In Atac dopo il flambus tocca all’hotbus

In Atac dopo il flambus tocca all’hotbus


Autobus roventi d’estate. Non è il titolo di un film di Paolo Virzì, ma la situazione in cui vivono gli utenti e gli autisti del servizio di trasporto pubblico a Roma quando le temperature cominciano ad alzarsi, come in questi giorni di giugno. 



Perché, come sempre, sui mezzi l’aria condizionata funziona solo raramente. E gli autisti hanno deciso di fermarsi, racconta oggi Repubblica Roma:

Le immagini che ieri sera hanno preso a fare il giro delle chat degli impiegati Atac si commentano da sole: decine di conducenti fermi sulle banchine della rimessa della Magliana, tutti in attesa di bus adeguatamente refrigerati. Un po’ per evitare loro stessi i primi caldi estivi, ma soprattutto per evitare di incappare nelle prevedibili proteste dei passeggeri. […]

Già alle prese con lo sciopero annunciato per il 20 giugno dai sindacalisti di Usb e Orsa, i manager di via Prenestina ora si trovano a dover gestire la grana dell’aria condizionata. In buona parte inattesa, perché l’azienda ha avviato ormai da mesi un piano di manutenzione straordinaria degli impianti, revisionando per tempo l’80% delle vetture. 

Stando ai messaggini che ieri circolavano sui cellulari degli autisti, il problema a questo punto sono proprio i mezzi ancora malfunzionanti: «Dalle rimesse arrivano notizie di fermo per guasto dei sistemi di climatizzazione. In tutto sarebbero 200 bus». 

Torpedoni che ieri non hanno macinato nemmeno mezzo metro, con ovvie ripercussioni sul servizio.

A questo punto, in attesa di nuovi incontri tra il management e il personale, Atac spera nei nuovi mezzi. 

Sono ancora in corso le trattative per rendere comunque remunerativo il contratto con cui l’azienda ha preso in affitto 70 autobus usati israeliani. 

I loro motori euro 5 sono stati respinti dalla motorizzazione italiana, monteranno targhe tedesche. 

Poi ci sono i 227 mezzi acquistati dal Comune — che deve approvare in giunta e poi in consiglio comunale una delibera con cui garantirà alla sua controllata l’usufrutto delle vetture — attraverso una convenzione Consip. 

Fabbricati in Turchia, stanno lentamente arrivando nelle rimesse romane dal porto di Trieste.

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