Sciopero giovedì 26 settembre


Giovedì 26 settembre dalle 10:00 alle 12:00 - solo 2 ore - è stato proclamato uno sciopero di tutto il trasporto pubblico in seguito alle aggressioni a danno degli autisti dei bus



In particolare i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno proclamato uno sciopero in Atac, Cotral e RomaTpl per i motivi esposti nel comunicato

In relazione ai gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza ai danni dei lavoratori dell trasporto pubblico locale di Roma e del Lazio a seguito delle ultime aggressioni: 

  • ai danni di un verificatore Cotral SpA sulla linea Fiuggi Alatri del 22/7/2019
  • ai danni del conducente cotral.spa della linea diretta a Bracciano del 19/9/2019
  • ai danni del conducente Atac Spa della linea 042 del 21/9/2019
  • ai danni del conducente Roma TPL scarl della linea 013 del 23/9/2019
  • ai danni del conducente Atac Spa della linea 654 del 23/9/2019

Hanno determinato una vera e propria escalation di violenza  ed emulazione, le scriventi OOSS comunicano l'astensione dal lavoro per il giorno 26 settembre 2019 dalle ore 10 alle ore 12 in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente l. 146/90  e successive modifiche.

Non sarà effettuata nessuna partenza utile dai capolinea nell'arco delle 2 ore di sciopero E verrà garantita la tempestiva ripresa del servizio alle ore 12:01 dai capolinea 




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Commenti

Anonimo ha detto…
Le motivazioni sarebbero giuste. Il problema è che non si risolve nulla con lo sciopero. Occorre che le autorità competenti prendano atto del problema ed attuino gli opportuni provvedimenti, e non credo che due ore di sciopero li portino a convincerli a farlo. Se non si cambia la mentalità e la cultura di base in questo nostro paese (e a Roma in special modo), a partire da chi ci governa (in particolare di certe correnti politiche), abolendo buonismo, perdonismo e quant'altro e non ci si ricorda dell concetto fondamentale che la democrazia si deve basare sul rispetto delle leggi e delle regole (e quindi del nostro prossimo) e chi non le rispetta deve essere duramente punito, si può fare anche un anno di scioperi o chiudere i conducenti in cabine di guida blindate tipo cassaforte, ma il problema di fondo non lo si risolverà mai.
Anonimo ha detto…
Pare che si siano decisi a far,e prossimamente, un vertice in Prefettura per decidere cosa fare. Ma tanto, alla fine, non credo faranno o potranno (o forse vorranno?) fare più di tanto, perchè applicare in maniera rigida e dura i regolamenti e le norme di pubblica sicurezza significherebbe "passare da fascisti". Se non ci si decide a buttare via questa sottocultura, non credo cambierà molto. Posso solo consigliare ai conducenti di munirsi di uno spray al peperoncino (che ormai è legale, anche io l'ho comprato e lo porto sempre con me), o di fare un corso di arti marziali...
Anonimo ha detto…
Non mi stancherò mai di ripeterlo: questa situazione è il risultato anche del clima di anarchia totale che regna sui mezzi pubblici a Roma da un po' di anni a questa parte. Con il tempo, potremmo dire a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, la situazione è via via peggiorata: i fattorini sono stati totalmente aboliti, i verificatori sono stati tolti da certe linee ed in certi orari (una volta me li ricordo pure sui notturni), la figura dell'autista è stata col tempo sminuita, un po' a causa del ricambio generazionale del personale (che non è più quello di una volta), un po' per il cambiamento gestionale, organizzativo ed operativo dell'azienda stessa, che è fortemente peggiorato, e questi sono i risultati. Se poi a tutto ciò aggiungiamo permissivismo e tolleranza che regnano sovrani nella gestione dell'ordine pubblico, nonchè un sistema giudiziario che è quello che è, ecco che il quadro è completo. Ora siamo quasi arrivati ad una situazione tale che servirebbe mettere una guardia su ogni autobus o tram di Roma, cosa ovviamente difficile, se non impossibile (forse ci si potrebbero mettere i soldati, con poteri di polizia...), e quindi non credo che il problema sarà di facile soluzione, e comunque non in tempi brevi. Dare alla gente cattive abitudini è facile, ma levargliele, poi, diventa molto più difficile.