Roma-Viterbo, i pendolari: rischio “guerra civile”

Roma-Viterbo, i pendolari: rischio “guerra civile”


Prosegue lo scontro sui nuovi orari. Il comitato pendolari: peggiora la qualità della vita. Il lessico bellico è volutamente enfatico e mira a mostrare la gravità della situazione in cui versa la Roma-Viterbo



E l’agitazione dello spettro della guerra civile non è l’annuncio di uno scontro fisico tra cittadini, ma una metafora per descrivere i rapporti tra i pendolari e chi è tenuto a gestire la linea che porta da Roma a Viterbo.

Nella giornata di ieri, infatti, il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord ha presentato un esposto rivolto al governo italiano, alla Procura di Tivoli, Corte dei Conti, comuni, Astral, Atac, Regione Lazio e altri soggetti interessati dalla tratta.

Una missiva, presentata con il titolo “Rischio guerra civile sulla RomaNord #sveglia”, in cui si elencano le ragioni per cui la Roma-Viterbo rappresenta una bomba sociale pronta a esplodere. 

Nel mirino il nuovo orario invernale 2020 che riduce ancora di più i treni presenti sulla tratta extraurbana.

“Ogni anno che passa, dal 2010 ad oggi, il servizio erogato è sempre più deficitario fino a raggiungere il punto più basso odierno, con sole 56 corse giornaliere tra Sacrofano e Viterbo, di cui ben 18 espletate con autobus sostitutivi di Atac – spiega Fabrizio Bonanni – in sostanza un terzo del servizio “ferroviario” viene erogato con comuni autobus di linea Atac. 


Sappiamo tutti cosa comporta questo, con una viabilità quasi al collasso sulla Via Flaminia, maggiore inquinamento, traffico, stress, peggioramento della qualità della vita e dei trasporti. Inoltre un autobus non sostituisce un treno e questo sta portando al progressivo abbandono del mezzo pubblico a favore del mezzo privato”.

Tra le richieste più urgenti del comitato, il ripristino dei treni degli studenti e quelli serali da Viterbo. Richieste su cui, spiegano i pendolari, non sarebbe arrivata alcuna risposta da Atac e Regione Lazio.

Ma l’iniziativa del comitato pendolari non si limita all’esposto e alla lamentela, ma intende raccogliere tutte le segnalazioni dei disagi dei pendolari causati da nuovo orario e non solo. 

Per dimostrare che le questioni attorno alla Roma-Viterbo non sono vezzi da addetti ai lavori ma problemi reali che investono la quotidianità di intere comunità del Lazio.

Da Radio Colonna



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Commenti

Anonimo ha detto…
I pendolari hanno ragione dal loro punto di vista, ma devono pure capire che già la situazione era quella che era, poi ci si sono messe le norme ANSF a peggiorare le cose, ed il quadro è completo. Si potranno, in tempi brevi, forse fare alcuni aggiustamenti agli orari, ma obiettivamente non si possono pretendere i miracoli. Per potenziare il servizio serve adeguare la linea alle normative ora vigenti con tutta una serie di interventi mirati (Sistema Controllo Marcia Treno su linea e treni, Sistema di Comando e Controllo centralizzato del traffico con Dirigente Centrale Operativo, Blocco Conta Assi e segnalamento simile al tipo RFI nella tratta extraurbana), nonchè acquistare nuovi treni e sottoporre a revisione generale /possibilmente con alcuni ammodernamenti) i convogli FIREMA tipo E84 ed E84A: tutte cose fattibili, ma che richiedono tempi certamente non brevi.
Unknown ha detto…
Psrliamo per favore, della chiusura della stazione di Morlupo scalo- Capena -in pieno paese - a Morlupo. Stazione che verrá soppressa e che il raddoppio della ferrovia Roma Viterbo vuole deportare e decentrare in aperta campagna a Magliano con disagii enormi.La stazione Morlupo scalo- Capena ha un bacino di utenza pendolare enorme eil danno della chiusura di questa stazione in paese (per trasferirla nel nulla ) creerebbe disagi enormi Grazie Antonella
Anonimo ha detto…
Ad Antonella/Unknown: Ma infatti io non sono d'accordo al raddoppio di quella tratta con consistenti varianti di tracciato. Se si fa un raddoppio del binario, lo si deve fare senza variare significativamente il percorso originario, altrimenti è meglio lasciar perdere. In alternativa, si potrebbero creare altri punti di incrocio, ma prima di tutto occorre adeguare la linea alle normative ANSF, facendo tutti quegli interventi che ho citato qui nel mio commento sopra il tuo, altrimenti è tutto inutile.
Anonimo ha detto…
Ad Antonella: hai perfettamente ragione. Purtroppo, oggi, sembra che ci sia un po' ovunque questa tendenza, o quasi. Mi ricorda, ad esempio, quanto è stato fatto a Catanzaro pochi anni fa, cioè la variante di Settingiano, che ha tolto la ferrovia Lamezia Terme Centrale-Catanzaro Lido dalla zona di Catanzaro Sala (posta sotto il quartiere omonimo) per decentrarla nella zona di Germaneto, dove c'è il deserto intorno ad essa. E per fortuna che là, almeno, c'è ancora l'altra ferrovia a scartamento ridotto servente il quartiere Sala (la Cosenza-Catanzaro Lido), altrimenti quest'ultimo si sarebbe trovato privo di collegamenti su rotaia. Lasciando la Calabria per tornare nel Lazio, in effetti il raddoppio della Roma Nord in quella tratta, eseguito con quella forte variante di tracciato prevista progettualmente, non credo porterà grandi benefici a Morlupo, anzi al contrario la penalizzerà fortemente, allontanandosi da essa.