Roma Nord, i pendolari restano a piedi

Roma Nord, i pendolari restano a piedi


Ve lo diamo noi l’orario. Detto in estrema e un po’ brutale sintesi è questo il succo dell’assemblea pubblica sulla ferrovia Roma Nord che si è svolta venerdì 23 agosto al bunker del Soratte per iniziativa della sindaca di Sant’Oreste, Valentina Pini


L’associazione Trasportiamo, rappresentata dal giornalista romano David Nicodemi, ha infatti messo a punto, provocatoriamente ma non troppo, una bozza di nuovo orario di servizio - da sottoporre ad Atac e Regione nell’incontro fissato per il 4 settembre - in vista della riapertura delle scuole. 


Quando sulla disgraziata linea la già drammatica situazione determinata dall’entrata in vigore, a partire da 1° luglio scorso, delle nuove norme sulla sicurezza imposte dall’Ansf potrebbe diventare apocalittica, con gravissime ripercussioni pure sulla viabilità della Flaminia. 

La consolare rischia infatti di essere invasa da un viavai di navette sostitutive e anche dalle auto di tutti coloro che, esasperati dai disagi e dai tempi di percorrenza sempre più biblici, torneranno al mezzo proprio, con tanti saluti alla cura del ferro.

Alla presenza di molti pendolari e amministratori dei comuni attraversati dalla tratta (per Civita Castellana c’era l’assessore Carlo Angeletti) sono state indirizzate parole di fuoco sia contro Atac, gestore della tratta almeno fino al 31 dicembre 2020 (dopodiché dovrebbe subentrare Cotral, con la speranza che non sia la brace dopo la padella), che contro la Regione Lazio. 


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Entrambe, è stato detto, si sono dimostrate incapaci: prima di adeguare, nell’arco di due anni, la ferrovia alle norme sulla sicurezza introdotte dopo la strage di Andria (23 morti); poi di attrezzare un servizio degno di un paese civile a fronte delle restrizioni.

Le parole più dure sono arrivate dal vicesindaco di Riano (“abbiamo a che fare con gente che non sa quello che fa”), il quale ha addirittura proposto di bloccare la Flaminia prima dell’inizio delle scuole nella convinzione che, come sperimentato durante la battaglia contro la discarica a Pian dell’Olmo, solo le maniere forti riescano a sturare le orecchie alla Regione.

Una linea, quella dura, condivisa da molti pendolari ma che la sindaca di Sant’Oreste, d’accordo in questo con il presidente del comitato della Roma Nord, Fabrizio Bonanni, intende invece conservare per un’eventuale fase successiva, qualora le richieste degli utenti e dei comuni non venissero accolte.

Tra i presenti c’è chi ha prospettato anche la strada della denuncia in procura per interruzione di pubblico servizio mentre è stata scartata invece l’occupazione dei binari, perché, hanno sottolineato Bonanni e Nicodemi, in un’azienda dalla “conclamata inefficienza” come Atac c’è una cosa che invece funziona molto bene: si tratta dell’ufficio legale.

E’ stato proprio Fabrizio Bonanni a ripercorrere con delle slide la disgraziata cronistoria dal 2015 a oggi della ferrovia ex concessa dove ancora oggi il sistema di sicurezza utilizzato è quello del vecchio giunto telefonico, per niente a prova di errore umano (disastro di Andria docet). 

Il portavoce del comitato del pendolari ha ricordato anche come i lavori di raddoppio del binario fino a Morlulpo siano ancora in alto mare, tanto che nemmeno è stato dato avvio agli espropri dei terreni lungo il sedime ferroviario. 

Dei tre lotti di lavori, per un importo complessivo di 153 milioni, ne sono stati aggiudicati due ma una delle ditte vincitrici è in concordato preventivo, un’altra tra quelle sconfitte ha invece presentato ricorso al Tar.

Intanto dal 1° luglio, come noto, sono state tagliate 22 corse in controflusso (sostitute dai bus Cotral e la domenica da quelle Rossibus), ogni giorno ne saltano molte altre random (spesso senza preventiva comunicazione), si viaggia col limite di 50 km l’ora e i treni devono fare a ogni passaggio a livello un minuto di sosta. 

Che moltiplicato per i 104 passaggi a livello dell’intero tratto piazzale Flaminio-Viterbo viale Trieste vuol dire 104 minuti in più persi. L’inferno. 

Destinato a peggiorare con la riapertura delle scuole.

Di qui le richieste del comitato alla Regione: cronoprogramma dettagliato dei lavori, maggiore comunicazione, sblocco dei cantieri per i parcheggi di Riano e Montebello, nuovo orario di servizio che tenga conto delle esigenze di studenti e lavoratori. 

A quest’ultimo, si è detto, ci ha già pensato l’associazione Trasportiamo: “I treni ci sono, il personale anche: si può fare”, ha scandito il presidente Nicodemi, secondo cui i bus sostitutivi non possono essere la soluzione. 

“Dobbiamo essere la goccia che scava la roccia”, ha rimarcato Bonanni, invitando tutti i pendolari a segnalare sempre tempestivamente ritardi e soppressioni di corse. “Perché le segnalazioni fanno statistica”.

“La tratta della Roma Nord che va da Civita Castellana a Viterbo allo stato attuale è praticamente morta - ha concluso Nicodemi -. Non facciamo fare alla Roma Nord la fine della Roma-Fiuggi”.


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Commenti

Anonimo ha detto…
Io comunque non credo che passarla in gestione alla COTRAL sia passarla dalla padella alla brace, perché quest'ultima è un'azienda che sta seriamente e progressivamente migliorando, sotto tutti i punti di vista. Certo, un conto è gestire autobus e un'altro una ferrovia, ma io penso che sicuramente saprà gestirla meglio dell'attuale gestore.
Che poi all'ATAC funziona molto bene l'ufficio legale non avevo dubbi, visto che i suoi interessi li tutela molto bene (certamente non quelli dei cittadini).
Anonimo ha detto…
Se all'ATAC funziona molto bene l'ufficio legale, lo utilizzasse per perseguire legalmente chi imbratta e deturpa i treni da essa gestiti, ma non mi pare che questo le interessi molto farlo. Probabilmente tale ufficio è più impegnato a difenderla dalle denunce che ogni giorno l'azienda immagino si becca, o che comunque meriterebbe di beccarsi, quindi per forza lo stesso deve essere efficiente.