I guasti ai nuovi bus sono fisiologici

I guasti ai nuovi bus sono fisiologici


Nuovi bus e già guasti? E’ quanto di più “normale” e “fisiologico” ci possa essere. A dirlo a gran voce sono i funzionari dell’Atac durante un sopralluogo di questa mattina della commissione capitolina Mobilità


I consiglieri, tutti della maggioranza a eccezione di Cristina Grancio del gruppo misto, si sono recati nella rimessa di via di Grottarossa a cui sono stati destinate 20 nuove vetture da 12 metri, delle 80 totali della serie ‘City mood’ presentate la scorsa settimana dalla sindaca Raggi. 

A seguito dell’arrivo dei primi bus, infatti, che fanno parte di un pacchetto di 227 le cui consegne finali sono previste per ottobre, si sono già verificati i primi guasti: “Circa 5 il primo giorno, altrettanti nel corso del weekend”, ha spiegato durante la commissione la responsabile del settore superficie di Atac, Sabrina Bianco. 



“Si tratta di inconvenienti inevitabili durante la fase di rodaggio dei mezzi- ha aggiunto- riscontrabili solo con la messa su strada”. E comunque, “parliamo di una percentuale minima, visto che piu’ di 70 vetture sono entrate regolarmente in servizio da subito”. 

Non solo, “i guasti – che non hanno riguardato in nessun caso l’impianto di aria condizionata (vera ‘croce’ dei mezzi Atac, ndr) – sono stati immediatamente riparati dalla ditta fornitrice presente per tutta la durata della garanzia all’interno delle rimesse della municipalizzata”. 

La garanzia ha una durata di 5 anni.

“L’avvio dell’esercizio- ha spiegato il presidente di commissione Pietro Calabrese- e’ proceduto esattamente come previsto. Pochi ‘stop’ ampiamente preventivabili e gia’ sistemati, altro che mezzi gia’ da rottamare come ha titolato qualche organo di stampa”. 

Non solo, “dalla cittadinanza- ha incalzato la funzionaria della municipalizzata- il riscontro e’ stato decisamente positivo. Si tratta di bus piu’ confortevoli, sicuri – data la presenza delle telecamere a bordo – ed efficienti”. E dato il parco mezzi presente nelle rimesse, risulta difficile credere il contrario. 

La maggior parte delle vetture infatti “risale tra il 2001 e il 2003 con oltre 600mila chilometri percorsi”. 

La prossima tranche di bus e’ prevista per fine mese: “Per la fine di agosto- ha concluso Calabrese- arriveranno altri 60 autobus e con l’apertura delle scuole gia’ una buona parte di tutta la fornitura prevista sara’ in circolazione”.

Da Roma Daily News



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Commenti

Anonimo ha detto…
Il problema di un prodotto nuovo non è tanto il rodaggio, nel quale in effetti qualche disturbo lo si può avere. Il problema è nella qualità della componentistica e nel corretto dimensionamento della stessa sia in sede progettuale che costruttiva. Inoltre, la stessa deve avete un certo livello di sperimentazione alle spalle per essere affidabile. In altre parole, un veicolo munita di componenti sperimentati da tempo ed affidabili non corre rischi particolari, mentre un mezzo dotato di soluzioni tecniche fortemente innovative potrebbe comportare delle sorprese in negativo (vedasi ad esempio i treni serie MA.200). Questo è il discorso da fare. Ricordiamoci poi quello che diceva Henry Ford: quello che non c'è non si rompe...
Anonimo ha detto…
Se facciamo un paragone in campo ferroviario, le Automotrici termiche gruppi ALn668 e 663, avendo avuto fin dai primi gruppi una componentisticacdi larga produzione industriale adottatacsu veicoli stradali, nonché ampiamente sovradimensionata perché economica, hanno fatto si che, tuttora, siano le automotrici più affidabili del parco Trenitalia, pur risalendo le ultime agli anni ottanta. Se prossimamente verranno dimesse è soltanto, sostanzialmente, per proporre all'utenza veicoli più moderni e, magari, un po' meno inquinanti, ma come caratteristiche tecniche generali sarebbero ancora validissime; lo stesso discorso che si potrebbe fare per gli autobus FIAT 418, del resto.
Anonimo ha detto…
Va ricordata anche una cosa. L'affidabilità e la durata del tempo di un veicolo dipende anche, almeno in parte, dal comportamento corretto di chi è alla guida. Ad esempio, sarebbe bene che gli autisti, quando arrivano al capolinea, non spegnessero subito il motore ma lo lasciassero girare almeno una trentina di secondi a vuoto (quindi escludendo il cambio, pondendolo in posizione neutra). Questo farebbe sì che il motore stesso si raffredderebbe più progressivamente anzichè di colpo, a tutto vantaggio della durata del motore stesso. Un'altra operazione che andrebbe, per quanto possibile, evitata, è quella di imballare il motore al massimo dei giri poco prima di partire dal capolinea per caricare più velocemente l'aria compressa quando quest'ultim a risulta anormalmente bassa: mi rendo conto che la tempistica spesso stretta lo richiede, ma anche questa operazione certo non fa bene alla durata del motore stesso. Sarebbe allora più opportuno, in caso di autobus tendente a perdere aria, lasciare il motore in moto al minimo dei giri al capolinea, sempre con il cambio in posizione neutra, in maniera tale che il compressore d'aria, che è collegato direttamente al motore, comunque sia in funzione e produca l'aria compressa necessaria.