Polveri sottili in metro, interviene il Prefetto L’Atac: nuovi test sull’aria

Polveri sottili in metro, interviene il Prefetto L’Atac: nuovi test sull’aria


Nulla di fatto nell’incontro in Prefettura tra municipalizzata e sindacati Orsa Tpl e Usb. I lavoratori: «Permane la problematica delle polveri nelle gallerie, siamo preoccupati». L’azienda dispone nuovi controlli sulla qualità dell’ara e li riaffida a di Tor Vergata - Nel frattempo il 20 si va verso lo sciopero



Il dossier sulle polveri sottili nella metro di Roma arriva in Prefettura. L’Atac e i sindacati Orsa Tpl e Usb hanno risposto alla convocazione del viceprefetto aggiunto, Giovanni Borrelli, per discutere della vicenda relativa alle Pm10 nella gallerie, oltre che delle condizioni di sicurezza di lavoratori e utenti della metropolitana della Capitale, con la speranza di far rientrare lo sciopero. 

Nella riunione, il cui tentativo di conciliazione si chiude con «esito negativo», i sindacati «evidenziano il permanere della problematica delle polveri nelle gallerie che continua a destare preoccupazione, attesa la presenza rilevante delle stazioni e nelle stesse banchine, e l’utilizzo di un unico treno per la pulizia, per altro ormai obsoleto e incompleto».

L’Atac, che aveva assicurato di aver rinforzato la pulizia delle gallerie con un nuovo mezzo «ad hoc»” e poi commissionato a Tor Vergata uno studio sulle Pm10 nella metro — ha risposto che «saranno posti in campo, con l’università di Tor Vergata, nuovi controlli di verifica di tipo analitico delle polveri presenti nelle gallerie», specificando che è «nell’interesse precipuo posto dall’azienda alla sicurezza del personale e degli stessi passeggeri». 

In pratica, una nuova analisi, stavolta più precisa e particolareggiata.

Sul caso anche la procura di Roma — il pm Giorgio Orano — ha aperto un’indagine dopo una serie di esposti presentati dai sindacati, l’ultima integrazione risale ai primi di aprile. E dopo l’inchiesta condotta dal Corriere che — grazie a un macchinario omologato dell’associazione AriAmbiente — ha rilevato limiti delle Pm10 sistematicamente sforati sulla linea B, con valori in alcuni casi cinque volte superiori rispetto alla soglia di legge (sotto la stazione Tiburtina 243 microgrammi per metrocubo, al di là del limite di 50 fissato dalla normativa).

A seguito delle campionature, l’Atac aveva commissionato uno studio a Tor Vergata — dipartimento di Biomedicina e prevenzione, sezione Medicina del lavoro — che ha raccolto dati «tutti inferiori alla decima parte del valore limite» circa le polveri «inalabili e respirabili», cioè uno spettro di particelle che comprende, ma non coincide, con le Pm10. 

Nell’informativa aziendale ai lavoratori, molti già in causa per danni da Pm10, non c’erano dati numerici a sostegno. 

E, soprattutto, nessun riferimento alle Pm2,5 che certificano la presenza nell’aria di metalli pesanti, veri «nemici» di utenti e lavoratori. 

Così, per i sindacati, le conclusioni dall’ateneo erano «non corrette». Anche perché la relazione metteva nero su bianco la presenza massiccia di polvere di quarzo nell’aria sotto la metro. E, infatti, l’Atac si è vista costretta a commissionare un nuovo studio.

Da Corriere della Sera





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Commenti

Anonimo ha detto…
Come studioso di trasporti su rotaie, proprio non riesco a capire queste polveri da dove provengono. I treni della metropolitana sono, ovviamente, tutti a trazione elettrica (non mi risulta che sulla metropolitana di Roma circolino le automotrici Diesel ALn 668); la frenatuta degli stessi è ottenuta, dalla velocità massima fino a circa 10 km/h, in maniera elettrica, utilizzando cioè i motori come fossero generatori, e inviando l'energia prodotta dagli stessi in questa fase nuovamente alla linea (recupero fino al 20% di energia), oppure, se la linea non è ricettiva, l'energia viene dissipata sul reostato di frenatura. Da circa 10 km/h fino all'arresto totale dei treni intervengono normali freni a disco, certamente non inquinanti come potevano un po' essere, forse, i freni a ceppi. Inoltre, le gallerie sono munite di pozzi di aerazione, mentre in ogni stazione, per il ricambio dell'aria, esiste una centrale di ventilazione che garantisce il ricambio dell'aria di sei volte il volume ambiente ogni ora. Quindi queste misteriose polveri vorrei, appunto, capire da dove vengono. Non penso che l'aria in metropolitana sia più inquinata di quella esistente all'aperto: a me sembrano una delle tante fissazioni che, di tanto in tanto, sembrano andare di moda.