Il collasso delle ferrovie concesse


La storia di mala-gestione delle ferrovie ex concesse, in cui sono costantemente coinvolti Regione, ATAC S.p.A. e Comune di Roma, si arricchisce di un nuovo capitolo che non avremmo voluto vedere


Tre anni fa: era il 12 luglio del 2016, quando 2 treni regionali pugliesi si scontrarono frontalmente tra Andria e Corato.

Ventitré morti e cinquanta feriti furono lo shock che servì al Paese per rendersi conto che vi era un "mondo" ferroviario, una fitta rete di linee secondarie, che trasportavano migliaia di passeggeri da e per città importanti, ogni giorno.

Ma queste linee erano state sempre tenute in "Serie B" , con infrastrutture, manutenzioni e regole di sicurezza ad un livello inferiore la decenza consentita dalla tecnologia nel terzo millennio.

Una serie di effetti a catena portarono il Ministero dei trasporti ad individuare un lungo elenco di ferrovie regionali "non funzionalmente connesse" alla rete nazionale ed a chiarire 2 punti fondamentali:

  • queste ferrovie dovevano avere le stesse regole di sicurezza della restante Rete nazionale gestita da Rete Ferroviaria Italiana;
  • dovevano passare sotto il controllo di un soggetto autonomo dal Ministero, più adatto a giudicare delle affidabilità di queste linee: la Autorità nazionale per la sicurezza ferroviaria, con sede a Firenze, subentrata da qualche mese ai vecchi Uffici USTIF del Ministero delle infrastrutture e trasporti, che continueranno ad occuparsi di trasporti "minori", ma essenziali, dalle care vecchie scale mobili bloccata da mesi a EUR Magliana (6 su 6) agli ascensori bloccati da anni a Castel Fusano (2 su 2), ai caro vecchi e nuovi tram.

Pensate voi che i tecnici e i decisori istituzionali abbiano usato questi due anni per prepararsi all'entrata in vigore dei nuovi standard di sicurezza anche sulla Roma Giardinetti e sulla Roma Nord (la Roma Lido era più o meno già a posto)?. ILLUSI !

Questo è il link di un comunicato degli amici della Roma Nord che sollevavano il problema già più di due anni fa!

Hanno atteso l'ultima settimana dell'ultimo mese dell'ultimo anno a disposizione per interventi seri, per limitarsi a diramare nuove "Disposizioni di esercizio" per Roma Nord e Roma Giardinetti.

L'Ineffabile Direttore di esercizio di ATAC S.p.A. ha fatto quello che da anni vediamo fare da tantissimi decisori e tecnici forse "qualificati" e sicuramente "ben pagati".

Se c'è un buca la si transenna; se c'è ne sono due si mette il limite di 30 km/h nella strada; se ci sono tre buche e quattro radici di pino si chiude direttamente tutta la strada; se c'è una voragine per il crollo di una fogna comunale o di una tubazione ACEA, si sgomberano i palazzi vicini; se sono guasti i bagni si chiude la scuola; se ci sono i rifiuti accatastati fuori da un Bar perché AMA non passa, si multa il gestore che la sera non se li è riportati "a casa sua".

E se i sistemi di controllo e segnalamento sulla Roma Nord extra urbana o sulla Roma Giardinetti sono ancora quelli di "Checco e di Nina" che famo?

Limitiamo a 50 km/orari la velocità MASSIMA dei treni sui 70 km di tratto extraurbano della Roma Nord da Montebello a Viterbo, oppure facciamo fermare, come fosse una 500 ad uno STOP stradale, il Trenino Giallo con 300 persone a bordo e senza aria condizionata ad ognuno delle decine di incroci a raso esistenti sulla Roma Giardinetti.

Domanda : ma fino alla mezzanotte del 30 giugno eravamo forse in pericolo?

Come Comitato Pendolari Roma Ostia siamo totalmente e personalmente solidali con gli amici della altre linee.

Ci sentiamo "Uomini liberi" e "Cittadini del Mondo", ma sappiamo che per essere le due cose assieme dobbiamo anche poter viaggiare, banalmente, su tutta la rete di trasporto pubblico di Roma, del Lazio e d'Italia.

Non dobbiamo scendere e spingere.

Spingesse il Direttore di Esercizio di ATAC S.p.A., che è pagato assai bene e non solo per "transennare".

Abbiamo già chiesto un incontro congiunto all'Assessorato ai trasporti dell Regione Lazio, proprietaria e corresponsabile del casino che sta accadendo.

In più per la Roma Giardinetti , dove anche il Comune di Roma potrebbe e dovrebbe agire sul proprio Ministro di riferimento (Toninelli) per accellerare l'adozione degli atti amministrativi, attesi da mesi, di passaggio della Giardinetti da "ferrovia" a "tramvia" (risolvendo la questione "tecnica" con questo semplice atto amministrativo) e dovrebbe curare il passaggio della proprietà dalla Regione al Comune, come promesso da tre anni da tutti i soggetti istituzionali, concordemente (figurati cosa accadeva se non fossero stati TUTTI d'accordo)

Siamo sicuri che appena l'assegnazione della Roma Giardinetti Roma Capitale sarà pronta a far partire i progetti che sbandiera da anni, sarà pronta a riaprire il tratto che la sua azienda controllata (ATAC) ha troncato tra Cebntocelle e Giardinetti da Agosto del 2015, e sarà pronta a emettere i progetti di massima per avviare le gare del prolungamento fino a Tor Vergata (o son solo chiacchere?).

Per la Roma Giardinetti vi riportiamo il link ad una iniziativa lanciata in queste ore dagli amici della Giardinetti e dal Comitato di quartiere di Tor Pignattara.

Un mail bombing facile ed efficace, che speriamo anche voi possiate inviare e divulgare. Come abbiamo fatto già noi.

Comitato Pendolari Roma Ostia

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