See you Atac!


Cari amici lettori, che il rapporto con Atac (e dintorni) non sia sereno per nessuno è cosa più che mai risaputa. In particolare oggi intendo raccontarvi come e perché la mia storia con il trasporto pubblico giunge ad un amaro finale.



Da più di 2 anni ho osservato, impotente, il declino del trasporto pubblico della mia zona: per compire il classico spostamento casa-lavoro (che è l’università, nel mio caso) di poco più di 5 km in linea d’aria il tempo è raddoppiato da 40 minuti ad un’ora e mezza. 

Tre mezzi e due cambi erano necessari per il mio cammino: un bus della TPL, qualche fermata di metro, un bus di Atac, uno spaccato del nostro trasporto pubblico insomma.

Il punto dolente è stata la linea della Roma TPL, la stessa società alla quale un tempo i 5 stelle volevano togliere il contratto in fretta e in furia per evitare ulteriori disagi alle periferie romane. 

Bene, ora quel contratto è di fatto prorogato sine die per l’incapacità di questa amministrazione di fare una gara.

Ma apparentemente va tutto bene, arrivano i nuovi bus, è arrivato il filobus all’EUR! Sì, peccato che per finanziare il brucomela di veltroniana memoria, i chilometri di servizio siano stati sottratti agli autobus della mia zona. 

E come ben sanno altre periferie servite solo dalla Roma TPL, come Casal Monastero, togliere chilometri al programmato non significa più regolarità, bensì ridurre ulteriormente anche la produzione effettiva.

A dicembre di quest’anno è arrivata la mia manna dal cielo, un minuto scooter elettrico pronto a scorrazzarmi ovunque e in qualunque momento ne avessi la necessità. Da dicembre ad oggi ho usato il trasporto pubblico 37 volte, di cui 27 solo ed esclusivamente in metropolitana. 

Quei rari ritorni che da oggi in poi farò a bordo di un bus saranno finanziati dalle macchinette mangia-plastica.

Mi rendo conto che fare il paladino del trasporto pubblico in sella ad uno scooter non è il massimo della coerenza ma, essendomi improvvisato per anni blogger di Sferragliamenti dalla Casilina orbitando in tutta altra zona, dovrei riuscire a non perdere il contatto con la realtà.

L’importante è ricordare, come dicono Sindaca e Assessore, che il trasporto pubblico è in continuo miglioramento, solo che nessuno se ne sta accorgendo.


Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni carloandrea.tortorelli@odisseaquotidiana.com



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Commenti

Anonimo ha detto…
Beh, io però, obiettivamente, ho notato una cosa. Forse anche grazie all'arrivo dei nuovi autobus, alcune linee da essi servite mi sembrano un po' migliorate come frequenza e regolarità nei passaggi. La mia impressione è che, anche se ancora resta moltissimo da fare, qualcosa si stia comunque cercando di fare per migliorare il tutto, anche date le varie pressioni che ATAC e Comune di Roma stanno avendo ormai un po' da tutti, cittadini in primis. Il problema, anzi i problemi, sono purtroppo molti e diversi tra loro, in parte ereditati anche da giunte precedenti, e certamente occorre tempo, facendo però scelte strategiche sensate ed investimenti mirati. Per quanto riguarda questi ultimi, noto però, purtroppo, che la lotta all'evasione tariffaria sia ancora insufficiente e scarsa: da quando sono tornato dalle vacanze, il 2 settembre u.s., non avendo automobile mi servo unicamente dei trasporti pubblici, e ancora devo vedere l'ombra di un verificatore, e noto che pochissima gente convalida un qualsiasi tipo di titolo di viaggio, specialmente in certe zone e su certe linee. Ora, è vero che molti sono abbonati, ma questi ultimi avrebbero l'obbligo, che non si fa per niente rispettare, di convalidare la card ad ogni salita su un mezzo, bus o tram che sia. Non va bene così: bisogna far capire alla gente che mantenere e migliorare un servizio dipende anche da noi, ed ognuno, in piccolo, deve fare la sua parte.
Anonimo ha detto…
Vediamo: anzitutto la scelta personale non si mette in discussione. È tutto comprensibile, e battersi per una mobilità sostenibile e accessibile non deve voler dire soffrire inutilmente.

Però già che ci siamo, e che l'hai tirato in ballo, parliamo dello scooter elettrico? Penso che sia una cosa di cui chi parla di mobilità dovrebbe avere attenzione.
Ultimamente stiamo vivendo in un periodo di grande espansione dei veicoli elettrici. I motivi sono tanti (permesso di circolare anche durante i blocchi, disponibilità di veicolo a noleggio (non mi rassegnerò alla parola "sharing"!), e probabilmente anche altro), ma non possiamo non vedere come intorno ai veicoli elettrici ci sia un'aura di presunta ecologicità. Ecco, io credo sia importante dire chiaramente che l'ecologia e l'elettricità non c'entrano un granché: l'energia elettrica è in massima parte prodotta con combustione di gas, le batterie sono assai inquinanti e il litio non è una materia prima meno scarsa del petrolio.
In tutto ciò però questi veicoli godono di incentivi anche economici per la loro supposta ecologicità. Non è il caso di parlarne?
L'ho detto come premessa e lo ridico: non è certo un'accusa a te. Piuttosto, uno sprone a parlare del trasporto a roma anche guardandone questi aspetti.