia. 

Al ventesimo minuto di ritardo c’è chi abbandona il “gioco”, cede e prende un taxi. 

A resistere sono soprattutto i romani, abituati alle attese infinite e ai trasporti della Capitale.

Finalmente arriva l’83, che collega piazzale dei Partigiani (Ostiense) a Largo Valsabbia (Conca d’oro). 

È uno dei nuovissimi mezzi acquistati dall’Atac. All’esterno è tirato a lucido e dentro non c’è tanta gente. 

Una fortuna che capita poche volte. Ma basta salire a bordo per rendersi conto che la situazione è un’altra. 

Sedili rotti, macchinette per i ticket fuori uso, sporcizia ovunque. 

Di nuovo resta solo il cartello affisso dal Campidoglio. «Ciao! Sono uno dei 227 nuovi bus», c’è scritto. Adesivo a parte, tutto è esattamente come prima. I corrimano sono rotti. Penzolano. Si muovono pericolosamente avanti e indietro. 


Non ci si può neanche appendere perché si rischia di cadere e di ritrovarsi per terra con il sostegno in mano.

Timbrare il biglietto? Impossibile. Perché le macchinette obliteratrici sono fuori uso. Emettono suoni meccanici e poi risputano il bit non timbrato. 

“Fuori servizio” è la scritta che appare sullo schermo. E così si è costretti a tirare fuori carta e penna e “obliterarli” a mano. 

Degli ammortizzatori poi, neanche a parlarne. Ogni buca è un sussulto. E per disabili e anziani il viaggio diventa un’odissea. I 227 nuovi mezzi avrebbero dovuto rappresentare una ventata d’aria fresca per i cittadini, che ci avevano anche creduto. 

Speranza delusa. Messi su strada soltanto lo scorso agosto, molti cadono già a pezzi.



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Commenti

Anonimo ha detto…
Torniamo al solito discorso che faccio da tempo: di questi nuovi mezzi, chi cura la manutenzione? La sindaca parla di "5 anni di garanzia", ma non parla mai, ad esempio, di manutenzione in full-service o roba simile: ma quest'ultima è stata o no prevista contrattualmente? A Torino, per esempio, il GTT ha acquistato nuovi autobus Mercedes Conero con inclusi nel contratto 10 anni di manutenzione in full-service. Perchè la garanzia è una cosa, la manutenzione ordinaria è un'altra, ed io temo che di quest'ultima non si sia previsto praticamente nulla: forse mi sbaglio, ma date le condizioni in cui sembra già circolino alcuni di questi mezzi, temo che potrei anche avere ragione. Gli ottimi autobus IVECO Effeuno degli anni Ottanta durarono più di vent'anni (e magari ci fossero ancora...), ma questi non ne dureranno nemmeno dieci, se si continua così.