Le chiamate per i soccorsi, gli svenimenti, i malori, il caldo asfissiante: come per gli autobus, la metropolitana a Roma soffre il caldo perché l’aria condizionata o non funziona o funziona a scartamento ridotto. 



In attesa che Linda Meleo chieda un report, sono tante le segnalazioni che arrivano dei lettori e sui social network.

Gli svenimenti e i malori nella metropolitana a Roma

Anche perché nella linea B i treni vecchi e con i finestrini aperti non sembrano rispondere alle necessità di un viaggio in condizioni di minima civiltà, mentre sulla A gli impianti di climatizzazione risultano funzionanti ma c’è troppa gente nei vagoni durante le ore di punta, anche perché ci sono ancora stazioni chiuse perché la ditta pagata da ATAC con i soldi dei romani non ha lavorato a dovere, secondo ATAC (loro non sono d’accordo).

E alla questione il Corriere della Sera Roma aggiunge un elemento in più, facendo notare che sulla B-B1, percorsa soprattutto dai vecchi convogli, oltre al caldo potrebbe aver inciso il tasso di Pm10 che – come evidenziato dalle inchieste del quotidiano grazie al rilevatore omologato messo a disposizione dall’associazione AriAmbiente – tocca picchi anche cinque volte superiori alla soglia di legge (243 microgrammi per metro cubo sotto la stazione Tiburtina contro il limite di 50 fissato dalla legge).

In ogni caso è difficile parlare di servizio pubblico quando nelle stazioni tra scale mobili rotte e ascensori guasti, gli impianti fermi erano 100 su quasi 400: praticamente più di uno su quattro era inutilizzabile. 

Il nuovo appalto doveva partire il primo giugno ma è slittato a luglio

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