Atac: Sindacati: ok concordato

Atac: Sindacati: ok concordato


Cgil e la Filt Cgil di Roma sul Concordato: Un risultato notevole, non di certo scontato, che si deve anche al lavoro svolto con grande senso di responsabilità dalle organizzazioni sindacali e dai dipendenti di Atac e che sancisce ufficialmente l’inizio di un nuovo percorso 



Nella giornata di ieri sono stati raggiunti due obiettivi significativi per l’azienda di trasporto pubblico della Capitale: il Tribunale Fallimentare di Roma ha emesso il decreto di omologa del Concordato Preventivo e si è giunti alla sigla di un importante accordo applicativo di consolidamento del piano industriale

Lo dichiarano, in una nota, la Cgil e la Filt Cgil di Roma e del Lazio insieme alla Filt Cgil nazionale.

“Un risultato notevole, non di certo scontato, – continua la nota – che si deve anche al lavoro svolto con grande senso di responsabilità dalle organizzazioni sindacali e dai dipendenti di Atac e che sancisce ufficialmente l’inizio di un nuovo percorso volto a garantire la tenuta e lo sviluppo aziendale per i lavoratori e le lavoratrici e il miglioramento del servizio per i cittadini e le cittadine di Roma. 

Il raggiungimento di questi obiettivi non è da considerarsi come la conclusione positiva del piano, bensì come l’acquisizione di un tassello fondamentale per il progetto complessivo. 

Riteniamo che con una nuova visione di sviluppo il trasporto pubblico possa riacquisire il giusto valore che spetta a uno dei pilastri fondamentali dello Stato italiano: servizio fondamentale per la cittadinanza e, al contempo, motore occupazionale di estrema importanza sociale”, concludono

Da AskaNews


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Commenti

Anonimo ha detto…
Certo che i sindacati sono d'accordo. A loro mica interessa che il servizio sia efficiente: loro basta che tutelano i loro iscritti, è così lo potranno continuate a fare. Ma continuerà tutto così per gli utenti, questo è il problema.
Anonimo ha detto…
L'importante era salvarla dal fallimento unicamente per poterci continuare a sguazzare dentro, ognuno per tutelare i propri interessi di categoria, ma certamente, salvandola, non si ricreerà in essa quella razionalità aziendale che, bene o male, un tempo c'era, e che ormai è andata irrimediabilmente perduta. Questo potrebbe farlo solo un commissariamento duro e deciso di almeno cinque anni, portando avanti in quel lasso di tempo un piano di risanamento altrettanto duro. Ma è ormai più che chiaro che nessuno lo vuole fare, perciò non cambierà assolutamente nulla. L'ATAC rimarrà come il Titanic, che mentre affonda l'orchestrina continuerà a suonare allegramente. L'unica differenza tra le due è che la prima non affonderà mai del tutto, purtroppo.