Ancora aggressioni ad autisti Atac

Ancora aggressioni ad autisti Atac


A che punto è la notte? Un autista Atac è stato pestato da un branco di minorenni senza apparente motivo, uno dei ragazzi è stato individuato e denunciato, per l'autista 30 giorni di prognosi. La cronaca da Il Corriere della Città



Una vera e propria “esecuzione”, un pestaggio brutale, a sangue, eseguito da otto ragazzini minorenni, tutti italiani, ai danni di un autista ATAC 52enne, “colpevole” di voler ripristinare il sistema di emergenza che la baby gang si era divertita ad azionare poco prima.

E’ successo ieri sera intorno alle 23:30 a Roma, sulla linea del bus 46 che in quel momento viaggiava su via Boccea, all’altezza del civico 139. 

I ragazzini, che erano saliti a bordo a Campo de’ Fiori, avevano azionato la leva d’emergenza senza alcun motivo e, quando l’autista si è alzato per riattivare il sistema, lo hanno accerchiato e hanno iniziato a picchiarlo, con calci e pugni al volto, fino a farlo svenire, scappando e lasciandolo a terra in un lago di sangue.


Sono intervenute alcune persone a soccorrere l’autista, chiamando la polizia e i sanitari del 118, che hanno trasportato il 52enne al pronto soccorso del Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Quei gli è stato riscontrata la frattura del setto nasale. 

L’uomo è stato sottoposto a intervento chirugico e gli sono stati riconosciuti 30 giorni di prognosi.

La Polizia è riuscita a individuare uno dei giovani teppisti, un 17enne romano, denunciato  per lesioni e interruzione di pubblico servizio, mentre sono in corso le indagini per risalire agli altri responsabili.


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Commenti

Anonimo ha detto…
Qui non si vuole capire che sugli autobus ci vogliono dei controlli, e chi fa questi atti va punito con la massima severità. Ma questo lo deve capire chi ci governa...
Anonimo ha detto…
Tanti anni fa, ai tempi della rimessa Vittoria a piazza Bainsizza, conoscevo un autista che era letteralmente un armadio: alto, corpulento e molto forte. Del resto all'epoca (parlo degli anni sessanta-settanta) dovevi esserlo quasi per forza, richiedendo gli autobus di allora forza fisica per girare lo sterzo, che certo non era servoassistito, oltre che perizia nei cambi di marcia (basta pensare ad autobus come gli Alfa Romeo 140, altro che i giocattoloni ipertecnologici di oggi). Non credo proprio che con lui avrebbero provato ad aggredirlo: li avrebbe fatti uscire dall'autobus senza alcun problema. Forse sarebbe anche il caso di tornare a mettere alla guida degli autobus conducenti come questo...comunque, battute a parte, qui spetterebbe anche al Comune mettere sugli autobus agenti di Polizia Municipale per scongiurare questi fenomeni, almeno sulle linee "calde". Ma il Comune pare altamente infischiarsene di tutto questo.
Anonimo ha detto…
Però, quando si vedono comportamenti del genere, è inutile riattivare il comando indebitamente azionato. Si ferma immediatamente l'autobus e si chiamano i Carabinieri o la Polizia. Il personale andrebbe anche addestrato su come comportarsi in presenza di fenomeni di questo genere. E' inutile intervenire direttamente, specie in presenza di più balordi, a meno che non si è cintura nera di Karatè. Poi, mi chiedo: ma una volta non esisteva sugli autobus un comando nascosto, azionando il quale si inviava una chiamata di allarme alle forze dell'ordine? Se non c'è più, perchè non lo si riattiva, o non si studia comunque un sistema simile? Svegliati ATAC, pensa anche a queste cose, e che diamine.
Anonimo ha detto…
In ogni caso, auguri di buona e pronta guarigione al conducente aggredito.
Anonimo ha detto…
Ecco perchè i verificatori dovrebbero passare molto più spesso e, se occorre, coadiuvati da agenti di polizia: si darebbe ai viaggiatori un messaggio del tipo: "Se non riesco ad evadere il pagare il biglietto, figuriamoci che mi fanno se mi azzardo a fare di peggio". Invece (checchè ne dicano all'ATAC) i verificatori continuano a vedersi pochissimo, e su certe linee ed in certe zone manco ci vanno, e questi, poi, sono i risultati: l'immagine che si dà è di assoluta anarchia, della serie "sugli autobus fate come vi pare". Ma qui a Roma nessuno sembra voler capire questo concetto. Quando ero bambino, negli anni settanta, sugli autobus c'era il fattorino (ed era molto meglio), e quando salivano i verificatori poco ci mancava che tremassero i mancorrenti degli autobus: nessuno si azzardava manco a rispondergli male, figuriamoci ad aggredirli: tutto questo accadeva anche perchè, appunto, l'immagine che si dava del viaggiare sui bus era diversa, e si basava sul rispetto delle regole. Oggi, a parte che la società è peggiorata in modo esponenziale, su bus e tram i fattorini non ci sono più (e, a questo punto, non so quanto sia poi convenuto, all'atto pratico, toglierli, perchè erano un grosso deterrente a pagare il biglietto, oltre a non lasciare solo l'autista), i verificatori sono più rari dei marziani (non parliamo poi di controlli di altro tipo) e gli autisti si ritrovano, da soli, ad aver a che fare, in alcuni casi, con marmaglia di ogni tipo, senza che nessuno li possa difendere se intervengono. E le autorità se ne fregano altamente di questa situazione, tanto loro girano in macchina e con la scorta, quindi che gliene frega?!
Anonimo ha detto…
Qui a Roma, contro questi fenomeni, ci vorrebbe, almeno per un certo tempo, un'applicazione particolarmente dura e severa delle norme di pubblica sicurezza: un qualcosa di simile alle leggi di Singapore o alla "cura Giuliani con tolleranza zero" che l'omonimo sindaco fece tempo fa a New York, cominciando (tra l'altro) dal combattere fenomeni apparentemente piccoli ma importanti, come lo scavalcare i tornelli della metropolitana. Il problema è che, a livello politico, qui a Roma non lo si vuole fare, principalmente per paura di perdere consensi. Qui abbiamo un sindaco che se la cava dicendo frasi ovvie come: "E' intollerabile una cosa del genere: Roma non tollera la violenza", ma finisce qui: sono solo chiacchiere di proforma, che ormai hanno veramente stufato. E temo pertanto che fenomeni come questo siano, purtroppo, destinati a ripetersi, perchè sicuramente non prenderanno alcun provvedimento serio al riguardo. Un sindaco diverso avrebbe detto qualcosa come: "Prendo atto della gravità e frequenza di questi fenomeni; ne parlerò pertanto al più presto con il prefetto e con il capo della polizia municipale per decidere gli opportuni provvedimenti da prendere": macchè, pia illusione. Chiacchiere, chiacchiere ed ancora chiacchiere, nulla di più.