Appunti sulla manutenzione dei mezzi

La manutenzione dei mezzi


Atac ammette disservizi sulle manutenzioni e su questo discorso irrompe un nostro assiduo lettore che vorrebbe fare un po' di chiarezza e dimostrare che un bus può durare anche 14 anni (o più)



Prima di tutto, bisogna partire da un concetto di base: gli autobus, come qualunque altro mezzo di trasporto (tram, treni, ecc.) sono sottoposti, durante la loro esistenza, a progressive usure e deperimenti causati fondamentalmente da due fattori: 

  1. Il lavoro compiuto; 
  2. Il trascorrere del tempo. 

Ora, queste usure e deperimenti sono tollerabili fino a certi limiti, oltre i quali è necessario intervenire con riparazioni o sostituzioni. 

Questi interventi, chiamati comunemente manutenzione, debbono essere previsti ciclicamente, poichè sulla base di dati statistici e di conoscenze tecniche è possibile prevedere la durata degli organi di un veicolo prima che si superino i limiti di usura ritenuti accettabili.

Ma la manutenzione corrente non basta. 

Sono, col tempo, necessari interventi manutentivi più approfonditi, che (faccio un esempio per scuola) le FS chiamavano "Revisioni Cicliche", e le suddividevano in questo modo:

  • Riordini: vengono riparati gli organi che si usurano prima di altri, per far sì che il veicolo giunga alla successiva ciclica senza altre riparazioni,
  • Medie Revisioni: sono come i riordini, ma vengono effettuati ulteriori interventi di carattere meccanico;
  • Grandi Revisioni: qui il veicolo viene portato in officina e smontato totalmente, pezzo per pezzo; ciascun componente viene pulito, sgrassato ed inviato al reparto di competenza, nel quale si esamina il livello di usura e, in base a questo, lo si ripara o si sostituisce. 


Terminato questo imponente lavoro (eseguibile sono in officine altamente specializzate, come ad esempio quelle di Foligno per le locomotive elettriche o di Foggia per le automotrici elettriche), i componenti vengono via via, dopo la revisione, rimontati sul veicolo, che in tal modo ridiventa praticamente nuovo. 


Tutti gli autobus in giro per la Capitale
La nostra rubrica AutobusDiRoma

Si esegue la corsa di prova per accertare il corretto funzionamento del veicolo e lo si restituisce all'esercizio.

Tutto questo discorso, ovviamente, vale più o meno anche per gli autobus; in ogni caso, secondo studi fatti dalla stessa ATAC molto tempo fa, un autobus converrebbe mantenerlo in servizio per circa 14 anni, con una revisione totale dopo 8 anni di servizio e l'ordinaria manutenzione periodica... che però deve, appunto, essere regolarmente eseguita, se si vuole che il veicolo sia pienamente efficiente per gli anni che presterà servizio. 

Però, nulla vieta di tenerlo funzionante anche oltre i 14 anni, e questo dipende fondamentalmente dalla disponibilità di risorse per l'acquisto di veicoli nuovi, oltre poi alle caratteristiche intrinseche di un veicolo stesso: bontà del progetto, relativo "gradimento" da parte del personale di guida e di officina, consumi, facilità di reperimento dei ricambi, ecc. 

Nella storia dell'ATAC, vi sono stati autobus che sono durati molto; vedasi i Lancoa Omicron degli anni trenta, arrivati addirittura al 1956, come invece altri gruppi che sono durati praticamente dieci anni o forse meno (vedasi i Bredabus 2001 degli anni novanta, arrivati ai primi anni duemila).

Concludo poi con la constatazione che, qui a Roma, per motivi più che altro politici, si tende più a comprare mezzi nuovi che non a tenere bene, nel frattempo, quelli già esistenti, contrariamente a quanto accade in altre città italiane. 

Cito, ad esempio, le motrici della linea A della dotazione di origine (MA.001-152) che, qui ritenute ferro vecchio e totalmente rimpiazzate dai treni spagnoli CAF, sono state invece (alcune di esse) comprate a Napoli e tuttora usate, previa revisione totale, sulla metropolitana interprovinciale Napoli-Aversa






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Commenti

Anonimo ha detto…
Ok un bus può durare anche 14 anni, il problema è che il parco mezzi atac ormai è diventato maggiorenne!!
Anonimo ha detto…
Sì, ma non ci sarebbero problemi, se ci fosse una manutenzione regolare ed accurata. Gli ottimi IVECO Effeuno sono durati più di vent'anni a Roma, ed in alcune aziende sono stati radiati addirittura l'anno scorso. L'età dei mezzi è relativa, se ci sono manutensione e revisioni cicliche regolari.
Anonimo ha detto…
Il grosso del parco autobus ATAC attuale è costituito dagli IVECO CityClass Cursor a gasolio, risalenti al 2001-2003 circa. Perchè questo gruppo di veicoli andrebbero sostituiti? Fondamentalmente, solo per un motivo: perchè sono Euro 3: per il resto, essendo climatizzati, a pavimento totalmente ribassato, ecc. si potrebbero tranquillamente tenere in servizio per almeno altri 5-10 anni. Il problema è che hanno raggiunto un tale livello di usura (dovuta anche alla non regolarità degli interventi manutentivi) che la prima cosa che viene da dire è che "vanno sostituiti", ma in realtà le loro caratteristiche e le loro prestazioni sarebbero tuttora valide, Euro 3 a parte. Infatti, sicuramente il modello CNG a metano di questo tipo di veicoli potrà essere tenuto teoricamente ancora per qualche anno, essendo meno inquinante. Ma siamo alle solite: la manutenzione dov'è? Perchè per quanto riguarda la ricambistica, trattasi di veicoli di larga produzione industriale, quindi costi e reperibilità non dovrebbero essere un problema. Si pensi per confronto a Trenitalia, che ha ancora in servizio automotrici con motori Diesel gruppi ALn 668 e 663 risalenti agli anni ottanta, i cui motori, di derivazione camionistica e quindi di larga produzione industriale, non mi pare costituiscano un problema nel reperimento, appunto, dei relativi ricambi, i quali ultimi, tra l'altro, trattandosi di motori relativamente semplici, possono anche essere costruiti in proprio o se ne possono adattare altri con relativa facilità.