Atac, gli autisti sospesi per l’aria condizionata mancante sui bus

Atac, gli autisti sospesi per l’aria condizionata mancante sui bus


All’Atac, come d’abitudine quando arriva il caldo, scatta l’allarme condizionatori, e la conseguente rivolta dei conducenti che chiedono di lavorare «in condizioni umane»



Ieri però la soglia di sopportazione è stata in qualche modo superata, visto che due autisti di bus sono stati sospesi. Racconta il Messaggero:

Nel 2017, solo per l’aria condizionata fuori uso l’azienda di via Prenestina ha perso 2,3 milioni di chilometri complessivi di corse. 

Lo scorso anno, grazie al potenziamento della manutenzione chiesto dai manager di via Prenestina, le corse perse per via dei condizionatori ko si sono quasi dimezzate, ma restano su valori troppo alti.

«Il mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione e l’impossibilità di far circolare l’aria all’interno delle vetture, comportano l’aumento sconsiderato della temperatura all’interno delle stesse, come si sta già verificando – scrive il sindacato di base Usb in una diffida indirizzata all’Atac – Tali situazioni pungono a rischio non solo la salute dell’autista, ma anche quella degli utenti».

Sulla sospensione dei due autisti si rischia lo scontro, con l’Usb che chiede «l’immediata revoca del provvedimento, con la totale copertura economica in busta paga per i lavoratori coinvolti». 

La flotta dell’Atac è una delle più vecchie d’Europa, con un’età media dei bus che si aggira intorno ai 12 anni, contro i 6 anni e mezzo di Londra e di Parigi. 

Nella Capitale vengono messi su strada anche veicoli di 15 anni, mezzi per cui i malfunzionamenti sono all’ordine del giorno e che impiegano per tante ore gli operai delle officine,alle prese con pezzi di ricambio a volte insufficienti.

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Commenti

Anonimo ha detto…
Io a questa gente che si lamenta oggi farei guidare gli autobus Fiat 421 A ed AL (serie ATAC 5000 e 6000), degli anni settanta. Avevano il motore posto anteriormente, sotto il sedile del conducente, con il risultato xche quest'ultimo era sottoposto ad un baccano assordante e ad un calore insopportabile nei mesi estivi. All'epoca avevo uno zio autista ATAC, e non si lamentò mai di questi veicoli sotto questo aspetto, nonostante fossero gli unici autobus col motore anteriore. Anzi, mi ricordo l'entusiasmo dei conducenti dell'epoca per le prestazioni particolarmente spinte di questi autobus. E questi si lamentano oggi...mah. No comment.
Gli autobus a cui mi riferisco erano questi:

http://www.tramroma.com/autobusroma/rete_urb/autobus/rotabili/autrot_51.htm


Anonimo ha detto…
A parte il fatto che il personale dovrebbe, ad onor del vero, poter lavorare comunque nelle migliori condizioni possibili, c'è pure da dire che, una volta, la gente lavorava anche con un minimo di serietà, di professionalità, di passione, di attaccamento all'azienda ed al lavoro stesso, non ultima anche una certa contentezza di aver conquistato un posto stabile. Oggi tutto questo non esiste più, qui a Roma: si lavora sempre più con noncuranza, con menefreghismo, con scarsa attenzione e professionalità, con beceraggine, sputando nel piatto in cui si mangia, e via discorrendo: contano solo i soldi. Questo, comunque, è un fenomeno principalmente romano: in altre aziende di trasporto italiane, al nord ma anche al centro-sud, la gente lavora con una filosofia diversa: migliore e, comunque, abbastanza diversa dal qualunquismo purtroppo tipico del romanaro medio.
Anonimo ha detto…
Comunque l'ATAC dimostra ampiamente di non avere rispetto nè per gli utenti, nè per il suo stesso personale, che sarà pure quello che sarà (e non tutto, comunque), ma in ogni caso ha, obiettivamente, diritto di lavorare nel massimo comfort attualmente possibile con la moderna tecnologia. Sarà pure vero che il parco autobus è un po' datato, ma è anche e soprattutto molto trascurato. I bus israeliani presi a noleggio, tanto per fare un paragone, hanno circa 10 anni ma a Tel Aviv godevano di una manutenzione eccellente, concetto che a Roma è inesistente. Qui si pensa solo a "comprare roba nuova", ma mai a migliorare la manutenzione di quella attualmente in servizio.